| News Finanza Luglio-Agosto 2008 |
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LUGLIO – AGOSTO 2008
La Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse al 2%.Nel comunicato del FOMC si afferma che “il settore finanziario resta sotto stress e il mercato del lavoro si sta indebolendo; ma rimane la convinzione che la politica monetaria espansiva riuscirà a promuovere una crescita moderata nei prossimi mesi”. Nonostante il compito principale della Banca Centrale sia quello di bilanciare i rischi di inflazione e di recessione, non è facile tenere sotto controllo contemporaneamente sia l’aumento delle materie prime che il caro petrolio che stanno esercitando pressioni inflazionistiche, e salvaguardare il credito, che potrebbe peggiorare grazie ad un aumento dei tassi di interesse. I prezzi al consumo a giugno hanno registrato un rialzo del 5,00%, mentre a luglio si è registrato un valore di 5,6%. ![]() La BCE nella riunione del 3 luglio ha aumentato il TUR (tasso ufficiale di riferimento) al 4,25%, mentre nella riunione del 7 agosto non ha apportato modifiche ai tassi i interesse. Il Presidente Jean Claude Trichet ha affermato che “la stretta monetaria contribuirà a raggiungere l’obiettivo della stabilità dei prezzi; d’ora in poi non ho orientamenti particolari. Detto questo conoscete il nostro modo di operare: non prendiamo impegni”. Proseguendo nella sua analisi la BCE ha affermato che ”pur parlando di crescita moderata, la situazione nasconde non pochi rischi, a cominciare dal calo di molti indici di fiducia, per esempio il PMI che mostra una contrazione dell’economia sia nel manifatturiero che nei servizi”. Nella riunione di agosto, si è evidenziato che “gli ultimi dati economici riflettono una parziale materializzazione dei rischi al ribasso per la crescita europea, già più volte segnalati dalla BCE”. I prezzi al consumo del mese di luglio sono cresciuti del 4,1% a/a dal 4,00% a/a a causa del rialzo dei prezzi energetici ed alimentari; ad agosto si è registrato un calo dal 4,00% a/a al 3,8% a/a. L’aggregato monetario M3 a giugno è aumentato del 9,5% a/a, mentre a luglio lo stesso aggregato ha registrato un + 9,3% a/a. Il cambio euro/dollaro ha oscillato nel mese di luglio tra valori compresi tra 1,56 – 1,59 evidenziando un apprezzamento della divisa unica europea. La prima parte del mese di luglio è stata caratterizzata da un deprezzamento del biglietto verde a causa del dato di giugno dei posti di lavoro in America e dalla crisi del credito e del settore finanziario; nella parte centrale della decade la divisa unica europea ha perso slancio per il monito ai mercati della BCE che ha lasciato intendere che l’Eurozona non è alla vigilia di un ciclo di strette monetarie e che nel futuro la sua economia rischia di frenare. La parte centrale del mese ha visto il proseguimento dell’apprezzamento della divisa unica europea a causa dei timori per il sistema creditizio statunitense e per la crescita delle quotazioni del petrolio. L’ultima parte del mese ha invece visto un recupero del biglietto verde grazie al contenuto del Beige Book della Federal Reserve che ha alimentato le probabilità di un rialzo dei tassi di interesse e al dato dell’indice di fiducia dei consumatori americani. Nel mese di agosto il si è registrato un valore compreso tra 1,46 e 1,55 evidenziando un deprezzamento della divisa unica europea. La prima parte del mese di agosto è stata caratterizzata da un apprezzamento del biglietto verde grazie al dato dei posti di lavoro in America, diminuito a luglio di 51.000 unità contro le 75.000 previste e alle dichiarazioni del Presidente della BCE che ha affermato che la decisione di lasciare invariati i tassi di interesse al 4,25% è stata presa in quanto “l’Eurozona è stata fotografata in crisi di crescita”. La parte centrale del mese ha visto il proseguimento dell’apprezzamento del biglietto verde grazie al dato della flessione del prodotto interno lordo europeo. Nell’ultima parte del mese il dollaro ha continuato il suo apprezzamento grazie al dato dell’indice Ifo tedesco sulla fiducia delle imprese tedesche che ha influito negativamente sulla divisa unica europea, e al dato del prodotto interno lordo americano che è cresciuto del 3,3% annualizzato e non come annunciato in precedenza dell’1,9%. ![]() Nel mese di giugno i prezzi al consumo hanno registrato un aumento del 7,1% a/a rispetto al 7,7% precedente; il dato rimane comunque superiore all’obiettivo del Governo del 4,8%. I prezzi alla produzione hanno registrato un valore di 8,8% a/a rispetto al precedente 8,2%. A giugno le riserve valutarie sono cresciute del 35,7% a/a raggiungendo un valore di 1.810 miliardi di dollari. Relativamente alla liquidità, l’indicatore M2 è cresciuto del 