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Ltd come funziona-Gestire una ltd
Ltd come funziona-Gestire una ltd Studio Legale Internazionale Bertaggia

LTD come funziona Gestire una ltd

LTD come funziona Gestire una ltd

Ltd come funziona. Come faccio a gestire una ltd? Ho convenienza a lavorare con una ltd? Molti utenti chiedono allo Studio Legale Internazionale Bertaggia domande sul funzionamento e sulla gestione delle LTD e sulla loro convenienza operativa e fiscale. Premettendo che ogni caso è singolo e come tale va studiato, tramite un adeguato apporto intellettivo e consulenziale, abbiamo comunque cercato di sintetizzare le domande più frequenti e generali in modo tale da fornire agli utenti un primo quadro sintomatico concernente le LTD di diritto anglosassone, oltre che darvi adeguati consigli su come aprire una ltd e avere risposta alla domanda: ltd come funziona?

Per domande ed info in materia di costituzione di ltd, chiama: +39 0532 240 071 – +39 348 443 504 0, oppure scrivici clicca qui per avere informazioni e preventivi su come creare una ltd o per sapere un ltd come funziona.

– LTD COME FUNZIONA: COME POSSO OPERARE IN ITALIA TRAMITE UNA LTD?

Una società legalmente costituita in uno dei paesi della UE (può infatti anche non essere una ltd ma una G.m.b.h., una d.o.o. od altra forma societaria estera) può operare in qualsivoglia stato della Comunità Europea; senza vincoli o limitazioni di sorta. Ciò in senso, però, del tutto generale, sulla base degli Articoli 26 (mercato interno), da 49 a 55 (stabilimento) e da 56 a 62 (servizi) del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).  Le persone che esercitano attività indipendenti e i professionisti o le persone giuridiche ai sensi dell’articolo 54 del TFUE che operano legalmente in uno Stato membro possono:

  • esercitare un’attività economica in un altro Stato membro su base stabile e continuativa (libertà di stabilimento: articolo 49 del TFUE);
  • offrire e fornire i loro servizi in altri Stati membri su base temporanea pur restando nel loro paese d’origine (libera prestazione dei servizi: articolo 56 del TFUE)

Ciò presuppone non soltanto l’abolizione di ogni discriminazione basata sulla nazionalità ma anche, al fine di poter veramente usufruire di tale libertà, l’adozione di misure volte a facilitarne l’esercizio, compresa l’armonizzazione delle norme nazionali di accesso od il loro riconoscimento reciproco.

Questa la norma generale ma, purtroppo, non è tutto così semplice, bisogna armonizzare tale principio contemperandolo con le legislazioni fiscali nazionali. Bisogna, nel senso che se è vero che esiste il principio della libertà di stabilimento, ciò non vuol dire che si può operare, puramente e semplicemente, in Italia con una ragione sociale estera. Questo è un punto importante per capire come funziona una ltd.

-LTD COME FUNZIONA: FARE TUTTO IN REGOLA. VEDIAMO IL PERCHÉ

Non fare le cose in regola ed essere abbagliati dal prezzo basso. Questo infatti è l’errore di superficialità più frequente che commettono i neo-imprenditori italiani, sono convinti (a volte, molto spesso, vengono convinti da “consulenti” improvvisati) che solo sulla base del principio della libertà di stabilimento sia possibile risiedere e lavorare in Italia e pagare le tasse all’estero, magari in nazioni a fiscalità del 10% o meno ancora. QUESTO NON E’ POSSIBILE. Ricordatevelo bene.

-LTD COME FUNZIONA: COME POSSO OPERARE LEGALMENTE TRAMITE UNA LTD?

La ltd dovrà, infatti, per essere regolare dal punto di vista amministrativo e fiscale, istituire una stabile organizzazione od un’unità locale, diretta dipendenza della casa madre, qualora la reale sede direzionale, quella ove viene svolta l’effettiva direzione strategica dell’azienda, sia in un paese diverso da quello ove ha la sede legale, ovvero se opera solo in un territorio diverso da quello ove ha la sua sede, questo al fine di evitare problematiche, gravi, di esterovestizione.

Le risposte al quesito ltd come funziona sono quelle che scriviamo qui. Non si creda (contrariamente alle “bufale” che girano in rete), che sia possibile gestire affari in Italia, con una ltd, fatturando dall’estero e lavorando dall’Italia: sono comportamenti vietati ed illeciti, in grado soltanto di procurare seri problemi all’incauto imprenditore che voglia utilizzare in maniera impropria tale strumento giuridico. Comprendete perché è necessario rivolgersi a dei professionisti per creare una ltd, cliccate qui.

– LTD COME FUNZIONA: COME E CON QUALI LIMITAZIONI POSSO ACQUISTARE IN ITALIA ED ALL’ESTERO CON UNA LTD?

La LTD può acquistare tutto quello che vuole: merci, beni mobili registrati, immobili privati ed industriali, servizi: in definitiva, tutto. Nessuna limitazione diversa da eventuali limitazioni attive per le imprese italiane.

– SE APRO UNA FILIALE ITALIANA, QUESTA RISULTERÀ ESSERE UNA SOCIETÀ A SE’ STANTE, CON UN OGGETTO SOCIALE BEN DEFINITO?

Naturalmente si: sarà, dal punto di vista strettamente fiscale, una società di diritto italiano, con la tassazione pagata in Italia. Si ha un’utilità nel caso che la Ltd funga da Holding, ed in caso di dimensioni di rilievo della filiale, rilievo in base al volume di affari, ai dipendenti ad una eventuale produzione etc, oltre che, in ogni caso, a facilitazioni di ordine amministrativo e burocratico ed in materia fallimentare. La società sarà sempre quella estera, che, grazie alla stabile organizzazione che andrà ad aprire (obbligatoriamente) avrà una partita iva italiana ed una iscrizione alla CCIAA italiana, pur rimanendo società estera.

La ltd con stabile organizzazione in Italia sarà quindi italiana solo dal punto di vista fiscale. Qualsiasi impresa legalmente costituita in un paese dell’UE può quindi aprire una sede secondaria (ufficio, agenzia, succursale, stabile organizzazione o filiale) in un altro paese dell’UE, ai sensi della libertà di stabilimento. Si noti la complessità nel comprendere la ltd come funziona.

Tipi di sedi secondarie. Società estera che opera in Italia. Le imprese possono costituire diversi tipi di sedi secondarie:

  • un ufficio di rappresentanza, che rappresenta la società e fornisce informazioni sui prodotti ma, per obbligo giuridico, non svolge un’attività commerciale così come non può effettuare nessuna attività lavorativa, o stipulare contratti;
  • un’agenzia, che svolge funzioni di rappresentanza della società;
  • una succursale, ossia un’entità dotata di maggiore autonomia che svolge attività in proprio, ma sempre per conto dell’impresa cui fa capo;
  • una filiale, detta anche stabile organizzazione, ossia un’entità dotata di personalità giuridica, costituita in un paese ospitante in una delle forme previste dal diritto societario di quest’ultimo, il cui capitale è interamente di proprietà dell’impresa madre (una società con un socio unico, una forma sociale riconosciuta in tutti i paesi dell’UE) o controllato da un’altra società insieme a soci di minoranza locali (una filiale comune).

-CONFIGURAZIONE GIURIDICA DELLE SEDI LOCALI DELLA LTD

Se uffici, agenzie e succursali non hanno personalità giuridica, le filiali sono persone giuridiche autonome rispetto alla società madre, sottostanno al potere impositivo fiscale dello stato in cui hanno sede ed operano, e possono portare legalmente gli utili percepiti, post imposte, presso i conti della casa madre che è proprietaria della stabile organizzazione. Ltd come funziona, le spiegazioni.

Condizioni:

per costituire una sede secondaria od una stabile organizzazione in un altro paese dell’UE, le imprese devono:

  • ottenere le autorizzazioni necessarie;
  • possedere tutti i requisiti previsti dalla legge;
  • adempiere agli obblighi fiscali.

In tutti i paesi dell’UE le succursali devono:

  • iscriversi nel registro delle imprese e adempiere alle necessarie formalità in materia di imposte, IVA e previdenza sociale, scontando altresì le tasse nel paese ove ha sede la reale amministrazione societaria;
  • pubblicare informazioni – le stesse in tutti i paesi dell’UE – sulla società cui fanno capo e sulle sue attività.

Le filiali devono inoltre seguire tutte le procedure prescritte per la costituzione di una società nel paese ospitante.

I responsabili di uffici e agenzie devono ottenere un’autorizzazione, iscriversi alla camera di commercio o ad altri organismi analoghi e verificare quali siano i loro obblighi fiscali e previdenziali nel paese ospitante.

-STABILE ORGANIZZAZIONE DELLA LTD: LA CONFIGURAZIONE FISCALE

La stabile organizzazione costituisce, ai fini delle imposte dirette, il presupposto necessario affinché uno Stato possa assoggettare ad imposizione il reddito di impresa prodotto da un soggetto non residente. Nell’ambito delle convenzioni internazionali, è qualificato come Paese di origine lo Stato in cui il soggetto è residente, e come Paese fonte del reddito la nazione in cui la stabile organizzazione è ubicata.  In ambito di ltd come funziona, il modello Ocse di convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni, che costituisce lo schema di riferimento nella stipula di questi accordi in particolare nell’ambito europeo, prevede l’imposizione esclusiva del reddito della stabile organizzazione nel Paese fonte: quindi non si lavora in Italia pagando le tasse all’estero. Per lo Stato di origine le regole alternative sono l’esclusione del reddito di impresa conseguito attraverso la stabile organizzazione, o la attribuzione di un credito per l’imposta pagata nel Paese fonte. In ambito internazionale, la definizione di stabile organizzazione non è univoca, in quanto ciascuno Stato può stipulare specifici accordi in sede di contrattazione delle convenzioni bilaterali. Generalmente, ai fini delle imposte dirette, la fattispecie comprende il presupposto di una struttura fissa, ovvero la presenza di soggetti che agiscono per conto del non residente.

Ciò che rileva ai fini della qualificazione, in ogni caso, è che l’attività svolta attraverso la stabile organizzazione sia produttiva di reddito. Non può costituire, pertanto, presupposto per legittimare l’imposizione sul non residente la presenza di un ufficio che gestisce esclusivamente l’acquisto di materie prime. Non è una “stabile organizzazione“, la struttura interna all’organizzazione di una società, cui sono demandate le ricerche di mercato; analogamente, non è stabile organizzazione lo stabilimento di produzione localizzato in un Paese con bassi costi di manodopera, che non gestisce rapporti con il mercato locale, e invia tutto il prodotto finito all’impresa non residente.

-STABILE ORGANIZZAZIONE DELLA LTD: I TRATTAMENTI SANZIONATORI PENALI

E’ importante, inoltre, sottolineare che la qualificazione di stabile organizzazione presente in un accordo bilaterale regola i rapporti tra gli Stati contraenti, anche in presenza di una differente qualificazione adottata nelle rispettive normative nazionali. Le convenzioni bilaterali prevalgono, infatti, sulla normativa interna, ponendo delle limitazioni reciproche in capo agli Stati firmatari sull’esercizio del potere di imposizione. Ciascun Paese potrà pertanto avere delle definizioni normative differenti di stabile organizzazione, ciascuna con un proprio ambito distinto di applicazione. Ricordiamoci che, non ottemperando a questi obblighi viene commesso un reato, infatti l’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi, da parte di società avente residenza fiscale all’estero, la cui omissione integra il reato, di cui all’art. 5 d.lg. 10 marzo 2000, n. 74, sussiste se la società abbia stabile organizzazione in Italia, anche occulta.

Ciò si verifica quando si svolgano in territorio nazionale la gestione amministrativa e la programmazione di tutti gli atti necessari, affinché sia raggiunto il fine sociale, non rilevando il luogo di adempimento degli obblighi contrattuali e dell’espletamento dei servizi. Questo lo ribadiamo perché costantemente molti credono che se i clienti sono all’estero e la ltd lavora dall’Italia, in Italia le tasse non debbano essere pagate.

