www.mamboteam.com
Home
venerdì 03 settembre 2010
 
 
Newsletter finanza aprile 2009 PDF Stampa E-mail
Newsletter finanza aprile 2009



La Federal Reserve ha mantenuto i tassi di interesse tra lo 0 e lo 0,25%.

Il Federal Open Market Committee ha affermato che “l’outlook è migliorato modestamente; la contrazione dell’attività sembra avere rallentato il passo, ma l’economia rimarrà comunque debole”.
Tuttavia secondo il Beige Book, il rapporto della Banca Centrale sullo stato delle economie regionali, i prezzi al consumo su base annua sono diminuiti a marzo e in alcune aree del Paese l’economia si sta stabilizzando. Nel mese di marzo i consumatori americani hanno pagato lo 0,4% in meno rispetto al marzo del 2008 per gli stessi beni e servizi.
Il Presidente della Federal Reserve Bernanke in un discorso tenuto al Morehouse College di Atlanta ha affermato che “una normalizzazione dell’attività economica è il primo passo verso la ripresa, pur sapendo che senza una stabilizzazione del nostro sistema finanziario o dei mercati del credito, non avremo una ripresa sostenibile. La Fed si occuperà di inflazione solo quando vi saranno segnali più concreti di un rimbalzo dei prezzi”.



La BCE nella riunione del 2 aprile ha ridotto il TUR (tasso ufficiale di riferimento) dall’1,50% all’1,25%.
Il Presidente Jean Claude Trichet ha affermato che “la scelta è stata presa perconsenso dopo una discussione molto, molto approfondita. Il tasso di riferimento può scendere ancora, ma in modo moderato”.
L’Istituto monetario si aspetta “un brutto 2009, mentre nel corso del 2010 si dovrebbe assistere ad una graduale ripresa dell’economia”.
Secondo i dati contenuti nel Bollettino mensile della BCE l’inflazione nell’area Euro rimarrà nel 2010 sotto il 2%; secondo le stime Eurostat, in marzo il tasso di inflazione sui 12 mesi è diminuito dello 0,6% dall’1,2% di febbraio.
Il Presidente Trichet ha affermato che “la BCE si attende che la stabilità dei prezzi sia preservata nel medio periodo, sostenendo il potere di acquisto delle famiglie nell’area euro. La Banca Centrale seguiterà ad assicurare il saldo ancoraggio delle aspettative di inflazione a medio termine e a seguire con molta attenzione tutti gli andamenti nel prossimo periodo”.
Il cambio euro/dollaro ha oscillato nel mese di aprile tra valori compresi tra 1,31 – 1,36.
Nella prima parte del mese si è assistito ad un deprezzamento dell’euro a causa dei dati di Eurostat che ha rivisto al ribasso le stime di crescita del prodotto interno lordo nel quarto trimestre 2008 da - 1,5% a - 1,6%. Sul buon andamento della valuta americana ha influito anche il dato del deficit commerciale e il calo della richiesta di nuovi sussidi di disoccupazione.
Nella parte centrale del mese è proseguito l’apprezzamento della divisa americana grazie alle divisioni all’interno della BCE sulle mosse anti – crisi e alle dichiarazioni del Presidente Trichet che si è espresso a favore del ritorno del dollaro forte ricordando che “quando è nato l’euro valeva 1,17 dollari”.
L’ultima parte del mese ha registrato un apprezzamento della divisa unica europea grazie al dato dell’indice tedesco Zew che esprime le aspettative degli analisti finanziari che è salito da -3,5% di marzo a 13 e all’indice della Commissione Europea sulla fiducia delle aziende dell’Unione.



