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Ltd, esterovestizione, requisiti. Studio Legale Internazionale Bertaggia

LTD esterovestizione, requisiti.

LTD ESTEROVESTIZIONE, REQUISITI.

LTD esterovestizione, requisiti. Premesso che noi siamo convinti che l’unica soluzione per un imprenditore, od un’impresa, italiani, per continuare ad esistere ed a creare profitto, sia quella di andarsene all’estero, vediamo però di capire come farlo REALMENTE, e non FITTIZIAMENTE, e, soprattutto, quali sono gli errori da evitare, al fine di non incappare in problematiche più serie da quelle da cui si vuole sfuggire. Il concetto, quindi, ltd esterovestizione, ha la sua rilevanza. Questione importante, vediamo di fare chiarezza.

Se desideri consulenza in materia di costituzione di società estera o di ltd, e desideri una consulenza professionale, anche per sapere come fare ad evitare l’esterovestizione, chiama lo 0532 240071, o scrivici.

Purtroppo, in tempi di crisi economica come quelli che stiamo vivendo, prolifera una pubblicità, più o meno palese, in tema di creazione di LTD: “la tua LTD chiavi in mano 300 £-con la LTD puoi lavorare in Italia e non pagare tasse-vada sicuro, con la LTD non è necessario dichiarare redditi in Italia” e altre amenità del genere. Giornalmente i nostri Studi ricevono richieste da parte di persone convinte che si tratti soltanto di spostare una ragione giuridica dall’Italia all’estero, oppure di iniziare un’attività imprenditoriale in Italia, però con ragione sociale estera, per essere esentati dagli adempimenti richiesti dal fisco italiano. Non è così, quello che quotidianamente spieghiamo ai nostri clienti è che, ciò che rileva ai fini della legge non è la ragione giuridica della società, né la catena di produzione effettivamente sita all’estero, bensì la concreta e fattiva amministrazione della società stessa, nonché il luogo ove la stessa viene svolta, questo se si vuole evitare l’esterovestizione. Quando diciamo ad alcuni clienti che se vogliono lavorare (i vantaggi ci sono-e sono numerosi) con una società estera in Italia (può essere una ltd ma non solo, anche una D.o.o., una G.M.B.H. etc.) devono ivi aprire una stabile organizzazione della società estera, sotto pena del reato di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 5, molti sono addirittura increduli, mettendo addirittura in dubbio che esista la norma citata,  in ciò spinti non tanto e non solo da improvvisazione e mancanza di cultura specifica, ma da tanto FALSO ED ERRONEO marketing non serio che si trova in rete, in materia di ltd. I desideri sbagliati non possono essere accontentati, ne va della sicurezza penale stessa del cliente che si rivolge allo Studio legale Internazionale Bertaggia. Infatti, importante è ricordarsi che l’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi da parte di società avente residenza fiscale all’estero, la cui omissione integra il reato previsto dal D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 5, sussiste se detta società abbia stabile organizzazione in Italia, il che si verifica quando si svolgano in territorio nazionale la gestione amministrativa e la programmazione di tutti gli atti necessari affinché sia raggiunto il fine sociale, non rilevando il luogo di adempimento degli obblighi contrattuali e dell’espletamento dei servizi. Questo il testo dell’articolo citato: “ARTICOLO N.5 Omessa dichiarazione. 1. E’ punito con la reclusione da uno a tre anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte, quando l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte a euro trentamila (1). 2. Ai fini della disposizione prevista dal comma 1 non si considera omessa la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine o non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto. (1) Lettera modificata dall’articolo 2, comma 36-vicies semel, lett. f) del D.L. 13 agosto 2011, n. 138; vedi anche il comma 36-vicies bis del medesimo articolo 2.”