– SE AVESSI NECESSITA’ DI ASSUMERE DEL PERSONALE IN ITALIA, COME POSSO GESTIRE LA COSA?

Qualunque sia la soluzione scelta e qualunque l’attività esercitata, il personale deve essere assunto in base alla legislazione italiana. In particolari casi e per limitati e temporanei periodi si possono avere dei dipendenti assunti all’estero e comandati in Italia. Da notare che, ai fini della qualificazione giuridica del rapporto di lavoro che intercorre tra una società italiana, consociata di società estera ed un lavoratore anche straniero, rapporto che si svolge in Italia, trova applicazione la normativa italiana, essendo priva di alcun rilievo la circostanza che il contratto sia stato stipulato tra stranieri all’estero e che la società sia consociata di società estera contraente. Perché ricorra l’ipotesi del comando o distacco è necessario che, durante il medesimo, persista il preminente interesse istituzionale dell’ente distaccante (che non può, a priori, negarsi nel quadro di un accordo di assistenza tecnica tra una società estera ed una sua consociata italiana) e che l’impiego del personale presso un ente diverso abbia il carattere della temporaneità.

– COME VIENE GESTITO IL COMPENSO DELL’AMMINISTRATORE DELLA LTD E LA SUA EVENTUALE TASSAZIONE?

Il compenso dell’amministratore è tassato in base al luogo di produzione e del paese di residenza fiscale dell’Amministratore stesso, contemperato dalle norme infrastatali contro le doppie imposizioni fiscali.

– NEL CASO IN CUI UN CLIENTE ACQUISTI DALLA LTD INGLESE, POSSO AGEVOLARLO PER LA “AUTOFATTURAZIONE“?

Domanda frequentissima in ambito di ltd come funziona: la LTD viene costituita per rendere più fluida ed agevole l’attività lavorativa, sburocratizzandola ed internazionalizzandola, non per eludere le imposte. Non è mai consigliabile l’autofatturazione, se non in determinati e specifici casi. Ricordiamo che nel sistema dell’inversione contabile denominato “reverse charge“, gli obblighi per le operazioni soggette ad i.v.a. di cessione di beni e prestazioni di servizi rese, nel territorio dello Stato, da soggetti residenti all’estero privi di stabile organizzazione in Italia e di rappresentante fiscale ai fini i.v.a., in favore di soggetti residenti nello Stato, incombono sui cessionari o i committenti (che non siano consumatori finali), i quali, quindi, sono tenuti alla cosiddetta autofatturazione (o, ricorrendone i presupposti, alla numerazione e all’integrazione della fattura ricevuta dal fornitore estero senza l’indicazione dell’i.v.a.) ed alla relativa annotazione sul libro delle fatture emesse, che vale come assunzione dell’obbligo di imposta da parte del cessionario, neutralizzata dall’annotazione nel registro degli acquisti, cui corrisponde il diritto del medesimo cessionario alla detrazione del corrispondente importo. Ne deriva che le predette registrazioni, anche nel caso di “reverse charge“, assolvono una funzione sostanziale, in quanto, compensandosi a vicenda, con l‘assunzione del debito avente ad oggetto l’i.v.a. a monte e la successiva detrazione dell’i.v.a. a valle, comportano che non permanga alcun debito nei confronti dell’ amministrazione, e consentono i controlli e gli accertamenti fiscali sulle cessione successive.

LTD ED IVA IRREGOLARE: LE CONSEGUENZE

Ne consegue, inoltre, che l’amministrazione finanziaria, ove accerti l’omessa registrazione e fatturazione, in qualunque forma idonea, da parte del committente, delle predette prestazioni, può recuperare l’i.v.a. evasa, non compensabile “ex post” in virtù di esercizio tardivo del diritto di detrazione. Per continuare la disamina in ambito di ltd come funziona, si può affermare che sarà possibile, rispettando le legislazioni, fatturare dall’estero per le reali spese sostenute dalla casa madre, ed in questo caso ci sarà una fattura estera senza addebito di IVA. La società estera (in UK in particolare) può essere dichiarata “dormant” sino al momento in cui non inizia ad operare effettivamente, in UK non esiste il concetto di società di comodo: una società o opera o non opera, se opera paga le tasse su ciò che fattura, se non opera resta attiva senza imposizione fiscale e presunzioni di redditività.

-DOPO CHE HO COSTITUITO LA LTD COSA SUCCEDE, COME FACCIO AD ESSERE IN REGOLA IN ITALIA ED ALL’ESTERO?

Il nostro Studio Legale, con competenze in diritto internazionale, segue sempre il cliente, anche dopo la costituzione della società, essendo in grado di fornire un servizio consulenziale continuo ed altamente professionale, non limitandosi a costituire la LTD e poi abbandonando il cliente a sè stesso: i costi sono ovviamente consequenziali a tali servizi improntati non al commercio di costituzione di società, ma ad una assistenza professionale globale ed attagliata su misura alle esigenze della clientela, caso per caso. L’importanza di rivolgersi solo a dei seri professionisti per costituire e gestire una ltd è essenziale: leggi qui per capire come opera il nostro Studio in materia di costituzione di ltd.

Per domande ed info in materia di costituzione di ltd, chiama: +39 0532 240 071 – +39 348 443 504 0 -, oppure scrivici clicca qui

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Autore. Studio Legale Internazionale Bertaggia – Titolo LTD COME FUNZIONA GESTIRE UNA LTD, in www.avvocatobertaggia.com/blog

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261 commenti

  1. Buongiorno avvocato,

    sono un developer italiano e lavoro nel settore IT nel nostro paese. Avrei deciso, a breve, di testare alcuni progetti personali attraverso la costituzione di una start up a Londra (Ltd), ovviamente trasferendomi in loco per un periodo indefinito. Premetto che i nomi di dominio dei siti/progetto sono stati registrati con connettività – linea dati – inglese e maintainer inglesi.

    Anche i server personali, che ospiterebbero i progetti a Londra – hosting -, avrebbero, ovviamente, connettività inglese. La mia permanenza in uk dovrebbe contemplare un periodo permanente di ca 6 mesi 1 anno. Quello che mi rimane di capire riguarda il mio stato civile, in quanto sono coniugato.

    Quali implicazioni potrebbero innescarsi, da parte di organi di investigazione fiscale, a causa del rapporto coniugale che lascio in italia? La mia intenzione come dicevo, è quella di trasferirmi inizialmente e in pianta stabile in UK per seguire il business, sicuramente continuerò ad avere un rapporto con il mio paese e gli affetti , tornando più o meno periodicamente per brevi periodi, magari trasferendo la famiglia se avrò fortuna..

    Ma nel frattempo questo cosa comporterebbe e a quali implicazioni/problemi andrei incontro nei confronti di alcuni controlli fiscali italiani?

    Grazie infiniti per il suo tempo
    Marco

    • Gentile Sig. Marco: lei deve distinguere, dal punto di vista della fiscalità, le implicazioni societarie da quelle sui redditi personali. Se lei apre una ltd in UK, realmente esistente, con autonomo ufficio (non presso una società di incorporazioni societarie o un tax advisor), utenze, personale, e lei in qualità di director si reca realmente in UK ad espletare l’attività lavorativa in loco, ove viene espletata anche la reale amministrazione strategica per l’andamento societario, la sua ltd pagherà la corporation tax in UK.

      Questo per ciò che riguarda i redditi societari. Diverso è il discorso per le tasse sui redditi personali che lei necessariamente dovrà incassare dalla sua ltd. Gli stessi, fintantochè lei sarà un residente fiscale italiano, saranno da sottoporre a tassazione al 100% in Italia, e contribuiranno, i dividendi, a formare il suo reddito imponibile da sottoporre a tassazione nella misura del 49,72%, andando tassati a scaglione. Eventuali tasse personali pagate in UK diverranno credito d’imposta in Italia.

      Se lei invece vuole essere tassato anche a titolo personale in UK dovrà risiedere fiscalmente (domiciliare per la legge britannica) ivi per un periodo minimo di 184 giorni all’anno, iscriversi all’AIRE ed effettuare ogni altro accorgimento volto a dimostrare che la sua residenza estera è reale e non fittizia. A tal proposito legga questo nostro articolo. Il suo stato di coniugio è altamente significativo in senso ostativo alla residenza estera.
      Le consigliamo anche questa lettura: https://www.avvocatobertaggia.com/blog/trasferirsi-estero-come-fare/

      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

      • gentilissimo avv. Bertaggia! Mi trovo ancora in una fase progettuale mediamente avanzata (software) ma appena passerò in uno stato di chiusura legislativa la contatterò!

        Grazie ancora per il suo tempo
        Marco

  2. Buongiorno , se una ltd avesse come unico socio o come socio di maggioranza una srl italiana , anche in questo caso sarebbe necessaria la stabile organizzazione in italia ?
    Grazie

    • Gentile Sig. Giordano: anche nel caso da lei prospettato la ltd avrebbe bisogno, per operare legalmente in Italia, dell’apertura di una stabile organizzazione. Non bisogna confondere la proprietà di una società con la reale amministrazione della stessa, (place of effective management), tale amministrazione deve coincidere con lo stato in cui viene gestito ed amministrato l’andamento aziendale. Se una ltd a capitale interamente italiano (anche sotto forma di srl) vuole lavorare in Italia deve assolutamente aprire, quindi, una stabile organizzazione (branch) della stessa in territorio nazionale.
      Per approfondire il concetto di stabile organizzazione segua questo link.
      I migliori saluti

      http://www.avvocatobertaggia.org

      • Mi spiego meglio , una srl che si occupa di sviluppo software vorrebbe aprire una sede in uk per cercare in quel mercato nuovi capitali. I proventi della società estera ricadrebbero su quella italiana e qui tassati in maniera trasparente , quindi a cosa servirebbe aprire la stabile organizzazione della sede estera di una società italiana ?

        • Se l’attività è realmente, concretamente, stabilmente esercitata in UK, con amministratore residente ivi, dipendenti, strutture autonome svincolate da ogni controllo e direzione della controllante, gestione dei conti solo in UK ed a cura dell’amministratore residente UK non si pone neppure il pensiero di istituire una stabile organizzazione in Italia. Ci ripetiamo, non confonda assetto proprietario e persona giuridica amministrata REALMENTE dall’estero: il problema è questo, amministrare concretamente dall’estero senza nessun tipo di controllo dall’Italia. Argomento comunque già trattato, legga il nostro articolo sui requisti di esterovestizione di una ltd.
          I migliori saluti

          http://www.avvocatobertaggia.org

  3. Salve, gentilmente vorrei sapere;
    aprendo un ltd ma residente in italia,,ed operare in italia al livello di intermediazioni,,, fiscalmente devo rispondere in italia o Inghilterra ? Sto cercando di allinearmi in modo regolare sia qui che in Inghilterra.

    Grazie mille.

    • Gentile Sig. Alberto, se la sua intenzione è quella di aprire una ltd, restare a risiedere in Italia, e lavorare dall’Italia, fatturando con la ltd, tale comportamento è assolutamente vietato e contrario alle norme sia nazionali che estere, come abbondantemente spiegato nelle risposte a questa pagina. Se invece desidera operare dall’Inghilterra dovrà stabilire ivi una reale struttura operativa e recarsi a lavorare in loco, salva la creazione di una stabile organizzazione della società estera in Italia. Se è realmente intenzionato a procedere lo Studio può aiutarla a definire in maniera corretta il suo business.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

  4. Una LTD può operare in Italia? Mi spiego meglio. Se costituisco un LTD con sede a Londra, posso usarla come un SRL? es. comprare appartamenti in Italia per poi rivenderli? È la LTD può essere anonima? Grazie.

