| News Finanza Giugno 2008 |
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La Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse al 2%.
Nel comunicato si afferma che “sebbene i rischi per la crescita rimangano, appaiono parzialmente diminuiti, e i rischi per l’inflazione e le aspettative inflazionistiche sono aumentati”. “In vista dei continui aumenti nei prezzi di energia alcune altre commodities e del rialzo negli indicatori delle aspettative inflazionistiche, l’incertezza sull’outlook dell’inflazione resta elevata”. La decisione è stata presa a maggioranza di 9 a 1: il Responsabile della Sede di Dallas avrebbe voluto un immediato incremento del costo del denaro.“Nonostante qualche segnale di tenuta dei consumi, il mercato del lavoro si è indebolito e i mercati finanziari sono sotto assedio. Una miscela che probabilmentepeserà sulla crescita nei prossimi trimestri”.
La BCE nella riunione del 05 giugno ha lasciato invariato il TUR (tasso ufficiale di riferimento) al 4,00%. Il Presidente Jean Claude Trichet ha affermato che “non è escluso che dopo avere attentamente esaminato la situazione potremmo decidere di muovere un poco inostri tassi al prossimo vertice”. “Abbiamo preso una buona decisione, attualmente lo stato mentale della BCE è di rafforzata allerta e che l’Istituto sta monitorandoattentamente la situazione, mentre sono ulteriormente cresciuti i rischi alla stabilità dei prezzi”. La BCE ha rivisto le sue stime sull’inflazione portandole dal 2,9% al 3,4% per quest’anno e dal 2,1% al 2,4% per il 2009. Trichet ha affermato che “a fare datraino sono soprattutto il caro petrolio e il caro cibo e ha stimato che i prezzi resteranno alti per un periodo più lungo di quanto avevamo pronosticato”. Il cambio euro/dollaro ha oscillato tra valori compresi tra 1,53 – 1,58 evidenziandoun apprezzamento della divisa unica europea. Nella prima parte del mese si è assistito ad un deprezzamento del biglietto verde acausa dell’annuncio a sorpresa del Presidente della BCE Trichet che non haescluso un rialzo dei tassi di interesse a luglio e alla crescita del tasso didisoccupazione americana che a maggio è passato dal 5% al 5,5%. Nella parte centrale del mese è continuato il deprezzamento del biglietto verde acausa delle incertezze sul rallentamento economico e l’aumento dei prezzi in tuttoil mondo. Ad influire negativamente sul biglietto verde sono state l’inflazione e ildato del settore immobiliare registrato a maggio con le nuove iniziative edilizie chesono calate ai minimi da 17 anni. Nell’ultima parte del mese, la moneta unica europea ha continuato il suoapprezzamento soprattutto grazie al dato dell’indice tedesco Ifo che misura lafiducia delle imprese e al dato dell’indice PMI manifatturiero di Eurolandia che hainiziato a dare segnali di debolezza sia nel settore manifatturiero che in quello dei servizi.
Nel mese di maggio, l’indice dei prezzi al consumo ha registrato un aumento del7,7%; il rincaro dei generi alimentari che pesano per un terzo sul paniere è statopiù contenuto. I prezzi di carne, uova, pesce, olio e grano hanno registrato unvalore di 19,9% rispetto al 22,1% del mese precedente.I prezzi della benzina e dei diesel locali sono aumentati del 20% a causadell’aumento dei listini internazionali in quanto per le raffinerie locali è diventatotroppo difficoltoso operare con prezzi marcatamente minori rispetto al mercato. I prezzi all’ingrosso sono saliti a maggio del 9,6%, mentre i prezzi alla produzionesono saliti dell’8,2%.Lo yuan ha registrato un valore di circa 6,89 contro dollaro; dal 2005 la valutacinese si è rivalutata del 20% sul dollaro, mentre nei confronti dell’Euro ha perso il7%.Uno studio della Banca Centrale ha affermato che “le aspettative degli investitoriper una rivalutazione dello yuan stanno attirando in Cina flussi di denaro hotmoney; ma se un domani queste aspettative dovessero cambiare, potremmoassistere ad una massiccia fuga di capitali che potrebbe minare la stabilitàfinanziaria”. Il Governatore della People Bank of China ha affermato che “non si può escluderea breve un aumento dei tassi di interesse per contrastare l’inflazione”.
Il Comitato di politica monetaria della Banca Centrale ha lasciato invariati i tassi diinteresse allo 0,50%.A maggio l’indice dei prezzi al consumo è salito dell’1,5% annuo, contro lo 0,9% diaprile il livello più elevato dal 1998. La spesa al consumo ha registrato a maggiouna diminuzione del 3,2% a causa dell’aumento della bolletta energetica e delledifficoltà del mercato del lavoro.Nel rapporto mensile, la Banca centrale ha rivisto al rialzo il giudizio sugliinvestimenti immobiliari, evidenziando una ripresa moderata nel settore. Il prodotto interno lordo giapponese nel periodo gennaio – marzo è cresciuto dello 0,80% rispetto al trimestre precedente.Lo yen per tutto il mese di giugno ha oscillato intorno a un valore di 105/108 suldollaro e intorno a un valore di 162/169 sull’euro. La Banca Centrale ha affermato di “tenere in considerazione la possibilità dei rischial ribasso sulla crescita, nonchè di monitorare l’andamento delle economie estere”. Il Governatore ha affermato che “sebbene sia atteso un rallentamento nei prossimi mesi, l’economia riprenderà il proprio tasso di crescita potenziale nel medio periodo. Alla luce del rallentamento in atto, riteniamo che nei prossimi mesi la Bank of Japan si limiterà a lasciare invariati i tassi ed a monitorare le nuove variabilimacro che saranno disponibili”.