Nel primo trimestre dell’anno le riserve valutarie della Cina sono aumentate di 7,7 miliardi dollari contro un aumento di 153,9 miliardi di dollari nello stesso periodo del
2008 e di 417,8 miliardi nell’intero anno passato.
Il dato è dovuto principalmente alla riduzione del surplus commerciale e ai minori investimenti esteri verso la Cina in particolare verso Hong kong.
Nel primo trimestre dell’anno l’offerta di moneta M2 è cresciuta del 25,5% su base annua; nello stesso periodo le banche hanno concesso prestiti per 4.580 miliardi di yuan, quasi raggiungendo la cifra di 4.900 miliardi erogati lo scorso anno.
Lo yuan ha risentito dei dati emersi dal rapporto semestrale della World Bank che afferma che “ci sono buone possibilità che l’economia di Pechino superi le difficoltà prima degli altri e contribuisca a trascinare il recupero del resto del continente. Nel 2009 il prodotto interno lordo crescerà del 6,5% contro il 9% del 2008 grazie al pacchetto degli incentivi del Governo per 4.000 miliardi di yuan.



Il Comitato di politica monetaria della Banca Centrale ha mantenuto invariati i tassi di riferimento allo 0,10%.
Nel rapporto mensile della Banca Centrale si afferma che “le condizioni economiche si sono deteriorate in modo significativo dopo il calo del 3,2% del prodotto interno lordo nel quarto trimestre 2008 sul trimestre precedente (-12,1% su base annua) a causa del crollo della domanda estera”.
La Bank of Japan prosegue: “l’export è calato in modo sostanziale, i profitti aziendali sono diminuiti in modo più veloce e la fiducia delle imprese si è deteriorata parecchio”.
“Infine si sta profilando il problema della deflazione: “l’inflazione al consumo è a zero e dovrebbe andare in negativo come è già (-2,2%) quella dei prezzi all’ingrosso”.
Lo yen per il mese di aprile ha oscillato intorno a un valore di 97/100 sul dollaro e intorno a un valore di 128/135 sull’euro.
Sulla sua quotazione ha influito la decisione della Banca Centrale di mantenere invariati i tassi di riferimento, le previsioni dell’Ocse sulla crescita del prodotto interno lordo del 2009 che registrerà un valore di - 6,6%.
Ad influire sulla divisa nipponica hanno inciso inoltre i dati sulla manovra economica del Governo per 15.400 miliardi di yen pari al 3,1% del prodotto interno lordo, ma soprattutto i timori che la manovra sia finanziata con l’emissione extra di titoli del debito pubblico per almeno 10 – 11 mila miliardi di yen.



La Banca di Inghilterra ha mantenuto invariati i tassi di interesse allo 0,50%.
A marzo il retail price index ha registrato un valore di – 0,4% in calo rispetto al dato di febbraio. L’Ufficio nazionale di statistica ha reso noto il dato dell’indice dei prezzi al consumo a marzo che ha registrato un valore di 2,9% in diminuzione rispetto al dato del 3,2% del mese precedente.
Sembrerebbe una contraddizione in quanto mentre il primo indice indica la deflazione, il secondo indica invece inflazione. La ragione di questa diversità risiede nella metodologia di calcolo del paniere: nel primo sono inseriti i mutui immobiliari e le bollette dell’energia, nel secondo no.
La sterlina ha oscillato per il mese di aprile intorno ad un valore di 0,88/0,92 contro euro.
Sulla divisa britannica ha influito la decisione della Bank of England di mantenere invariati i tassi di interesse allo 0,50%, i dati del Budget presentato ai Comuni dal Cancelliere dello Scacchiere Darling che prevede un deficit pubblico al 12,4% del prodotto interno lordo per il 2009 e per l’anno successivo, contrazione dell’economia del 3,5%, debito al 79% del prodotto interno lordo nel 2013.

Petrolio
L’Agenzia internazionale per l’energia stima che “la domanda mondiale per il 2009 risulterà inferiore di 2,4 milioni di barili al giorno rispetto al 2008. Una contrazione che porterà ad un valore medio di 83,4 milioni di barili al giorno. Gli stock commerciali di petrolio nei Paesi sviluppati sono calcolati pari a 61,6 giorni di richiesta, il massimo dal ‘93, quasi 10 giorni in più di quello che è ritenuto dall’OPEC come il livello più equilibrato”.
Le quotazioni del petrolio hanno raggiunto un valore di oltre $ 50 al barile.