    • Gentile Sig. Sergio, la sua domanda, considerate le numerose risposte ad analoghe domande contenute nella pagina, ci sorprende alquanto: ad ogni buon conto, una ltd può operare in Italia solo se ivi costituisce una stabile organizzazione, scontando quindi le imposte in Italia, a meno che lei non si trasferisca a lavorare realmente a Londra, ivi creando il place of effective management (la reale amministrazione societaria), ed operi da quel luogo. La ltd anonima non esiste, non è mai esistita, fino al vi era la possibilità di schermare (ai soli fini privati) i reali proprietari, che mantenevano l’obbligo dichiarativo nel quadro RW, tramite fiduciari. Dal 2016, tale possibilità non esiste più, atteso che i reali beneficiari sono iscritti, a cura dell’amministratore, in un registro pubblico tenuto da Companies House. Immutati gli obblighi dichiarativi al fisco italiano.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

  5. Voglio creare una ltd ma voglio spendere poco e lavorare dall’italia. Mi hanno detto che posso. È vero?

  6. Buongiorno
    Una impresa di trasporti inglese mi ha nominato appaltatore indipendente in Italia col compito di cercarle un capannone su cui operare. Per fare il contratto di affitto in agenzia occorre la visura che però manca in quanto questa società inglese deve iscriversi alla camcom.Vorrei sapere se è possibile operare ugualmente evitando questo procedimento e in che modo e dove. Grazie
    Eleo

    • Gentile Sig. Eleo,
      non ci risulta esistere una normativa che impedisca ad un soggetto non iscritto alla camera di commercio di locare un immobile. Rimane evidente invece l’obbligatorietà, per ogni soggetto sia persona fisica che giuridica, residente che non residente, di essere identificato in Italia ai fini fiscali. L’identificazione di un soggetto non residente in Italia può avvenire in diversi modi, ai fini delle imposte dirette/indirette, dell’IVA oppure perché esercita attività produttiva di reddito in Italia: sulla base della tipologia di attività svolta in Italia e ai sensi del Testo Unico delle Imposte sui redditi e dei DTAA internazionali è necessario approfondire la tipologia di attività svolta e successivamente procedere con l’identificazione del soggetto non residente in Italia.
      Come Studio Legale Internazionale possiamo assisterLa in merito sia per la corretta identificazione del soggetto non residente che per le comunicazioni con il locatore ed i suoi professionisti al fine di una addivenire rapidamente alla firma del contratto.
      Ci faccia sapere.
      I migliori saluti.
      http://www.avvocatobertaggia.org

  7. Buonasera Avvocato , anche in caso di ltd che opera esclusivamente con clienti inglesi ma gestita da soggetto residente in italia é nesessaria l’apertura di una stabile organizzazione in italia ?

    • Sig. Arturo, le abbiamo già risposto privatamente, ma lo ribadiamo anche nello spazio pubblico. Ciò che conta e rileva, ai fini dell’esterovestizione, non è il luogo ove sono siti i clienti, bensì il place of effective management, ovvero il territorio dal quale l’attività è concretamente gestita. Nel suo caso è l’Italia, la sua è un’azienda italiana quindi o apre una stabile organizzazione o lavora fuori regola, con tutte le sanzioni penali e fiscali del caso. Purtroppo la legge è questa, anche se cozza con le speranze di molti che vengono falsamente convinti da pseudoconsulenti improvvisati (di cui il web abbonda) che sia possibile lavorare in uno stato con la partita iva di un’altro, e non pagare le imposte. Non è così: legga questo nostro recente articolo http://www.avvocatobertaggia.com/blog/esterovestizione-societaria-fisco-italiano/
      Se desidera risolvere il suo problema in maniera seria e legale ci contatti.

      I migliori saluti.
      http://www.avvocatobertaggia.org

  8. Matteo
    Se apro una ltd a Malta con sede legale sempre a Malta, ma con sede operativa in Italia, può in seguito la società concorrere nelle gare d’ appalto pubbliche per progetti con lo stato italiano?

  9. Salve, vi scrivo per ricevere delle informazione riguardo la possibilità o meno di poter realizzare una holding che deterrà le quote di altre società per azioni.
    la mia domanda è, posso realizzare una holding costituendo una srls, che poi avrà quote di altre società sia srl che srls?
    in attesa di vostri riscontri vi porgo distinti saluti.
    Mirko

    • Gentile Signor Mirko: in teoria la risposta alla sua domanda è positiva. Ma il progetto andrebbe approfondito dal punto di vista fiscale ed operativo. A cosa le serve una holding italiana che detenga quote di società italiane? Quale è il suo reale progetto imprenditoriale? Detto così non si comprende. Le consigliamo un approfondimento.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

  10. Ciao, buongiorno. Una domanda : nel caso in cui io costituisco una ltd con altri 3 soci e dopo poche settimane ne voglio uscire per motivi personali, ne ho modo ? Com’è la prassi ? Basta una lettera o una mail ?
    Grazie mille
    Fabrizio

    • Sig. Fabrizio, i diritti di recesso di un socio da una società di capitali sono di particolare complessità, e normati dal Companies Act, che consta di 1300 articoli, clicchi sul link per leggerlo. L’ipotesi di recesso via lettera o mail è, ci scusi, veramente fantasiosa, oltre che ingenua. Le possiamo solo consigliare di affidarsi a dei professionisti per creare e gestire società estere, con degli improvvisati rischia molti problemi fiscali e penali.
      i migliori saluti.

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  11. Salve vorrei un’informazione se possibile,mi hanno chiesto di entrare a far parte di una ltd bulgara ,a me farebbe piacere ma volendo investire nella società anche 1 mio piccolissimo immobile vorrei sapere se poi uscendo dalla società in futuro o nel caso di mio decesso,l’immobile andrebbe cmq a me o a i miei figli.Grazie.
    Mattia

  12. Salve. Vorrei porle un quesito. In una Ltd come sono ripartite le responsabilità? La Ltd corrisponde ad una nostra srl? È vero che nella Ltd, l’unico responsabile è il director? Oppure c’è anche una responsabilità dei soci in caso di fallimento o situazioni debitorie? Grazie
    leo

    • Gentile Sig. Leo: in linea di massima la ltd può essere assimilata alla nostra srl, sia in punto alle responsabilità del director (amministratore) che a quelle degli shareholders (soci), limitata alla quota di capitale rappresentato dalle shares (quote). Chiaramente questo è un discorso del tutto generale, nella realtà possono verificarsi numerosi accadimenti quali: director nominee che scarica ogni responsabilità sull’amministratore di fatto, soci occulti o palesi che di fatto impegnano la ltd e divengono responsabili solidali, e tante ulteriori casistiche. Non è quindi possibile stabilire a priori un’irresponsabilità patrimoniale penale dei soci, occorre valutare il caso specifico.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

  13. Vorrei sapere se e’ possibile attraverso una ltd operare in Italia e non essere obbligati a pagare inps e quant’altro. Grazie! Italo

    • Gentile Sig. Italo: la risposta alla sua domanda la trova nel blog, se solo si perita di leggere le risposte precedenti alla sua. NO NON SI PUO’ LAVORARE IN ITALIA CON UNA LTD, a meno di non aprire una stabile organizzazione della ltd ai fini fiscali. Ogni alta notizia è falsa.
      Se ha bisogno di consulenza reale e professionale siamo qui.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

  14. Per costituire in Italia una stabile organizzazione di una società non comunitaria occorre verificare la reciprocità ? Anche se il legale rappresentante in Italia è un soggetto italiano ? Grazie
    Eduardo

  15. Buongiorno, se costituisco una ltd che ha come attività principale il web marketing, come potrebbe il fisco accusarmi di lavorare in Italia e pagare le tasse all’estero considerato che potrei svolgere tale attività da qualsiasi parte del Mondo? Grazie

    • Gentile Sig. Pierpaolo: quello che lei dice è una credenza comune, ma profondamente errata. Ciò che conta non è il fatto di lavorare, in maniera “impalpabile” sul web, ma il place of effective management, ovverosia il luogo ove viene svolta la c. d. “alta amministrazione aziendale”, che normalmente coincide nel caso di piccole società, con la residenza dell’amministratore reale ed effettivo (il director nominee è roba da anni ’80 e non le serve a nulla se non ad aggravare ciò che sta facendo), e, diversamente, nello stato in cui vi è la reale e concreta presenza dell’amministrazione e delle decisioni strategiche per il compimento dell’attività sociale. Seguendo il suo ragionamento in Italia non esisterebbe più un’azienda registrata alla CCIAA poichè tutte avrebbero la sede estera……….non funziona così, se non nei discorsi da bar o nel web in siti di persone prive di cognizione giuridica che si improvvisano “consulenti”, e cagionano danni infiniti a chi ha la poca accortezza di seguire certi consigli. A tal proposito, fra le tante, legga queste sentenze:
      http://www.avvocatobertaggia.com/blog/esterovestizione-omessa-dichiarazione-dei-redditi-2/
      http://www.avvocatobertaggia.com/blog/ltd-lavorare-italia-esterovestizione/

      Chiaramente se poi il suo problema è quello di lavorare illecitamente e non farsi scoprire, allora ci arrendiamo. Noi seguiamo le questioni giuridiche, quelle illegali non ci competono.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

  16. Buonasera: se volessi aprire una società di consulenza, per esempio viaggi potrei farlo tramite ltd? Nel senso, io vivo in italia, le consulenze ( online ) sarebbero date dal mio pc qui in italia, ma essendo un lavoro online, posso utilizzare una ltd e quindi avere meno problemi per avviare la società, meno costi ? Non riesco a capire la differenza tra LTD operante in italia e LTD operante a londra in caso di servizi online Grazie milLE Michele

    • Gentile Signor La Bianca, se lei scorre le risposte già amplissimamente fornite, nel blog, alle stesse domande, troverebbe la sua risposta. Il fatto che il suo lavoro sia on-line non significa nulla dal punto di vista del place of effective management. Le non capisce la differenza fra “LTD operante in italia e LTD operante a londra in caso di servizi online” perchè crede che il lavoro on line sia una panacea per non dichiarare l’imponibile in Italia. O lei lavora da Londra, fisicamente con la sua presenza, oppure lavora dall’Italia con una ragione sociale estera, commettendo reati fiscali ed anche penali. Legga questo nostro articolo in materia di esterovestizione (molti altri sono disponibili nel blog) http://www.avvocatobertaggia.com/blog/ltd-italia-verita/
      Se vuole lavorare nella legalità con una ltd ci contatti.
      I migliori saluti.
      http://www.avvocatobertaggia.org

  17. Mio figlio e amministratore di una soc. americana LLC vorrebbe svolgere degli eventi a carattere musicale in italia con orchestra e cantanti.Desidererei sapere se deve aprire una soc. locale o una societa secondaria per adempiere a tutti gli obblighi fiscali italiani.Oppure basta andare all’agenzia dell’entrate e farsi dare la partita iva e successivamente aprire un conto in una banca italiana per gestire i le entrate e i costi.In attesa di una sua cortese risposta la ringrazio anticipatamente distinti saluti.
    Ester

    • Gentile Signora Ester. se suo figlio vuole lavorare in Italia con una ragione sociale estera (poco importa che sia una LLC-potrebbe essere una GMBH o una qualunque società estera) dece necessariamente aprire in Italia una Stabile Organizzazione (branch) della sua LLC. In tema di Stabile Organizzazione la rimandiamo a questo articolo.
      Inoltre, cosa non meno importante, dove risiede (realmente) fiscalmente ed anagraficamente suo figlio? In Italia o all’estero? Questo cambierebbe tutto.
      Ci tenga informati.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

  18. Egregio avvocato,
    i miei figli hanno aperto un ristorante in Inghilterra e costituito una ltd regolarmente registrata. Dopo la costituzione della società ho inviato, presso la loro banca inglese, due bonifici bancari allo scopo di iniziare l’attività con la motivazione di “prestito per apertura c/c”.
    Nel presentare la documentazione per la mia dichiarazione dei redditi, il CAF incaricato ha ritenuto non necessario presentare il modello RW. E’ una procedura giusta oppure sbagliata per la mia personale posizione fiscale ?
    Cordialmente La saluto.
    Luigi