La Banca di Inghilterra ha lasciato invariati i tassi di interesse al 5,00%. Il Governatore Mervin King in una lettera indirizzata al Cancelliere dello Scacchiereha reso noto che il tasso di inflazione a maggio ha registrato un valore di 3,3% eche questo tetto sarà violato per buona parte del prossimo anno. Da come stannole cose, l’inflazione dovrebbe crescere nettamente nella seconda metà dell’anno, oltrepassando il 4%”.“ Il balzo dal 2,1% di dicembre al 3,3% di maggio è da attribuire ai rincari di prodottialimentari ed energetici”. La sterlina ha oscillato per tutto il mese di giugno intorno ad un valore di 0,78/0,81contro euro.Sulla divisa britannica ha influito la decisione della Bank of England di lasciareinvariati i tassi di interesse al 5,00%, e il dato di aprile del CPI (consumer priceindex – variazione dei prezzi dalla prospettiva degli acquirenti) che ha registratouna crescita dello 0,80% m/m e del 3,00% a/a.
Petrolio
Nel vertice di Jeddah l’Arabia Saudita ha deciso autonomamente di aumentare laproduzione di petrolio di 200.000 barili al giorno entro luglio portandola a 9,7 milionidi barili.Il Presidente dell’OPEC Chakib Khelil ha affermato che “oggi come oggi l’offertasupera la domanda di greggio; l’OPEC ha già fatto tutto quello che è in suo potere; e i prezzi non scenderanno”. Per l’OPEC entro il 2030 saranno addiritturanecessari 12 – 13 milioni di greggio aggiuntivi rispetto alle stime attuali”. L’Agenzia internazionale per l’energia (AIE) che ha partecipato al vertice di Jeddahha affermato che “tutte le stime mostrano un mercato del petrolio in fortecontrazione, specie dal lato dell’offerta, che è strutturalmente in ritardo rispetto allacrescente domanda e che è alla base dei rincari del greggio”. “Si auspica unaripresa degli investimenti esplorativi ed estrattivi, che proprio nell’ultimoquinquennio hanno subito pesanti ridimensionamenti, e si invitano i paesiconsumatori a porre in essere politiche di ottimizzazione dei consumi energetici”. Le quotazioni del greggio hanno superato il valore di oltre $ 135 al barile.
Altri metalli
L’oro ha raggiunto una quotazione di circa $ 930 per oncia. Ad influire sulle sue quotazioni sono state la crescita del prezzo del petrolio, l’inflazione e la debolezza del dollaro.Uno studio di Barclays Capital afferma che “le prospettive dell’oro appaiono favorevoli, soprattutto se proseguirà la fase di tensione sul fronte del greggio e didebolezza per il biglietto verde”. Non ha influito sulle sue quotazioni il blocco delle importazioni vietnamite, 60 tonnellate nei primi 5 mesi dell’anno, imposto dallo squilibrio della domanda commerciale del paese. L’alluminio ha registrato una quotazione di circa $ 3.100 per tonn. Sulle sue quotazioni hanno influito diversi fattori: primo fra tutti l’aumento dei costi energetici del centro produttivo della Provincia cinese di Shandong. Altri fattori che hanno inciso sulle quotazioni sono stati l’aumento del prezzo del petrolio, dell’oro e dell’inflazione. Le quotazioni del rame hanno registrato un valore vicino a $ 8.800 per tonn. Un report dell’International copper study group afferma che “nel primo trimestre del 2008 il bilancio globale produzione – consumo avrebbe mostrato un deficit di67.000 tonnellate in confronto ad una mancanza di 167.000 tonnellate nello stesso periodo del 2007”. Secondo i dati dell’International Iron and steel Institute, la produzione siderurgica mondiale ha registrato a maggio il valore di 119,51 milioni di tonnellate, il 5,8% in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
L’incremento è stato modesto nell’Unione Europea, mentre è stato importante in Cina con un valore vicino al 10% e in Turchia e Taiwan con un valore vicino al 12%. Nei primi 5 mesi dell’anno la produzione siderurgica mondiale è stata di 576,554 milioni di tonnellate, un valore superiore del 5,6% di quello dello stesso periodo dello scorso anno.
Mercato azionario
Lo S&P500 ha registrato una performance negativa mensile di circa il 4,58%.
L’indice vix che misura la volatilità di mercato è tornato a registrare nuovi massimi degli ultimi due mesi, senza però toccare i picchi di metà marzo; il premio al rischio è diminuito dal 4,1% al 3,94%. L’Eurostoxx ha registrato una performance negativa dell’8% su base mensile.
Mercato obbligazionario
Nella prima settimana del mese si è assistito ad una fase di sell off (vendita di titoli o di altri beni di investimento durante un periodo di ribasso delle quotazioni, per evitare di conseguire perdite ancora maggiori in conto capitale) a seguito delle aste del Tesoro USA sui titoli a 2 e a 5 anni. Nella seconda settimana del mese, si è assistito ad un appiattimento della curva dei tassi europea a seguito della decisione della BCE di aumentare i tassi di interesse, mentre negli Stati Uniti il differenziale dei tassi 2 e 10 anni si è ristretto di 28 basis point. Nella terza settimana del mese si è assistito ad un allargamento della parte breve della curva in Europa, mentre negli Stati Uniti le attese sui tassi di interesse fermi hanno permesso un restringimento di 8 basis point. L’ultima settimana del mese ha visto un aumento dell’inclinazione della curva in Europa da – 1,8% a 7,7 basis point a seguito di una forte domanda sulla parte breve della curva. |