Ed inoltre importante è anche ricordare come l’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale IVA da parte di società avente residenza fiscale all’estero sussiste se questa ha stabile organizzazione in Italia, che ricorre anche quando la società straniera abbia affidato, anche di fatto, la cura dei propri affari in territorio italiano ad altra struttura munita o meno di personalità giuridica, prescindendosi dalla fittizietà o meno dell’attività svolta all’estero dalla società medesima. Quindi, in materia di ltd esterovestizione, cfr Cass. Pen. Sez III Sentenza n. 29724 del 2010 (Fattispecie in tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di beni facenti capo a società avente residenza fiscale localizzata in territorio diverso dall’Italia, cosiddetta esterovestizione della residenza fiscale). In altre parole: non è possibile gestire dall’Italia un’attività sita all’estero (senza effettuare in territorio nazionale ciò che la legge impone) e ancor meno lavorare fisicamente in Italia con ragione sociale estera, LTD od altro, senza avere creato una reale stabile organizzazione in territorio italiano. Diffidate e non credete a chi vi dice il contrario, avrete solo problemi derivanti dalla ltd esterovestizione. Da ultimo infatti la III sezione penale della Cassazione, con sentenza n. 32091/2013 ha argomentato come: “Il problema della stabile organizzazione in Italia della società (controllata, come nella specie, o partecipata) formalmente residente all’estero deve essere desunta da elementi fattuali rilevanti ai fini dell’accertamento della presenza in Italia della sede delle decisioni strategiche, industriali e finanziarie (c.d. alta amministrazione), nonché di quelle più rilevanti dell’amministrazione della società. In poche parole della conduzione in Italia dell’attività costituente l’oggetto sociale del sodalizio osservato.” Infatti ciò che rileva, secondo la legge è dove vengano compiuti gli atti di alta amministrazione, ove vi sia l’effettiva sede decisionale della società: “E’ inoltre infondata la doglianza di violazione ed erronea applicazione dell’art. 73 T.U.I.R., anche in riferimento alla sua interpretazione (che il ricorrente condivide) datane dalla sentenza n. 7080 del 2012 di questa stessa sezione (v. i restanti profili di critica dell’unico motivo di ricorso) che ha espresso il principio di diritto secondo cui “L’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi da parte di società avente residenza fiscale all’estero, la cui omissione integra il reato previsto dal D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 5, sussiste se detta società abbia stabile organizzazione in Italia, il che si verifica quando si svolgano in territorio nazionale la gestione amministrativa e la programmazione di tutti gli atti necessari affinché sia raggiunto il fine sociale, non rilevando il luogo di adempimento degli obblighi contrattuali e dell’espletamento dei servizi” Non vi è spazio a dubbi in tema di ltd esterovestizione, solo che si pensi come “La collocazione in Tunisia della sede legale e dello stabilimento dell’attività di parte della produzione dell’oreficeria, avrebbe permesso di beneficiare dell’esenzione dei dazi doganali imposti dagli Stati Uniti e di godere, per i primi dieci anni, dell’esonero totale dalla tassazione dei redditi prodotti dall’attività di esportazione. In sostanza, tutta l’attività amministrativa, come parametrata dalla sentenza n. 7080 del 2012 della S.C., si sarebbe svolta in Italia, senza che rilevi il carattere non fittizio dell’attività svolta all’estero. Non troverebbe applicazione il disposto dell’art. 167 TUIR, che presuppone un controllo su una società effettivamente residente all’estero. Nè vi sarebbe la prova del difetto di dolo specifico da parte del ricorrente, risultando più che evidente il beneficio di indebiti vantaggi fiscali goduti dalla società dallo stesso amministrata

In definitiva, per gli imprenditori che desiderano delocalizzare ed internazionalizzare la loro attività, evitando il problema ltd esterovestizione, si aprono quattro scenari:

I) fidarsi di chi racconta che si può lavorare in Italia con ltd o con altra ragione sociale estera sic et simpliciter (e subirne le conseguenze) è un reato- scelta sconsigliatissima;
II) organizzarsi aprendo in Italia una stabile organizzazione della LTD (od altra società estera), e lavorando nella legalità- scelta consigliata;
III) trasferirsi realmente all’estero ed ivi condurre e gestire, fattivamente la propria società, anche tramite amministratori professionali (in molte giurisdizioni anche europee si può arrivare a pagare un 10% di imposte)- scelta sicuramente preferibile, data anche la ben nota situazione di disfacimento economico che esiste in Italia.
IV) Creare una REALE struttura operativa nella giurisdizione estera prescelta ed ivi lavorare realmente, dandone prove, ed impiantare in tale luogo il place of effective management.