  19. Buongiorno,
    Ho letto tutti i commenti, ma non ho chiarito i miei dubbi, quindi chiedo scusa in anticipo nel caso mi sia sfuggito qualcosa.
    Vorrei chiedere:
    Una ditta con sede legale in Slovenia, ma che produrrà in Italia e, quindi, necessiterà di una stabile organizzazione, potrà “comprare” a tal scopo una ditta italiana già esistente, trasformandola in stabile organizzazione? (O acquistare/affittare i suoi immobili, macchinari,..)
    Poi; chi farà le fatture di vendita, i pagamenti degli stipendi (in Italia) e dei fornitori? La sede slovena o la stabile organizzazione?
    Grazie e saluti.
    Angela

    • Gentile Signora Angela: una stabile organizzazione è la stessa ditta slovena stabilita in Italia, italiana solo fiscalmente. Da ciò consegue che non può essere una stabile organizzazione una società italiana controllata da una slovena, sono due concetti completamente diversi. Ogni tipo di contrattualistica e di attività sarà svolta esclusivamente dalla stabile organizzazione, nell’ipotesi in cui sia regolarmente costituita. Per chiarirsi i concetti in materia di stabile organizzazione legga qui
      Credo sia meglio per lei e la sua azienda chiedere un consulto privato, per evitare errori. Se crede siamo a disposizione.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

  20. Salve,
    sono residente a Londra da quasi due anni, regolarmente iscritto all’AIRE, ho intenzione di aprire una LTD con attivita’ di sviluppo software. Il software verra’ prevalentemente venduto in Italia online e attraverso intermediari che saranno: 1) titolari di partita IVA in Italia, senza alcun rapporto con la LTD se non quello commerciale; 2) dipendenti con mansioni di tipo commerciale (che avranno il compito di mantenere i rapporti con i rivenditori) con residenza in Italia ma regolarmente assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato dalla LTD. Oltre ai dipendenti con mansioni di tipo commerciale, assumero’ anche personale con mansioni tecniche, ovvero sviluppatori software e grafici, sempre residenti in Italia.
    Tutto cio’ e’ possibile?
    Grazie per l’attenzione.
    Mario

  21. Buonasera, vorrei se è possibile avere qualche informazione. Vorrei aprire una LTD a Londra per piccoli investimenti immobiliari a Londra e trasferirmi lì.
    Vorrei accedere ad un finanziamento bancario per acquistare un piccolo appartamento da ristrutturare o rimodernare per poi rivenderlo sempre a Londra con LTD. Che tipo di finanziamento erogano le banche? Con un 30% di liquidità della LTD del valore dell’immobile è possibile ottenere un mutuo ipotecario sullo stesso immobile per poi acquistarlo e ristrutturarlo?
    Insomma che parametri usano le banche a Londra per mutui per lavorare con LTD?
    Il prossimo mese sono a Londra eventualmente prendiamo un appuntamento di persona…
    Grazie mille in anticipo.

    • Gentile Signor Gionatan: alle banche in Gran Bretagna (ma ormai anche in Italia) non importa avere un’ipoteca su un immobile per erogare prestiti. Ciò che conta è avere un reddito tale che consenta, ragionevolmente, la possibilità per colui che ha ottenuto il prestito, di poterlo rimborsare, oltre agli interessi, nei tempi pattuiti. Senza un’attività economica storicizzata in gran Bretagna è alquanto problematico poter accedere al credito bancario, salvo che lei dimostri che ha già l’acquirente dell’immobile, con un contratto irrevocabile, e detta persona o società abbia delle solide basi finanziarie.
      Restiamo a disposizione, i migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

  22. Salve,
    ho letto il vostro interessante articolo [http://www.avvocatobertaggia.com/blog/ltd-come-funziona-gestire-una-ltd/] e avrei alcun domande da porvi.
    Premetto che sono uno studente di Ing. Informatica, attualmente assunto da una software house – part time – che vorrebbe aprire una propria software house.
    La mia idea era di aprire una LTD, il problema è che comunque sono residente ( e cittadino ) italiano, quindi non so quanto la cosa sia legale e quali siano i costi annuali di gestione.
    Il punto fondamentale per me è questo: posso aprire una LTD e non pagare tasse ( ne in inghilterra ne in italia ) se non effettuo alcun lavoro?
    Esempio. Apro la LTD e il primo anno non effettuo nessun lavoro: devo pagare qualcosa in italia/inghilterra durante questo periodo?
    Grazie per l’attenzione.
    Cordialmente,

    • Gentile signore: se lei apre una ltd in UK, non opera, la mette dormant, la dichiara nel quadro RW della annuale dichiarazione dei redditi, non deve pagare tasse né in Inghilterra né in Italia. Dovrà però pagare il mantenimento annuale della ltd, fare i bilanci (anche a zero) tenere i libri contabili, la sede legale, il secretary, ed il commercialista italiano per la dichiarazione RW.
      Se ha bisogno di ulteriori approfondimenti ci contatti.
      I migliori saluti.
      http://www.avvocatobertaggia.org

  23. Gentile avvocato buona sera. Quando la normativa italiana prevede che io dichiari la mia partecipazione in una società estera, sempre o solo in caso di distribuzione di dividendi?

    Dunque se sono socia di una società estera e da questa non percepisco dividendi perché rimangono nelle case della società medesima, devo dichiarare allo stato stato italiano la mia partecipazione?

    Grazie.

    • Gentilissima Stefania: la legge è molto chiara in proposito, la legge 97/2013 prevede che vi sia l’obbligo di l’obbligo di dichiarare la consistenza delle attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero, indipendentemente dal fatto che si percepiscano, oppure no, redditi.
      La violazione dell’obbligo di dichiarazione previsto nell’articolo 4, comma 1, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria dal 3 al 15 per cento dell’ammontare degli importi non dichiarati. La violazione di cui al periodo precedente relativa alla detenzione di investimenti all’estero ovvero di attività estere di natura finanziaria negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 10 maggio 1999, e al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 21 novembre 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 23 novembre 2001, e’ punita con la sanzione amministrativa pecuniaria dal 6 al 30 per cento dell’ammontare degli importi non dichiarati. Nel caso in cui la dichiarazione prevista dall’articolo 4, comma 1, sia presentata entro novanta giorni dal termine, si applica la sanzione di euro 258 (1).”

      (1) Articolo modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 30 aprile 1997, n. 125, dall’articolo 19, comma 1, lettera a), del D.L. 25 settembre 2001, n. 350, dall’articolo 13-bis, comma 7, lettera a), del D.L. 1° luglio 2009, n. 78e, da ultimo, sostituito dall’articolo 9, comma 1, lettera d), della Legge 6 agosto 2013, n. 97.

      I migliori saluti.
      http://www.avvocatobertaggia.org

  24. Salve sono una piccola ditta individuale e sto aprendo una Ltd in Bulgaria. Siccome che qua in Italia visto che la maggior parte del lavoro è prestazione di mano d’opera le tasse sono troppo alte. Alla fine prendo meno di un operaio, la cosa che volevo chiedere e aprendo una Ltd e fare prestazione di mano d’opera in Italia si può fare? Grazie
    Francesco

    • Gentile Sig. Francesco, se il suo scopo è quello di lavorare in Italia con una ragione sociale bulgara, lasci perdere butta dei soldi inutilmente, pochi o tanti che siano. Come ampiamente specificato nelle precedenti risposte del nostro blog, non è possibile lavorare in Italia con una ragione sociale estera, a meno di aprire una stabile organizzazione che, fiscalmente, viene tassata in Italia. Se desidera avere soluzioni reali e professionali al suo problema, può usufruire del nostro servizio di consulenza società estere.
      Auspichiamo di esserle utili.
      I migliori saluti.

      Studio Legale Internazionale Bertaggia ¦ http://www.avvocatobertaggia.org

      Italia-Regno Unito-Austria-Malta-Croazia-Perù-Repubblica Dominicana-Slovenia-Spagna-Iran-

  25. Salve, volevo aprire 2 ecommerce uno per vendita di infoprodotti e l’ altro per rivendita di prodotti fisici.

    LA burocrazia italiana a riguardo è piuttosto complessa e mi chiedevo se mi fosse possibile bypassarla utilizzando una LTD inglese.

    in entrambi i casi non avrei nessun punto vendita fisso qui in italia ma entrambe le attività si svilupperebbero interamente sul web

    cosa mi consiglia a riguardo?

  26. Salve vorrei aprire una società edile con sede in Bulgaria ma continuare ad operare in Italia….è’ possibile ? E se si nel momento in cui mi richiedono il Durc come funzione

    • Gentile Sig. Gabriele, come ampiamente esplicitato a precedenti utenti, e come spiegato nei vari articoli del blog ala voce “esterovestizione”, NON è assolutamente possibile operare in Italia, puramente e semplicemente, con una ragione sociale estera, che sia bulgara o di altro stato. Se lei desidera operare in Italia tramite ragione sociale estera dovrà creare, in Italia, la Stabile Organizzazione della società bulgara in Italia, che sarà trattata, a tutti gli effetti, dal punto di vista fiscale, come una società di capitali italiana. Se desidera approfondimenti in merito, clicchi qui.
      I migliori saluti.
      http://www.avvocatobertaggia.org

  27. Spett.Le Avv.Bertaggia,

    premetto che tutti miei movimenti sono stati eseguiti con il supporto di professionisti ma nonostante ciò continuo ad informarmi e a cercare soluzioni migliori, sia dal punto di vista consulenziale che dal punto di vista lavorativo.Il tutto per cercare di operare sempre nel rispetto delle leggi e della comunità.

    Sono un italiano, ora amministratore di una società bulgara (paritetica ad una LTD). Ho la residenza fisica e fiscale a Sofia (registrato AIRE) però affermare che ci vivo è una parola grossa perché spesso viaggio per lavoro, Italia inclusa, ed alcune volte può essere difficile anche per i miei cari trovarmi !
    La scelta è nata grazie ad alcuni studi personali riguardo le agevolazioni che ci sono in alcuni paesi della Comunità Europea, sia in termini di servizi al cittadino che in termini di fiscalità, diversamente sarei emigrato negli States o in Cina (unici luoghi in cui si fa la differenza in termini di fatturato, IMHO.)

    In merito fiscale la Bulgaria continua ad offrirmi molto (tax flat 10%, dividendi il 5%, studi di settore inesistenti, limite di contanti di € 1000 inesistente, assegni inesistenti, costi societari e costi della vita irrisori, ecc.ecc.).
    Non starò qui ad elencarvi i servizi ma sono rimasto meravigliosamente colpito di come la nostra amata Italia stia restando indietro rispetto ad alcune nazione che fin’ora pensavo “arretrate”, sopratutto se la si guarda dal punto di vista imprenditoriale.

    Tornando a noi.

    Fino a qualche tempo ho venduto i prodotti della mia azienda ad aziende e negozi italiani, sicuramente per un periodo inferiore a tre mesi, stessa cosa per gli altri paesi in cui opero ed operavo.

    Dato il possibile aumentare del lavoro avrei deciso di fare un magazzino (stoccaggio merce) in un altro paese che per motivi di privacy chiamerò X.
    La legge del paese X permette che una LTD bulgara abbia magazzino fisico nel paese X, distribuisca in Italia e paghi le tasse in Bulgaria (eventuali dipendenti del paese X avranno contribuiti versati nel loro paese).
    Inoltre, avendo incrementato gli utili in un altro settore molto probabilmente cederò la LTD Bulgara ad un mio collega bulgaro che sporadicamente collabora con me anche nell’altro settore ma prima di chiedervi alcune cose ricapitolerò il tutto.

    – LTD Bulgara, con magazzino e dipendenti nel paese X e distribuzione (spedizione della merce) dal paese X verso Italia. I clienti privati (B2C) pagheranno tramite paypal (80%), bonifico e contrassegno che il corriere rimetterà all’azienda Bulgara.
    I clienti Partita Iva (B2B) pagheranno via bonifico piuttosto che con contrassegno che il corriere rimetterà all’azienda Bulgara.
    I clienti B2B pagheranno in esenzione IVA se avranno attivo il VIES (modulo intrastat solo con merce non più in carico), diversamente dovranno pagare l’IVA.