17,4% a/a. Nel mese di agosto invece i prezzi al consumo hanno registrato un aumento del 4,9% a/a, mentre i prezzi alla produzione hanno toccato il + 10,1% a/a. Lo yuan ha risentito delle preoccupazioni della People Bank of China di bilanciamento tra lotta all’inflazione e mantenimento della crescita economica a causa dell’indebolimento della domanda estera con un effetto negativo sull’export. Tra le misure adottate dalla Banca Centrale le più importanti riguardano la concessione dei prestiti alle piccole e medie imprese colpite dall’apprezzamento dello yuan e un controllo più forte sui flussi del “forex” per prevenire una fuga di valuta nel caso le condizioni peggiorassero. Da inizio anno lo yuan si è apprezzato nei confronti dell’Euro di oltre l’8%. ![]() Il Comitato di politica monetaria della Banca Centrale ha lasciato invariati i tassi di interesse allo 0,50%. Nel mese di giugno i prezzi al consumo sono cresciuti del 2% a/a, mentre il dato “core”, cioè depurato dalla componente alimentare, ha registrato il valore di 1,9%. La Bank of Japan ha aumentato le stime 2008 sui prezzi al consumo dall’1,1% all’1,8% a/a. Nel mese di luglio i prezzi al consumo sono cresciuti dal 2,00% a/a al 2,3% a/a, mentre il dato “core” ha registrato un aumento dall’1,9% al 2,4% a/a. I prezzi alla produzione hanno registrato un valore a luglio di 7,1% a/a. Lo yen per i mesi di luglio – agosto ha oscillato intorno a un valore di 106/108 sul dollaro e intorno a un valore di 160/169 sull’euro. Sulla sua quotazione ha influito la decisione della Banca Centrale di non aumentare i tassi di interesse: un membro della Bank of Japan, Nishimura ha affermato che “l’economia potrebbe cadere in recessione a causa degli elevati costi che frenano l’economia”. La Banca Centrale si attende “un livello di crescita bassa nel breve periodo, con valori più elevati di inflazione; nel medio periodo la crescita dovrebbe ritornare a livelli più elevati e l’inflazione moderare”. ![]() La Banca di Inghilterra ha lasciato invariati i tassi di interesse al 5,00%. Nell’inflation report la Banca d’Inghilterra ha affermato che “l’inflazione raggiungerà il 5% entro l’anno, per poi tornare a scendere rapidamente”. Il Governatore Mervin King ha ammesso che “un trimestre o due di crescita negativa del prodotto interno lordo non mi sorprenderebbe; il rallentamento dell’economia servirà a smorzare le pressioni inflazionistiche, mentre la crisi dei consumi e il calo del mercato immobiliare continueranno di pari passo con la stretta creditizia. E’ ancora estate ma sul fronte economico l’aria è gelida”. La British Chambers of Commerce nel suo ultimo rapporto sull’economia ha previsto che “la crescita dell’economia britannica sarà pari a zero o leggermente negativa nei prossimi due o tre trimestri, ma il pericolo più serio di una grave recessione può e deve essere evitato se i tassi saranno ridotti al 4,75% entro fine anno e poi tagliati ulteriormente al 4,5% nei primi mesi del 2009. Ma se il Monetary Policy Committee decide di non tagliare i tassi entro i prossimi mesi le prospettive per la crescita saranno peggiori”. La sterlina ha oscillato per i mesi di luglio – agosto intorno ad un valore di 0,78/0,81 contro euro. Sulla divisa britannica ha influito la decisione della Bank of England di lasciare invariati i tassi di interesse al 5,00%, e le previsioni del Fondo Monetario Internazionale che hanno abbassato le stime di crescita a 1,4% nel 2008 e a 1,1% nel 2009. Sempre secondo il Fondo Monetario, l’inflazione rimarrà al di sopra del tasso programmato del 2,00% con un valore del 3,8% per l’anno in corso arrivando ad un picco del 5,00%. Il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo arriverà ad un valore di 39,2% nel 2008, mentre tra il 2009 e il 2012-13 toccherà un valore compreso tra il 41% e il 43%. Petrolio I mesi di luglio e agosto sono stati caratterizzati dai timori che le difficoltà dell’economia possano intaccare i consumi. I dati del Dipartimento americano dell’energia evidenziano che “i consumi di carburante si sono attestati intorno ai livelli del 2004 – 2005, le scorte di greggio USA sono diminuite sotto la media degli ultimi 5 anni, ma quelle di benzina e distillati sono ancora superiori”. L’Agenzia internazionale per l’energia (AIE) ha affermato che “le tensioni tra domanda e offerta che hanno portato il greggio a livelli record si stanno allentando, ma i consumi cinesi minacciano di rinvigorire la domanda nel 2009”. Le quotazioni del greggio sono scese fino a $ 112,00 al barile. Ad incidere su queste sono state la debolezza del dollaro, le tensioni geopolitiche, il rischio uragani con effetti potenzialmente devastanti sulle coste del Messico e le tensioni all’interno dei Paesi OPEC sul mantenimento