Altri metalli

Le quotazioni dell’oro hanno raggiunto un valore di oltre $ 900 per oncia.
Su queste ha influito la decisione del Fondo monetario internazionale di non vendere oro a breve in quantità maggiore rispetto a quanto già preventivato in passato cioè 403,3 tonnellate.
La Cina ha scavalcato la Svizzera e diventa la quinta potenza aurifera mondiale: dal 2003 ad oggi sono state accumulate nei forzieri 454 tonnellate di oro, con un aumento delle riserve del 76%.
Secondo i dati della World Steel Association, la produzione mondiale di acciaio a marzo ha registrato una flessione del 23,5% rispetto all’anno precedente toccando un valore di 92 milioni di tonnellate. Gli Stati Uniti hanno registrato un calo del52,7%, l’Unione Europea del 45,3% l’Italia del 42,7%.
Le quotazioni dell’alluminio hanno sfiorato il valore di $ 1.500 per tonn.
Secondo i dati del World Bureau of Metal Statistics “nei primi due mesi del 2009 la richiesta è scesa del 16% e la produzione del 10%, creando un’eccedenza di 426.000 tonnellate”.
Secondo un report di Gfms “il platino per il 2009 oscillerà tra $ 900 e $ 1.375 l’oncia”.
Gfms afferma di “essere scettica sull’efficacia di breve periodo dei piani di rottamazione dell’auto varati in diversi Paesi e di conseguenza prevede che l’impiego dei platinoidi nei catalizzatori (che rappresenta il 50% della domanda di platino) continuerà a scendere”.
Le quotazioni del nickel hanno sfiorato il valore di $ 13.000 per tonn. Sulle sue quotazioni hanno influito le stime del Bureau de la Recuperation secondo il quale “la domanda mondiale di inox nel 2008 è scesa dell’8% a 26 milioni di tonnellate e quest’anno il totale rischia di diminuire a 21 – 22 milioni”.
Le quotazioni del rame sono arrivate ad un valore vicino a $ 5.000 per tonn. Sulle sue quotazioni hanno influito le previsioni della Bank of Australia che “si attende un ritorno del rame sotto i $ 4.000 entro pochi mesi” e i “rumors” secondo cui “l’Ente cinese per le riserve strategiche avrebbe fermato gli acquisti e avrebbe cominciato a vendere i catodi comperati negli ultimi tempi”.

Mercato azionario
Il mercato azionario americano è stato caratterizzato dagli “sress test” che possono fornire un’importante indicazione sulla stabilità dei gruppi finanziari. Sul fronte macroeconomico al momento esistono due scenari per gli Stati Uniti: uno più “moderato” che prevederebbe per il 2009 una contrazione del prodotto interno lordo del 2% e un tasso di disoccupazione dell’8,4%, mentre per il 2010 ci si attenderebbe una crescita del 2,1% e un tasso di disoccupazione dell’8,8%, e uno “peggiore” che per il 2009 prevederebbe una contrazione del prodotto interno lordo del 3,3% e un tasso di disoccupazione dell’8,9%, mentre per il 2010 ci si attenderebbe una crescita dello 0,5% e un tasso di disoccupazione del 10,3%.
Secondo Bloomberg “la contrazione di utili 2009 per l’Eurostoxx è stata rivista al ribasso a – 13,1% rispetto a – 10,4% dello S&P 500. Le prime trimestrali in Europa hanno registrato una contrazione degli utili per azione pari al 52,6%.
La Germania sta pensando alla creazione di una bad bank per scorporare gli asset tossici presenti nel portafoglio delle banche con l’obiettivo di diminuire l’incertezza sulla componente sana dei bilanci bancari.

Mercato obbligazionario
Nella prima decade del mese il differenziale tra btp – bund a 10 anni si è portato sul valore di 120 basis point. L’euribor a 3 mesi ha registrato un valore intorno a 1,40%. L’indice Itraxx che misura il costo di protezione dal rischio di insolvenza ha registrato una diminuzione. Nella seconda decade del mese il differenziale tra btp - bund a 10 anni si è mantenuto intorno ai 120 basis point.
Nella terza decade del mese il differenziale tra btp – bund a 10 anni si è mantenuto intorno ad un valore di 110 basis point. L’euribor a 3 mesi ha registrato un valore intorno a 1,35%. L’indice Itraxx ha registrato una diminuzione.
 

 
Top! Top!