    Ora vorrei chiederle due cose (percepisco le domande un po stupide e le chiedo scusa in anticipo)

    1- Scaduto il termine dei tre mesi quanto dovrà attendere la LTD Bulgara per poter lavorare nuovamente in Italia ? Esempio : Può un suo rappresentate entrare in Italia a Gennaio, uscire a Febbraio e rientrare a Marzo oppure il limite dei tre mesi è nell’anno solare ?

    2- Ma se per assurdo il mi collega distribuirà solo in Italia potrà configurarsi il reato di esterovestizione nei suoi confronti ?
    Rileggendo tutti i suo interventi mi “sembra” di aver capito che in questo caso non avverrebbe.

    3-Il fisco italiano potrebbe farsi valere nei confronti di un cittadino bulgaro che risiede in Bulgaria e lavori nel paese X ?
    Le chiedo ciò perché il mio collega bulgaro è abbastanza sereno, certo, lui, diversamente da me che non vorrò stare per sempre a Sofia, ha molto poco da perdere, è Bulgaro !

    Riguardo la suddetta organizzazione, sono qui a chiederle solo un suo gentile parere su ciò che concerne la legge in Italia e non cosa potrebbe configurarsi nelle altre nazioni che, ahimè, hanno una burocrazia ed un codice civile più snello e soprattutto molto meno astruso a ciò che sta avvenendo in questo momento nel mercato internazionale di merci e servizi. Oggi una multinazionale può nascere, “distruggere” aziende storiche e scomparire nel giro di 10 anni. e in Italia siamo tremendamente lenti, IMHO.

    Cordiali saluti e grazie mille per la sua consulenza.

    Riccardo

  28. Buongiorno,

    sto cercando di capire ma non è facile;

    vengo al punto, in qualità di cittadino italiano posso essere socio e amministratore di una società slovena, realmente esistente con sede, uffici, che lavora e fattura?

    questo cosa comporta dal punto di vista fiscale sia sloveno che italiano?

    Grazie

    • Gentile Sig. Luca: un cittadino italiano può tranquillamente essere titolare di quote di società slovena, ed anche esserne l’amministratore. Quel che conta è che l’attività sia realmente espletata in Slovenia, e solo in Slovenia, al fine di non incappare in problematiche di esterovestizione.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

  29. gentile Avv. Bertaggia
    dovrei aprire una ltd in bulgaria per vendita di articoli su internet, vendita e noleggio di autovetture e tutto quello che riguarda e-commerce.
    siccome in italia mi occupo di amministrazioni immobiliari…. potrei fatturare ai condomini la mia prestazione professionale con la partita iva bulgara, se si a che condizioni fiscali?
    la ringrazio anticipatamente

  30. Gent. dott Bertaggia,

    Volevo chiederle dal punto di vista fiscale, in che paese bisogna pagare le tasse avendo la società capogruppo in Italia, un magazzino in Olanda che vende online in tutta Europa e una controllata in Cina che produce la merce.

    • Gentile Signore, data la fitta congerie di attività che gestisce presupponiamo che lei abbia un professionista dedicato che le segua tutta l’amministrazione fiscale e che conoscerà nel dettaglio la sua azienda. Credo sia opportuno che lei si rivolga a costui per avere delucidazioni in merito alla fiscalità transnazionale visto che conosce la sua azienda. Diversamente, se crede di avere bisogno di una consulenza privata con il nostro studio, può chiederla scrivendo a info@avvocatobertaggia.com
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

  31. Valeriano Cossu

    Buongiorno,

    Gent. dott. Bertaggia,

    volevo chiedere se aprendo una LTD in Uk e costituendo la stabile organizzazione in Italia si conserva per quanto attiene la posizione italiana la irresponsabilità patrimoniale come garantito dalla LTD ? La stabile organizzazione costituita in Italia corrisponderebbe ad una ditta individuale o ad una SRL?

    • Gentile Sig. Valeriano: la Stabile Organizzazione in Italia di società estera è una diretta emanazione della casa madre, ovunque costituita, conseguentemente in Italia avrà le stesse caratteristiche giuridiche che ha nel suo paese di residenza principale. Conseguentemente, nel caso da lei richiesto, la corrispondenza equivalente è quella di una srl italiana, salvi i casi di mala gaestio ed i reati fallimentari. Per approfondire il discorso sulla stabile organizzazione, clicchi qui
      Se ha bisogno di assistenza per la creazione giuridica di tali entità, sia in UK che in I, non esiti a contattarci.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

  32. Gentile avvocato,
    sono residente in UK da un paio d’anni e vorrei aprire una LTD con la quale vendere servizi online (realizzazione siti web, marketing online) alle aziende italiane. Da quanto ho capito dai post precedenti, essendo residente in UK, non avrei bisogno di aprire una Stabile Organizzazione della società estera in Italia.

    Tuttavia, per la vendità di tali servizi ho intenzione di collaborare con un soggetto residente in Italia. Avrei per tanto 2 domande:
    1. Se questo soggetto fosse socio dalla LTD inglese (al 50% o al 49%), questo implicherebbe la necessità di creare una Stabile Organizzazione della società estera in Italia?
    2. E se tale soggetto si occupasse delle vendite operando in Italia con una propria ditta individuale avente la mia LTD come unico cliente, avrei sempre la necessità di aprire una Stabile Organizzazione della società estera in Italia?

    La ringrazio!

    • Gentile Sig. Danilo: per rispondere (sommariamente e senza impegno, non avendo dati più precisi) le significhiamo che, per quanto riguarda la sua richiesta di cui al punto 1, stante l’assunto di cui all’art. 73 n. 3 T.U.I.R. ci possono essere notevoli difficoltà. La società risulterebbe essere imponibile in Italia poichè controllata da soggetto residente in Italia. “3. Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le società e gli enti che per la maggior parte del periodo di imposta hanno la sede legale o la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale nel territorio dello Stato.” Un controllo del 50% della società, con attività da costui svolta in Italia farebbe propendere per tale soluzione. Da qui parrebbe ipotizzarsi la necessità di una Stabile Organizzazione.
      Per ciò che concerne il punto 2 della sua domanda la rimandiamo a questo nostro articolo in cui abbiamo sviscerato il concetto di rappresentante di commercio e società estera.
      In ogni caso allo stesso dovrà essere trattenuto il 30% a titolo di ritenuta d’acconto, salve le ulteriori imposte. Il quesito è molto complesso e lei dovrebbe fornirci più dati per poterle rispondere in maniera adeguata. La invitiamo a scriverci privatamente a info@avvocatobertaggia.com
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

  33. Spett.le Avv. Bertaggia, abbiamo intenzione di costituire una Societa S.r.l. nella repubblica di San MArino ,con due soci al 50% residenti al momento in Italia, assumendo e nominando un amministratore cittadino Sammarinese e idem per uno due dipendenti, affittare un locale in San Marino e dotarlo di tutte le operatività, la società si occuperà di costruire e gestire reti di agenti commerciali conto terzi, avendo amministrazione e direzione in San Marino,ed avremmo già un ottimo mandato da una azienda Italiana. Quello che vorremmo evitare è proprio la stabile organizzazione in Italia in quanto opereremmo anche su san marino ed eventuali altre mandatarie europee, esclusivamente con agenti di commercio diretti dalla sede. Vi contatterò comunque per un eventuale preventivo di consulenza preliminare.
    Cordialmente saluto

  34. Buona sera Avvocato
    io sono attualmente un lavoratore dipendente che opera come consulente nel settore marittimo.
    Entro la fine di quest’anno per motivi interni all’azienda dovrò aprire società propria, e sono molto intenzionato ad aprire una Ltd a Londra.Premetto che non avrò dipendetti e il mio lavoro lo svolgo davanti al computer oppure in barca, quindi non necessito di uffici fisici.
    La mia situazione lavorativa/economica sarà la seguente, residente in Italia, fatturerò principalmente all’estero (Monaco, Francia, Inghilterra) attraverso la mia futura società Inglese; sicuramente non superando la soglia di 77.000 sterline annue.
    Tutto ciò è possibile? Quale tipo di società mi conviene costituire? Avrei dei vantaggi economici/fiscali ad effettuare una manovra del genere?
    Quali tasse devo pagare in Italia sapendo che quasi tutto il mio fatturato sarà prodotto all’estero?
    Grazie anticipatamente per la disponibilità.

    • Gentile Signore, grazie per averci scritto. Purtroppo a regola di legge lei espleterebbe un’attività esterovestita, se mantiene la residenza in Italia deve dichiarare in Italia (e sottoporre a tassazione….) tutti i redditi ovunque da lei prodotti nel mondo. Come abbiamo ripetuto più e più volte, non conta il luogo dove si produce il fatturato, ma quello di residenza della società e del suo amministratore. Anche ammesso che lei fatturi tutto con la ltd avrebbe poi dei problemi a portare, senza tassazione, i soldi in Italia, a meno di non commettere reati o farli tassare integralmente come redditi da capitale. Questa struttura così articolata non va bene. Esistono soluzioni alternative e lecite. Ci contatti per info a info@avvocatobertaggia.com

      http://www.avvocatobertaggia.org

  35. salve,sono un piccolo artigiano italiano con azienda ,da un po di tempo ho in mente di andare via dall’Italia con la famiglia ,la mia meta preferita e l’AUSTRIA volevo chiederle se e’ possibile trasferire l’azienda o e consigliabile costituirla nuova ?che requisiti ci vogliono ? il suo studio mi puo dare una consulenza .
    la ringrazio in anticipo per la sua risposta

    • Gentile Signore: innanzitutto grazie per averci contattati, secondariamente le significhiamo che la sua scelta di trasferirsi a lavorare e vivere concretamente in Austria ci trova particolarmente in accordo. Noi abbiamo un ufficio in Austria quindi conosciamo molto bene tutta la vita giuridica, fiscale ed amministrativa che ivi si svolge. Le possiamo assicurare che al confronto con l’Italia è veramente un altro luogo. In Austria lo Stato collabora con l’imprenditore per il successo della sua azienda, in Italia l’esatto opposto. La cultura anti industriale che vige in questo paese fa sì che l’imprenditore venga volutamente impedito ed ostacolato. Ma di questo lei sa già tutto. Per venire alla risposta concreta alla sua domanda, le significhiamo che sarebbe necessario conoscere nel dettaglio la sua azienda per fornirle un’adeguata risposta. In linea teorica si può dire che per aziende di piccole dimensioni senza capannoni e complessi industriali di proprietà sia preferibile (e meno costoso) la cessazione dell’attività in Italia e ricominciare ex novo in Austria. Ma questa è una situazione scolastica, in realtà vi è sempre un giro di clientela, di fornitori etc per cui diviene impossibile chiudere e riaprire. In tal caso è preferibile il trasferimento dell’azienda in Austria e, formalizzato il tutto, chiudere definitivamente in Italia. In ambito EU vi è anche il vantaggio che l’exit tax resta sospesa adempiendo a determinate formalità. Chiaramente abbiamo assoluta necessità di parlare con lei al fine di concretizzare il tutto contemperando gli aspetti fiscali, legali, e strettamente commerciali e farle percorrere il cammino per lei più agevole. Il nostro Studio possiede, in Austria, la struttura idonea a consentirle questo importante passo. Ci contatti al numero +43 6604765993. Se vuole scriverci info@avvocatobertaggia.com
      Un link per capire come operiamo, clicchi qui.

  36. Egregio avvocato,

    Ho avuto una collaborazione occasionale durata diversi mesi, con una stabile organizzazione in Italia di una ditta estera (casa madre all’estero). Si sono rifiutati di pagarmi il compenso, ho fatto la denuncia all’ispettorato di lavoro dove c’è stata una complicata conciliazione non andata a buon fine perché la ditta mi offriva un importo irrisorio. La casa madre all’estero è stata messa in liquidazione più di un anno fa, c’era il termine di 30 giorni per chiedere eventuali crediti, ma non ne ero a conoscenza. Non se e come è stata chiusa la stabile organizzazione in Italia. C’è qualche speranza di recuperare il compenso dovuto?

    Anticipatamente ringrazio, cordiali saluti.