o meno sugli attuali livelli di produzione. Altri metalli Le quotazioni dell’oro sono scese fino a $ 790 per oncia. Ad influire sulle sue quotazioni sono stati i prezzi record del greggio, lo sciopero nei pozzi brasiliani, la ripresa della minaccia dei guerriglieri nel delta del Niger e la debolezza del dollaro. In base ai dati del World Gold Council, l’Ente che raggruppa i grandi produttori mondiali, i 15 Istituti Centrali che aderiscono al Gold Agreement non hanno intensificato le vendite; questo accordo ha fino ad ora registrato cessioni per 297 tonnellate. Le quotazioni dell’alluminio sono scese fino a raggiungere un valore di $ 2.700 per tonn. Ad influire su queste sono state le previsioni dell’Ente australiano Abare che ha affermato che “nel 2009 il prezzo medio sarà di $ 3.200 con un deficit di 255.000 tonnellate”. Secondo i dati del World Bureau of Metal Statistics nei primi cinque mesi dell’anno, l’alluminio ha accumulato 784.000 tonnellate di eccedenze rispetto alle 179.000 tonnellate accumulate nello stesso periodo del 2007. Le quotazioni del rame hanno registrato un valore compreso tra $ 7.000 e $ 8.000 per tonn. Un report dell’Ente australiano Abare afferma che per quest’anno “il prezzo medio del rame raggiungerà il valore di $ 7.828 per tonnellata con un aumento del 10% rispetto allo scorso anno; per il 2009 il valore del metallo arriverà a $ 7.169”. Il World Bureau of Metal Statistics afferma che “il mercato globale del rame raffinato ha segnato nei primi 5 mesi dell’anno un deficit di 159.000 tonnellate nel bilancio produzione – consumo, mentre l’International Copper Study Group ha stimato lo stesso dato in 108.000 tonnellate”. Le quotazioni dello stagno sono scese fino ad arrivare ad un valore di circa $ 20.000 per tonn. Un report dell’Itri, International Tin Research Institute, ha rivisto al rialzo le stime sulla carenza di metallo nel 2008, da 12.000 a 20.000 tonnellate. Il report afferma che “la domanda mondiale di stagno potrebbe addirittura aumentare, sostenuta dallo sviluppo del settore dell’elettronica. Non così la produzione”. Le quotazioni dello zinco hanno registrato un valore vicino a $ 1.900 per tonn. Sulle sue quotazioni ha influito la decisione delle più grandi fonderie cinesi di non effettuare tagli alla produzione nazionale, contrariamente a quanto hanno fatto le piccole e medie imprese attive nel settore dello zinco che hanno ridotto la produzione del 10% e la chiusura anticipata della miniera australiana di Lennard Shelf Pillara che ha deciso di sospendere le attività entro il mese di agosto. Le quotazioni del piombo hanno registrato un valore vicino a $ 2.100 per tonn. Secondo un report di Metal Insider “a luglio le esportazioni cinesi si sono azzerate, mentre l’import è salito fino a registrare i livelli mensili più alti degli ultimi quattro anni fino a raggiungere il livello di 5.492 tonnellate”. Tra giugno e luglio, le scorte di metallo nei magazzini London Metal Exchange sono diminuite del 18% e il calo più consistente si è registrato tra gli stock di Singapore. Mercato azionario Lo S&P500 ha registrato una performance negativa da inizio anno di circa il 15%. L’indice vix che misura la volatilità di mercato è tornato a registrare aumenti nelle ultime sedute; questo indice tende a diminuire quando il mercato è in una fase rialzista, mentre tende a crescere durante le correzioni, mostrando quindi una correlazione inversa con l’andamento degli indici azionari. L’Eurostoxx ha registrato un valore relativo al P/E di 10,36 rispetto alla media 2003– 2007 di 15,25. Mercato obbligazionario Nella prima settimana del mese di luglio il differenziale tra i rendimenti a 1 e 3 mesi in Europa ha superato i 50 basis point; negli Stati Uniti invece il differenziale dei tassi ha registrato un valore di 33 basis point. Nella seconda settimana del mese, si è assistito ad un ribasso generalizzato dei rendimenti su tutte le scadenze causa le parole del Presidente Trichet che ha fatto capire che “l’aumento di 25 basis point potrebbe essere sufficiente a controllare le aspettative di inflazione”. Nella terza settimana del mese si è assistito ad una fase di steepening in Europa maggiormente sulle scadenze più brevi, mentre in America si è registrata una penalizzazione sulla parte più a lunga scadenza, 10 anni. L’ultima settimana del mese ha visto un restringimento di 55 basis point dello spread tra i titoli decennali BTP e bund. Nel mese di agosto si è assistito in America ad una curva dei tassi che resta particolarmente inclinata, 136 basis point tra il 2 e il 10 anni per i titoli di Stato, mentre nell’area euro la curva rimane ancora molto piatta, con il differenziale tra il 2 e 10 anni in Germania sotto i 10 basis point. |