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Autore. Studio Legale Internazionale Bertaggia – Titolo LTD ESTEROVESTIZIONE REQUISITI, in www.avvocatobertaggia.com/blog

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17 commenti

  1. Gentile Avvocato
    Sono un cittadino Italiano attualmente residente in UK e iscritto al registro AIRE.
    Ho una LTD che opera SOLO su Londra nel settore Sanitario (consulenze specialistiche). A breve tornerò in Italia con la mia Famiglia e dunque a conti fatti continuerò ad esercitare qui in UK ma non raggiungerò i 183 gg necessari per mantenere AIRE (saranno c.a 100-120). Il reato di Esterovestizione non sussiste se la mia LTD continuerà SOLO ad operare in UK e io gestiro il lavoro dall’Italia e mi recherò a Londra per l’attivita professionale, ma pagando anche regolarmente le tasse dei miei guadagni come direttore anche in Italia? La regolazione delle aliquote sul mio operato è dunque sufficiente ?
    Grazie infinite

    • Gentile Sig. Angelo: come ampiamente espresso in numerosi articoli l’esterovestizione (che non è un reato in sé, ma un illecito fiscale, da cui eventualmente possono sorgere singole ipotesi di reato) altro non è che la fittizia localizzazione all’estero della residenza di un soggetto che vive od opera in Italia, allo scopo di godere di un regime fiscale più vantaggioso. Dice lei stesso che: ” la mia LTD continuerà SOLO ad operare in UK e io gestiro il lavoro dall’Italia e mi recherò a Londra per l’attivita professionale” il fatto di gestire il lavoro dall’Italia è il più grande indicatore di esterovestizione. Al riguardo può leggere questi nostri articoli:

      https://www.avvocatobertaggia.com/blog/esterovestizione-falsa-residenza-fiscale/
      https://www.avvocatobertaggia.com/blog/esterovestizione-societaria-fisco-italiano/
      https://www.avvocatobertaggia.com/blog/ltd-lavorare-italia-esterovestizione/

      Se desidera una consulenza approfondita ci contatti.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

      • Grazie infinite per la sia risposta.
        Senza dubbio la contatterò per una consulenza perche è chiaro che sia “illecito” ciò che commetterò, ma a questo punto mi chiedo cosa ci sia di sbagliato se operando SOLO sul territorio inglese la mia azienda sia una LTD nata e operante qui (del resto vivo a Londra e l’azienda l’ho firmata ora che sino residente quiz). Non c’è niente di fittizio a vivere in Italia e UK allo stesso tempo e volendo pagare le tasse sul mio guadagno anche in Italia, a questo punto non so più cosa fare. Grazie ancora

        • Il concetto è la reale amministrazione aziendale, ovvero il luogo ove vengone prese le decisioni strategiche per l’andamento societario, se è l’Italia (come dice lei) vi è esterovestizione, se è UK no. Il discorso delle tasse personali e societarie è un’altra questione rispetto a quella posta. Comunque facendo le cose adeguatamente si può fare tutto nella legalità.
          I migliori saluti.

          http://www.avvocatobertaggia.org

  2. Buongiorno Avvocato
    Nel 2009 a fronte del licenziamento che personalmente subii da parte del mio datore di lavoro (una multinazionale operante nel settore della plastica) mia suocera bulgara diede la sua disponibilità ad aprire una società di Trading di materie plastiche di diritto
    bulgaro. La società operò per circa 4 anni con clienti quasi esclusivamente italiani. Tutti seguiti da me (ero formalmente assunto come responsabile vendite). La società bulgara ha appena subito un controllo GdF. Lei ritiene che l’amministratore (mia suocera) e forse il sottoscritto potranno essere denunciati per omessa dichiarazione fiscale in Italia ? GdF attribuirà a me la amministrazione di fatto della società ? Mia suocera si occupava di contabilità. Francamente spero di non incorrere in alcuna denuncia in quanto detentore peraltro di porto armi. Mi seccherebbe la revoca. Grazie !
    Domenico

    • Gentile Signor Domenico, purtroppo questo è quello che comunemente accade quando si ha la pretesa di lavorare dall’Italia con società estere, ltd od altre ragioni sociali. I reati commessi, da sua suocera, e da lei in qualità di amministratore di fatto, sono numerosissimi, esemplificativamente ma non esaustivamente:
      una ltd così composta comporta, a livello penale e fiscale, una fittissima serie di problemi: innanzitutto ai sensi dell’art. 73, dal Comma 3 al Comma 5 quater del TUIR, la società risulta esterovestita al 100%, così come normato anche dal Decreto legge n. 233/06 con specifiche della Circolare dell’Agenzia delle Entrate 28/E/06
      http://www.avvocatobertaggia.com/blog/ltd-amministratore-professionista-esterovestizione/
      Da ciò ne consegue anche che la vostra attività rientra in pieno, così come determinato anche, recentissimamente, dalla Cassazione, Sezione Penale Terza, con sentenza n. 19007 del 22/01/15, in una società formalmente estera; che per l’effetto commette i reati di cui agli art. 4 e 5 del D. Lgs. n. 74/2000, oltre ad altri che saranno identificati dal P.M.. Non mi starò a dilungare ulteriormente sulla disamina di tutti i reati connessi alla costituzione di questa società significandovi che occorre apporre rimedio con la massima celerità a tale situazione al fine di minimizzare le problematiche penali, fiscali e patrimoniali derivate e derivande. Non si tratta di chiedersi se sarete denunziati, si tratta di sapere quando. avete fatto una verifica ai sensi dell’art. 335 c.p.p.? Credo sia per lei opportuno prenotare un appuntamento riservato. Ci chiami allo 0532240071.
      Verifichi anche le sentenze contenute in questi link.
      http://www.avvocatobertaggia.com/blog/residenza-fiscale-estera-lavoro-in-italia/
      http://www.avvocatobertaggia.com/blog/esterovestizione-omessa-dichiarazione-dei-redditi-2/