    • Gentile Sig. Marli, ci spiace comunicarle che la sua pratica è concretamente irrisolvibile, ciò per i seguenti motivi: lei era dipendente della Stabile Organizzazione della società estera, la quale altro non è che l’emanazione della società estera stessa, che è l’unica debitrice nei suoi confronti, essendo la Stabile Organizzazione solo una costruzione giuridica necessaria perchè una società estera possa lavorare in Italia, ivi adempiendo a tutti gli obblighi di natura fiscale. Lei doveva rivolgersi tempestivamente ad un avvocato ed opporsi alla liquidazione della società straniera nei termini di legge. Non avendo fatto ciò non vi è nulla che lei possa fare ora, anche perchè il suo credito era nei confronti di una società di capitali e non di una società di persone. L’unico consiglio che ci sentiamo di darle, per un futuro quando ha delle questioni di rilevanza giuridica, eviti sempre il fai da te e si rivolga con la massima tempestività ad un avvocato professionista. La ringraziamo di averci scritto e le inviamo i migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

  37. Salve, sono architetto ed ho una società in italia.
    Posso aprire una società a Malta renderla “direzionale” trasferendomi in pianta stabile e mantenere la società in Italia come secondaria. Vorrei continuare a fare progettazione per clienti italiani ed In piu’ venire in italia per seguire ogni tanto cantieri ect…? In questo caso posso fatturare tutto da Malta?
    Grazie attendo un Suo riscontro.

    • Gentile Architetto, la sua è una vexata quaestio, nel senso che ce ne siamo occupati abbondantemente, sia nel blog che nel sito. Legga gli articoli del blog sotto la voce “esterovestizione” per avere una prima idea d’insieme. Poi resta il fatto che se lei (sempre in via scolastica e teorica-non conoscendo la realtà dei fatti) va a vivere a Malta stabilmente e realmente per minimo 183 giorni all’anno, apre in Italia una stabile organizzazione della sua società maltese, ottiene tutti i permessi per esercitare un’attività professionale in forma societaria, apre e gestisce dei reali uffici in Malta e, sempre in Malta, lavora realmente (in Malta-non da Malta. Cambia tutto) la cosa può essere fattibile. Nel concreto però, badi, la cosa è molto più complicata e meno certa, sicuramente deve appoggiarsi a chi professionalmente è esperto di diritto societario internazionale. Ci rendiamo conto che sulla rete vi è chi favoleggia cose diverse, del tipo, “apri la società all’estero, lavora in Italia e paga le tasse offshore, il tutto a 150 €….“, e che forse questa non è la risposta che desiderava, ma noi facciamo i professionisti e non prendiamo in giro le persone.
      Se desidera un consulto professionale privato siamo a sua disposizione.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

  38. Al momento mi trovo nel regno unito e vorrei aprire un Ltd qui con sede fiscale presso un accounts y a Londra.Il lato operativo di tutto ciò mi è chiaro. Quello che non mi è chiaro è invece quanto mi accadrebbe in Italia. Lavoro come insegnante e fino ad oggi ho operato attraverso progetti per un,azienda di comunicazione. Cifre irrisorie che non superano in lordo i 7000 euro annui. Non volendo rinunciarvi e notando i costi proibitivi di una partita iva ordinaria ho pensato di aprire un Ltd operante attraverso un sito web italiano e un sito inglese. Senza sede fisica in cui io mi sposto presso il cliente. Al momento sarei residente in Italia con lavoro a tempo indeterminato con i redditi di questa ltd.Ho pensato a tante possibili soluzioni ne considererà anche altre. Sono esclusa sia dal regime dei mini i sia da quello forfettario.
    Devo rinunciare care a quei settemila euro?
    Grazie Cristiana

  39. Buon giorno,
    mi potrebbe dire se una ditta individuale (sole trader/self employed) puo’ lavorare (occasionalmente) in Italia? Se si’ qual’e’ la normativa?
    Grazie mille
    Christina

    • Gentile Signora: non è possibile rispondere compiutamente alla sua domanda, poiché la stessa è mal posta. Ci spieghiamo: in linea di massima una ditta individuale può esercitare in maniera del tutto sporadica ed occasionale in uno Stato diverso da quello di appartenenza, ma il requisito per determinare l’occasionalità non è predeterminato per legge (a parte i cantieri edili e le società di autotrasporti) quindi si dovrà far riferimento all’uso ed alle consuetudini. Una occasionalità non può altro che significare una o al massimo due singole e brevissime prestazioni annuali con relativi fatturati particolarmente limitati. Ma a parte ciò vi è da chiarire ove abbia reale sede all’estero l’azienda, chi sia il legale rappresentante, con che mezzi economici opera, se la sua presenza all’estero è reale e non apparente, e come tale suscettibile di estero vestizione, i fatturati prodotti, l’eventuale compilazione del quadro RW nel caso di residente fiscale italiano, i reali beneficiari dell’attività economica….Lei potrà ben capire che in mancanza di tutti questi dati non vi è la possibilità di fornire una risposta concreta.

      Se desidera è a disposizione il servizio di consulenza privata del nostro studio. Se desidera usufruirne scriva a: info@avvocatobertaggia.com
      I migliori saluti.

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  40. Buongiorno.
    Mi scuso per la probabile banalità della domanda:
    il possesso di una LTD in UK da diritto alla residenza (persona fisica) del propietario ?
    Cordialità.

    • Gentile Signora Mariangela, il concetto di residenza italiano, che nel Regno Unito si divide fra domicil e residence, esula completamente dal possesso di quote societarie di ltd. Non vi è attinenza alcuna. Se la sua necessità è quella di essere un AIRE in UK le strade sono diverse.
      Se ha necessità ci contatti.
      I migliori saluti

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  41. Buon giorno, sono amministratore di una Limited con sede legale in Inghilterra. Di recente si è deciso di operare in Italia ed il nostro consulente italiano ci ha così consigliato: innanzi tutto abbiamo aperto una posizione fiscale italiana aprendo la P.IVA, successivamente abbiamo creato una sede italiana e precisamente a Milano ed infine abbiamo inoltrato richiesta di iscrizione alla CCIAA di Milano ( siamo in attesa del Camerale ma abbiamo già il numero REA ). Abbiamo creato la Firma Digitale e la PEC. Dovendo intrattenere rapporti con un Istituto Bancario Italiano abbiamo ricevuto la richiesta dell’Atto Costitutivo della nuova Società, ma a questo punto ci troviamo in difficoltà e vorremmo sapere se abbiamo commesso errori procedurali e come procedere per iniziare L’attività.gRAZIE
    Sergio

    • Gentile Sig. Sergio: essendo lei seguito da altro consulente, per motivi deontologici non possiamo fornire pareri specifici in merito. Resta il fatto che da quello che scrive non è chiaro se lei abbia fatto una stabile organizzazione in Italia della Limited o se abbia creato una srl posseduta dalla ltd (la differenza è enorme), sempre in Italia. Da ciò ne consegue la difficoltà nell’aprire un conto corrente bancario in Italia intestato alla società, anche perchè la banca esige una totale disclosure sulla compagine sociale e sugli amministratori.
      Se desidera affidarci la pratica in toto scriva a info@avvocatobertaggia.com

      I migliori saluti.

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  42. Buongiorno Avvocato.
    Sono in una situazione simile al sig. Roberto.
    Potrebbe cortesemente indicare sommariamente di quali Nazioni sta parlando?
    Temo proprio che se vorro´ realizzare la mia impresa dovro´ trasferirmi ed operare all´estero.
    Ringrazio.
    Luca

  43. Sto lavorando da circa due anni allo sviluppo di un prodotto software in cloud per aziende, una business web app, che ho già testato con clienti reali. Adesso vorrei iniziare a sviluppare l’attività commerciale in Italia e quindi dovrei costituire una società ma sono molto indeciso sul tipo di società da creare. Premetto che ho già una partita IVA da professionista che uso per consulenze ma mi pare di capire che non posso utilizzarla per attività commerciali. Una srl ha dei costi di costituzione e gestione un po’ alti, soprattutto all’inizio in cui è difficile prevedere quali saranno i ricavi della società. Anche una ditta individuale presenta dei costi piuttosto elevati per via soprattutto dei contributi minimi INPS commercianti. Ho letto con interesse il vostro articolo sulle società LTD nel Regno Unito. Voglio subito mettere in chiaro che non sto cercando il modo di evadere le tasse, ma solo di capire se è possibile ridurre i costi di costituzione e gestione di
    una società, nonché la perdita di tempo per la burocrazia che da noi è veramente un incubo.
    Se io aprissi ad esempio una LTD in Inghilterra e svolgessi l’attività principalmente dall’ Italia, che vantaggi potrei avere?
    Mi pare di capire che in questo caso la residenza fiscale sarebbe in Italia. Questo significa che dovrei creare comunque una società anche in Italia? Una srl o una società individuale? Ma così saremmo tornati al punto di partenza… I vantaggi dove sarebbero?
    Il mio obiettivo è quello di trovare una soluzione snella ed economica per poter iniziare a vendere. Se in Italia non si può fare e si deve andare in UK va benissimo, poi se l’attività prende piede non c’è problema a creare una srl in Italia.
    Ringrazio anticipatamente per qualunque chiarimento e suggerimento che mi potete dare.
    Cordiali saluti,
    Roberto

    Gentile Sig. Roberto, se lei legge attentamente le risposte precedenti nel blog, agevolmente capirà che non è possibile, legalmente, lavorare in Italia con una ragione sociale estera. Ciò senza tema di smentita e con buona pace di chi (ltd a pacchetto……) afferma il contrario, contro ogni normale norma giuridica, societaria e fiscale. Credo però che nel suo specifico caso ci siano stati europei che hanno molti, infinitamente di più, ci creda, vantaggi fiscali, sempre legali, per le aziende in fase di start-up.
    Se crede possiamo offrirle una consulenza specifica in merito. Ci scriva a info@avvocatobertaggia.com

    I migliori saluti.

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  44. Sono un italiano libero professionista (con P.IVA). Sto per firmare un contratto di lavoro (come self employed) con una società inglese con sede a Londra e che diventerà a quel punto la mia unica forma di reddito e di lavoro. Capiterà di stare a Londra ma al tempo stesso di viaggiare principalmente in Europa per svolgere questo impiego. Tuttavia ho intenzione di tenere la residenza in Italia.
    In base a questa breve descrizione, ci sono secondo Lei le possibilità di aprire una LTD in UK? Se si a livello di tassazione in Italia degli utili prodotti, saranno equiparati a dei dividendi? (Corretto?) invece ai fine INPS? Da quello che ho capito sarei “scoperto” e quindi dovrei fare una pensione privata..

    Grazie mille

    Matteo

    Gentile Sig. Matteo: il suo errore di fondo è quello di mantenere la residenza in Italia. Che senso ha se lei lavora realmente all’estero? Se lavora e vive REALMENTE all’estero, lì deve fissare la sua residenza, qualora desideri acquisire i benefici fiscali del luogo ove lei effettivamente espleta la sua attività economica. Ciò posto, lei può fare una LTD ed esercitare la sua attività ovunque nel mondo, salvo ricordarsi, qualora mantenga la residenza in Italia, la compilazione del quadro RW ed il rischio di esterovestizione dell’azienda inglese, oltre al fatto che il trattamento fiscale dei dividendi sarà in Italia.
    Credo che lei abbia bisogno di una consulenza privata.
    Ci scriva a info@avvocatobertaggia.com
    I migliori saluti.

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  45. Buongiorno Avv. Bertaggia
    Ad Aprile ho costituito una SrlS uni-personale e una LTD con il 95% azioni socio IT me stessa, e 5% a socio e amministratore residente in UK regolarmente assunto che cura le vendite all’estero con percentuali sul venduto.
    La SrlS uni-personale con amministratore esterno produce e commercializza direttamente solo per l’Italia al cliente finale , mentre produce su commesse per la LTD che opera elusivamente solo all’estero, con contratto di distribuzione.
    Attualmente la merce viene spedita e consegnata come richiesto dalla LTD al Cliente finale e fatturata alla LTD.
    Il mio quesito che vorrei porle è il seguente in materia fiscale:
    Essendo socia nelle due società posso avere ripercussioni legali e fiscale con il fisco in Italia e/o UK e quali rischi potrei correre ?
    Grazie
    Cordiali Saluti
    Alessia

    • Gentile signora Alessia: in merito al Suo quesito nulla osta che una persona fisica detenga partecipazioni in più società anche non residenti, sempre che siano opportunamente dichiarate nel quadro RW. Sarà importante verificare quale regime di transfer pricing è stato applicato e la redazione del Master File che stabilisce, per l’appunto, i prezzi di trasferimento. Le Amministrazioni Finanziarie Europee sono molto attente in questo senso, soprattutto quando due società, anche non “madre-figlia”, sono comunque legate da un controllo.
      Di non minore importanza saranno gli aspetti legati alla reale localizzazione all’estero della sede dell’amministrazione della LTD ai sensi dell’art. 73 del TUIR, per evitare che si verifichino fenomeni di esterovestizione, con conseguente riclassificazione del reddito della LTD in capo alla società Italiana, con possibilità di sanzioni civili e penali.

      Come potrà ben comprendere la complessità del caso richiede una consulenza privata ed approfondita per la quale se crede siamo a disposizione.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.org

  46. Commento: Nel caso di società costituita in Romania che apre un unità locale in Italia per la gestione di albergo, il cui oggetto sociale non contempla tale attività come ci si regola ai fini del subentro licenza al comune per volturazione? La Camera di Commercio l’ha iscritta mentre il Comune resta dubbioso.
    Grazie se vorrete rispondere
    Valeria

    • Gentile Signora Valeria: in risposta alla sua domanda le significhiamo che per essere in regola la società romena dovrà:
      I) aprire una stabile organizzazione in Italia con atto notarile, munirsi di un legale rappresentante, di un fondo di dotazione, di un’iscrizione CCIAA e della partita IVA;
      II) istituire tutti i libri contabili;
      III) modificare, in Romania, l’oggetto sociale in modo tale che anche la gestione alberghiera sia contemplata, e munirsi delle necessarie autorizzazioni in Italia;
      IV) iniziare a gestire l’albergo soltanto dopo avere espletato i tre punti di cui sopra, tenendo presente che la fiscalità sarà, in toto, quella italiana.

      I migliori saluti.

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  47. Gentile Avvocato,
    mi trovo in Sicilia e devo aprire una stabile organizzazione (casa madre in Grecia). Per l’atto notarile l’Amministratore dell’azienda greca deve esser presente fisicamente?
    Può indicarmi uno studio in Provincia di Messina che può seguirmi e che conosce …la materia?
    La Ringrazio anticipatamente
    Saluti
    Alberto

    • Gentile Sig. Alberto, noi abbiamo rapporti con uno studio Notarile in Palermo.
      In merito alla domanda sulla necessità della presenza dell’amministratore confermiamo che questa è necessaria alla fine del perfezionamento dell’atto, nella misura in cui sia l’amministratore della Casa madre, munito di poteri conferiti dall’organo assembleare nelle modalità e ritualità stabilite dalla legge dello Stato estero ed accettate dal Notaio Italiano, nonché il preposto della SO dovranno essere presenti dal Notaio Italiano.
      Sarà necessario inoltre incaricare intermediario autorizzato per l’espletamento delle formalità inerenti le trasmissioni Agenzia delle Entrate.
      Per maggiori informazioni Le consigliamo una consulenza privata a info@avvocatobertaggia.com

      Saluti.
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  48. Commento: salve ho intenzione di aprire una LTD in UK la mia domanda è se posso assumere personale residente in italia o dal resto della UE per attività di e-commerce distribuzione di abbigliamento uomo donna e bambino quindi nessuna sede fisica in italia ma solo vendita online..
    Attendo una sua risposta cordiali saluti Roberto

    • Gentile Sig. Roberto, come abbondantemente esplicitato nelle risposte precedenti (sarebbe necessario che lei le leggesse), se lei lavora in Italia, oltretutto con personale italiano, con ltd di proprietà di un italiano e magari anche con un director italiano e con una sede in un centro di incorporazione di ltd, lei ha una azienda completamente esterovestita. Così potrà lavorare forse un anno, prima che le autorità fiscali la vengano a visitare per contestarle reati fiscali-penali ed illeciti amministrativi. Per lavorare dall’estero occorre uniformarsi alla legge, e farlo bene.
      Credo sia il caso che lei utilizzi il servizio di consulenza dello Studio.
      A disposizione per ogni chiarimento i migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  49. Nome: Italo Buono
    E-mail: italobuono@gmail.com
    Commento: Salve
    sono una guida turistica europea, italiano residente a Londra, lavorando per più agenzie sia in Italia che all’estero, che tipo di identità fiscale mi conviene aprire? Per esempio se apro una LTD in UK posso operare in italia? come fatturerei? Quali sono i limiti di reddito?E’ vero che se non raggiungo 82000 sterline di fatturato annuo sono esente dalle tasse in uk?

    • Gentilissimo Sig. Italo: nella sua condizione di residente fiscale inglese lei ha convenienza ad aprire una ltd. In Italia però potrà operare solo sporadicamente (massimo tre mesi all’anno) e sempre con provenienza diretta dall’Inghilterra, senza sedi nè organizzazioni nè pubblicità di nessun tipo in Italia. Le 82.000.00 £ a cui fa riferimento valgono per la VAT (IVA) non per le tasse, quelle sono dovute indipendentemente dal fatturato espletato.
      Per maggiori info scriva a info@avvocatobertaggia.com

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  50. Salve avrei un paio di domande alle quali non ho trovato risposta nel sito.

    A) Nel caso in cui una LTD assuma un dipendente residente in italia è tenuta ai versamenti previdenziali UK o Italiani ?

    B) In una LTD dove l’unico soggetto produttivo / remunerato è l’amministratore della LTD stessa, questo è tenuto a versare contributi previdenziali in relazione ai propri compensi ?
    Se no, ovviamente vi è un vantaggio rispetto all’italia

    Cordiali saluti,
    Sirio

    • Gentile Sig. Sirio: A) la previdenza la si paga (a parte i casi di distacco temporaneo) nel luogo ove il dipendente opera. Lei dovrà quindi pagare in Italia.
      B) Chiaro che sì, l’amministratore dovrà pagare i contributi, se è un legale rappresentate di una stabile organizzazione di una LTD in Italia. Diversamente no, ma se poi la lTD opera in Italia sarà esterovestita….., con tutti i problemi, anche penali, del caso. Credo sia meglio che lei chieda una consulenza allo Studio, per chiarire al meglio le idee.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  51. Buongiorno,
    ho letto con interesse, ma mi rimane un dubbio; una società UE ad esempio srl polacca, amministrata in Polonia da cittadino polacco e con dipendenti ivi assunti e che effettua un appalto nel campo edile in Italia, io sapevo che fino a 6 mesi/12 mesi di attività non necessita di aprire stabile organizzazione in Italia ; sbaglio o è corretto?
    Grazie e saluti

    • Sbaglia profondamente: il termine è di tre mesi, ai sensi dell’art. 16 comme 3 DPR 917/86 detto T.U.I.R.: OMISSIS
      Art. 162. OMISSIS
      3. Un cantiere di costruzione o di montaggio o di installazione, ovvero l’esercizio di attività di supervisione ad esso connesse, è considerato «stabile organizzazione» soltanto se tale cantiere, progetto o attività abbia una durata superiore a tre mesi.
      Quindi il termine di 6 mesi da lei reputato legittimo è errato, oltre i tre mesi è assolutamente necessario istituire una stabile organizzazione della società polacca in Italia.
      Per approfondimenti ulteriori, info@avvocatobertaggia.com
      I Migliori saluti.
      http://www.avvocatobertaggia.org

  52. Buongiorno. Sono titolare di una srl in Spagna, società di consulenza aziendale e formazione, vorrei avere una stabile organizzazione in Italia. La domanda è: devo versare il capitale sociale di 10.000€ in Italia anche se io ho già versato il capitale sociale in Spagna? Grazie.
    Cordiali saluti

    • Gentile Luca, la stabile organizzazione non è una persona giuridica separata dalla casa madre, quanto un’emanazione della stessa in un altro stato ai soli fini fiscali. Perciò la SO non ha un capitale sociale, ma un fondo di dotazione che viene concesso dalla casa madre.
      Al fine di correttamente stabilire dal punto di vista fiscale il modus operandi più corretto per il Suo caso specifico, La invitiamo a richiedere una consulenza privata.
      I migliori saluti.

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  53. Salve vorrei un informazione , avrei intenzione di aprire un ristorante a Londra , quindi di aprire una LTD , ma la mia domanda che ancora non trova risposta è , devo pagare le tasse anche in Italia , e se si quali? Grazie mille dell’aiuto

    • Gentile Signor Faranda, lei non trova risposta perché non formula la domanda in maniera adeguata: lei risiederà a Londra? resterà residente fiscale italiano? quanti giorni all’anno starà a Londra? In ogni caso lei pagherà le tasse sulla LTD (persona giuridica) e poi anche sui suoi redditi personali che deriveranno dalla società in fase di distribuzione dei dividendi o come stipendio da amministratore, sulla base della fiscalità del paese di sua residenza fiscale.
      Se crede possiamo fornirle un consulto privato e professionale adeguato anche in merito alla costituzione della ltd.
      I migliori saluti.
      Per comprendere come operiamo, clicchi qui

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  54. Buonasera Avvocato, le volevo chiedere se posso vendere gli immobili di Proprietà della mia famiglia ad una Ltd… la quale poi tramite una stabile organizzazione in Italia percepirebbe gli eventuali canoni di locazione… Cordiali Saluti

    • Gentile Signore, la sua richiesta ha una risposta affermativa ma, fiscalmente ed economicamente, sulla base di quello che lei ci ha detto, è priva di senso. Una vendita? Chi incasserà? Un terzo? e perchè poi dovrebbe locare? Perché non un conferimento o una locazione dal proprietario in Italia anziché una stabile?
      Crediamo che sia meglio che lei ci contatti privatamente.
      I migliori saluti.

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  55. Buongiorno Avvocato,
    la presente, soltanto per chiederle se, con la costituzione di una LTD con una sede secondaria in Italia, oltre al pagamento delle imposte e tasse dovute per legge… è prevista anche il pagamento dell’INPS (quello fisso) per il socio unico amministratore della filiale italiana.

    saluti

    Piero

    • Gentile Signor Piero: in Italia il pagamento dell’INPS è sempre dovuto per ogni attività espletata da una persona fisica, a meno che non paghi già i contributi previdenziali in altri settori, compatibile con la carica di amministratore di una stabile organizzazione di una ltd in Italia.
      I migliori saluti.

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  56. Buongiorno
    Avendo visionato il vostro sito sono con la presente a richiedere informazioni sulla possibilità di apertura di una società con sede estera ma operante per buona parte in Italia. Di seguito fornisco un breve descrizione delle mia situazione attuale
    Attualmente sono titolare di S.a.s. che si occupava di ristorazione avendo un contratto di affitto di azienda di un bar, di cui sono amministratore e socio accomandatario, quindi sono responsabile di eventuali debiti della società, attualmente il debito principale è nei confronti di una banca, vista l’impossibilità di continuare l’attività della società, stiamo aspettando le decisioni della banca.
    Questo per un fare un pò di chiarezza sul passato, attualmente mi sto guardando di dare una svolta alla situazione, visto che la mia attività principale è sempre stata quella del geometra, attualmente non è il periodo migliore per questa professione, ma qualcosa si trova, sempre ovviamente come collaborazioni esterne quindi con P.Iva o simili
    Ho pensato ad una società estera per il semplice motivo che in caso di fallimento in Italia la legge prevede che per almeno 5 anni un soggetto fallito non possa aprire una nuova azienda( società, P.iva o simili), quindi io mi ritroverei in qualche modo tagliato fuori dal mondo del lavoro visto che di posti da dipendenti non c’e’ ne nemmeno l’ombra.
    La mia idea è quella di aprire una società di consulenza tecnica o una ditta individuale che mi possa permettere di lavorare, ovviamente la maggior parte della attività verrebbe svolta in Italia. Se ci fosse la possibilità ovviamente seguiti di sviluppare lo stesso business anche nel paese esterno.