      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

  3. Commentare: Sono un italiano che ha aperto con un pacchetto offerta a 300 euro una LTD a Malta nel settore edile. Mi hanno detto che così posso lavorare in Italia e non pagare le tasse in Italia perchè sono di Malta e che a Malta pago il 5%.Leggendo il vostro articolo mi sono venuti dei dubbi. La società che mi ha fatto il pacchetto dice che gli avvocati servono solo a complicare le cose e che io se ho la ditta a Malta non devo pagare in Italia.Vorrei dei chiarimenti grazie

    • Gentile Sig. Michele,
      questo purtroppo accade affidandosi a consulenti che non forniscono informazioni adeguate, oppure con il “Fai da Te”.
      Ancorchè svolto da ditta estera e in Comunità Europea il lavoro edile è normato in Italia dalla cosiddetta regola del “cantiere”: ovvero se si lavora per più di 3 mesi nell’anno solare in Italia è necessario aprire una stabile organizzazione in Italia della ditta estera e quindi assoggettarsi alla normativa fiscale italiana.
      Art. 162 comma3 TUIR DPR 917/1986
      Un cantiere di costruzione o di montaggio o di installazione,
      ovvero l’esercizio di attivita’ di supervisione ad esso connesse, e’
      considerato “stabile organizzazione” soltanto se tale cantiere,
      progetto o attivita’ abbia una durata superiore a tre mesi.

      Per quanto concerne i dipendenti, questi di norma devono essere assunti secondo la normativa del loro paese di residenza oppure laddove trascorrono la maggior parte dell’anno per lavoro. Sul 5% di tasse a Malta……si se lei è un residente non maltese, ma poi le tasse le paga, e tutte, nel suo paese di residenza fiscale. A tal proposito il caso richiede uno studio personalizzato ed approfondito.
      Per questo le consigliamo di richiederci un consulto privato.
      P.S.
      Lei non ha comprato un “pacchetto”, ma un pacco………..

  4. Avvocato ho intenzione di esercitare un’attività on line. Mi hanno detto che se lo faccio con una ltd la metto dormant e non pago tasse in inghilterra, poi lavoro dall’italia ma siccome la ditta è inglese non pago tasse in italia e non dichiaro nulla. Mi confermate che è così? Così inizio subito con il pacchetto della ltd
    Grazie

    • Gentile Signore: chiunque consigli certe cose dice delle assurdità! Ho ripetuto ampiamente, e nell’articolo è ben esplicitato, che non vi è nessun modo legale per lavorare in Italia con ragione sociale estera senza avere aperto, in Italia, una stabile organizzazione. Poi diffidi sempre da chi offre “pacchetti di ltd“, in realtà sono veri e propri “pacchi“…………si rivolga sempre a professionisti iscritti negli appositi albi e muniti dell’assicurazione professionale.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  5. buonasera mi scusi avvocato, un informazione se io ho la residenza in Italia, è apro una società ltd, operando solo on line commerciando vendite non avendo una sede fisica in italia, per non stare in difetto con L’italia io che dovrei fare?

    • Gentile Signor Giuseppe, come più e più volte ribadito, per operare in Italia con una ragione sociale estera è necessario creare, in Italia, una stabile organizzazione della società estera medesima. Il fatto che lei operi on-line e non abbia una sede fisica in Italia, è ininfluente ai fini legali: la reale amministrazione sarà effettuata da lei, ed in Italia, talchè è d’obbligo l’apertura di una stabile organizzazione in Italia.
      Il nostro Studio si occupa stabilmente di tali questioni, se crede possiamo occuparci del tutto.

      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

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