    Chiedevo per tanto uno studio di fattibilità della cosa, avendo poi bisogno di un supporto futuro dal punto di vista fiscale e contabile e, chiaramente i costi di tale operazione

    E’ possibile proseguire su questa strada o devo rassegnarmi e trovare altre soluzioni, se c’e’ qualche margine di manovra sarei disponibile anche ad un incontro di persona

    Cordiali saluti

    • Gentile signore: così come è da lei delineata l’attività è esterovestita, con tutte le conseguenze giuridiche del caso. Non la può gestire così, sempre che non voglia violare la legge abitualmente. Inoltre bisogna valutare se dal suo temuto fallimento possano derivare reati fallimentari, situazione, questa, che le renderebbe impossibile fare l’amministratore di stabili organizzazioni di società estere in Italia. Credo che un colloquio preliminare volto a spiegarle cosa e come fare al fine di tutelare la sua posizione sia assolutamente necessario. Le abbiamo scritto privatamente.
      I migliori saluti.
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  57. Esimio Avv.to buona sera,
    ho investito in una ltd in Bulgaria che opera servizi da remoto, in Italia prevalentemente, senza forse informarmi debitamente. L’azienda è gestita da un bulgaro e i dipendenti operano da li lavorazioni su documenti e simili, poi trasmessi via web ai clienti. Il CEO riporta a me i risultati e riceve indicazioni generiche sulla strategia, che poi declina a suo modo rispondendo dei risultati. Da poco ho deciso di trasferirmi anch’io in Bulgaria per seguire almeno un po’ l’azienda, ma inizialmente senza una posizione ufficiale dato che tutto funziona cosí, e solo percependo e dichiarando gli utili come partecipazione qualificata, sia in Bulgaria che in Italia. Mi muovo ancora avanti e indietro dall’Italia molto di frequente ma per brevi periodi, restando prevalentemente in Bulgaria. Faccio comunque dichiarazione dei redditi in Italia, personale, ma ritenete basti la mia compilazione del quadro RW, oppure pur non necessitando nella pratica di stabile organizzazione, devo aprire partita
    IVA in Italia per l’azienda? Le uniche attività svolte in Italia sono sporadiche visite commerciali dai clienti, della durata di qualche giorno complessivamemte. Ringrazio se vorrete darmi un rapido riscontro. Cordialmente.

  58. Buongiorno. Ho vissuto in Spagna dal 2005 fino al 2014, regolarmente iscritto all’AIRE. Nel 2011 ho aperto una societa’, al 50% con uno spagnolo, che produce e vende un proprio prodotto, oltre a fornire occasionali prestazioni di consulenza. Nell’ultimo anno sono tornato in Italia, dove ho comprato prima casa e di cui sto pagando il mutuo, e ho lavorato come dipendente di una azienda che ora ha chiuso. Sono tuttora co-titolare dell’azienda Spagnola e mi piacerebbe ricominciare a fatturare per conto della mia societa’. E’ la costituzione di Ltd spagnola + filiale italiana l’unica soluzione possibile? L’intenzione e’ chiaramente quella di operare nel rispetto delle leggi europee in materia fiscale, senza dovere duplicare i costi di mantenimento della societa’. Grazie per il prezioso aiuto

    • Gentile Sig. Fabrizio: se lei vuole lavorare dall’Italia con la ditta spagnola deve necessariamente aprire una stabile organizzazione della società spagnola in Italia, con tutte le conseguenze del caso. Altre soluzioni le prospetterebbero problematiche di esterovestizione. Se desidera lo Studio è a disposizione per creare in Italia la stabile organizzazione della società spagnola.
      I migliori saluti.

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  59. Salve, vorrei avere qualche informazione in merito a una ltd di professionisti(architetti e ingegneri) per operare in Italia. Supponendo di avere una sede in uk come ltd(io da solo) vorrei sapere:
    – sotto quali condizioni si possa operare in Italia;
    – se sia necessario una sede stabile in Italia con un direttore tecnico o si possa operare singolarmente;
    – si puo’ operare contemporaneamente sia a livello commercile (sito ecommerce) e attività professionale;

    – Le attività possono essere temporalmente brevi, tipo un progetto per privato o un lavoro che nn abbia la necessità di essere sempre in sito(magari solo un sopralluogo e possibilità di fare il progetto in uk). In altri casi si potrebbero verificare attività in sito tipo direzione lavori. Come funziona la situazione in questi due casi?

    – Avete informazioni circa gli ordini degli architetti e ingegneri cosa richiedono per operare in itlaia con una ltd?

    In attesa di un riscontro porgo distinti saluti
    Wlady

    • Gentile Signore, per comodità espositiva, in neretto, di fianco alle sue domande, le nostre risposte. non esiti a contattarci se ha bisogno di ulteriori chiarimenti privati.
      I migliori saluti
      http://www.avvocatobertaggia.com

      Supponendo di avere una sede in uk come ltd(io da solo) vorrei sapere:
      – sotto quali condizioni si possa operare in Italia; a condizione indispensabile di avere in Italia una stabile organizzazione della ltd inglese, iscritta alla CCIAA italiana e con partita iva italiana.
      – se sia necessario una sede stabile in Italia con un direttore tecnico o si possa operare singolarmente; la sede stabile in Italia è obbligatoria, quanto al direttore tecnico se per l’attività che lei concretamente dovrà fare in Italia è necessario secondo la legislazione nazionale, dovrà essere nominato.
      – si puo’ operare contemporaneamente sia a livello commerciale (sito ecommerce) e attività professionale; in linea teorica si, bisogna però verificare se il suo ordine professionale di appartenenza le pone dei limiti deontologici in ciò.

      – Le attività possono essere temporalmente brevi, tipo un progetto per privato o un lavoro che non abbia la necessità di essere sempre in sito(magari solo un sopralluogo e possibilità di fare il progetto in uk). In altri casi si potrebbero verificare attività in sito tipo direzione lavori. Come funziona la situazione in questi due casi? sempre come già più volte detto. Se l’attività viene svolta in Italia, se la sede amministrativa concreta è in Italia, si lavora solo tramite stabile organizzazione. Se lei è in grado di recarsi, realmente, in UK, ad effettuare parte di detti lavori, e darne concreta prova (non tramite web quindi, come molti, sbagliando, credono) quella parte di lavoro sarà tassata, dal punto di vista societario, in UK, salve le imposte sui redditi da capitale, qualora e quando vi siano dividendi.
      – Avete informazioni circa gli ordini degli architetti e ingegneri cosa richiedono per operare in italia con una ltd? Occorre formulare apposita istanza agli stessi in tal senso.

  60. Gentile avvocato,
    sono socio di una societa SPA di e-commerce in italia (2 soci) e vorremmo espandere le nostre attivita nel regno unito dove saremmo gia’ in contatto con un potenziale director che risiede li.
    Ci e’ stato consigliato di aprire una ltd
    Potremo continuare a gestire entrambe le societa’ separatamente, lavorando con server dall’italia, o dovremo trasformare la societa’ in stabile organizzazione?
    Ringrazio anticipatamente per la sua assistenza.

    • Gentili Signori: lo abbiamo spiegato più e più volte. Se volete lavorare dall’Italia con ragione sociale estera dovete aprire una stabile organizzazione.
      Legge bene le altre risposte e gli altri post per comprendere meglio il concetto. Restiamo a sua disposizione se ha bisogno di consulenza privata.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  61. Gentile avv. sono un dipendente a tempo indeterminato di un’azienda italiana, ho quindi già una regolare posizione INPS che copre il contributo minimo di legge.
    Data questa premessa, vorrei avviare una società di consulenza aziendale con un altro socio per la quale mi aspetto che buona parte del fatturato sia generato in altri paesi UE e non in Italia.
    Io ovviamente ho la residenza in Italia.
    Nell’ipotesi di aprire l’azienda in UK o Bulgaria, quale tassazione e per quali parti a questo punto devo considerare?
    devo cioè assumere che essendo residente in Italia il totale dell’utile sarà oggetto di tassazione italiana?
    quali regole invece si applicano per la deducibilità e detraibilità dei costi? Quella del paese dove l’azienda è costituita?

    mi scuso per la raffica di domande e la ringrazio per l’ottimo servizio di orientamento che qui offre, molto apprezzabile!

    Saluti

  62. Gentile Avvocato,
    vorrei avere un paio di informazioni circa Ltd e attività svolta in Italia.
    Attualmente sono uno sviluppatore web ed esperto SEO inquadrato secondo il regiome dei minimi del 2014, sono residente in Italia e lavoro solo per aziende italiane.
    Da un paio di mesi sono in contatto con due abili venditori del settore web che dovrebbero costituire a breve un’azienda in italia operante in italia.
    La loro attività consisterebbe nella vendita di siti web, di posizionamento, di servizi hosting e via dicendo da me forniti in maniera esclusiva.
    Io svolgerei l’attività, con l’aiuto di altre persone escolusivamente in possesso partita iva, in italia, ma senza necessariamente una sede ( il cosiddetto telelavoro).
    I server sui quali vorrei appoggiarmi sono tedeschi.
    Oltre a questi servizi vorrei avere anche un e-commerce di prodotti informatici.
    Vorrei aprire una Ldt più che altro a livello di immagine e considerando una possibile futura espansione in tutta europa.
    La mia azienda (socio unico), avrebbe un contratto unico con l’azienda srl di questi due venditori, permettendomi di fare un’unica fattura mensile ( salvo restando eventuali vendite e-commerce che se incompatibili posso accantonare per il momento).

    Le mie domande sono le seguenti:

    è possibile questo genere di scenario?

    Dovrei pagare le tasse italiane, essendo di fatto residente e lavorando prevalentemente con un’unica azienda italiana è esatto?

    è possibile mantenere il regime dei minimi in italia compatibilmente con la Ldt? ho letto nelle risposte precedenti di si, ma si parlava solo di partecipazioni.

    Eventualmente è possibile non percepire utili e mantenere il regime dei minimi separato in modo tale da far crescere l’azienda e sostenermi con i proventi della mia attività privata?

    Grazie mille

    • Gentile Signore, rispondo, per comodità, in maiuscolo di fianco alle sue domande che riporterò in questo testo:
      Le mie domande sono le seguenti:

      è possibile questo genere di scenario? SI QUALORA RISPETTI LA LEGISLAZIONE FISCALE ITALIANA ESSENDO LEI UN RESIDENTE FISCALE ITALIANO

      Dovrei pagare le tasse italiane, essendo di fatto residente e lavorando prevalentemente con un’unica azienda italiana è esatto? SI CREANDO PERO’ UNA STABILE ORGANIZZAZIONE DELLA SUA LTD IN ITALIA

      è possibile mantenere il regime dei minimi in italia compatibilmente con la Ldt? ho letto nelle risposte precedenti di si, ma si parlava solo di partecipazioni. NO: SE USA UNA LTD LA STESSA SARA’ TASSATA, COME STABILE ORGANIZZAZIONE, ANALOGAMENTE AD UNA SRL ITALIANA.

      Eventualmente è possibile non percepire utili e mantenere il regime dei minimi separato in modo tale da far crescere l’azienda e sostenermi con i proventi della mia attività privata? NON PERCEPIRE UTILI E’ POSSIBILE, MA LEI NON PUO’ ESSERE AMMINISTRATORE E PROPRIETARIO DELLA LTD E CONTEMPORANEAMENTE LAVORATORE DELLA STESSA. O FA L’IMPRENDITORE DI LTD O FA IL LAVORATORE AUTONOMO AI MINIMI-

      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  63. Buonasera avvocato vorrei sapere se una Ltd può assumere un freelancer italiano e farlo lavorare a distanza dall’Italia,vorrei capire sullo stipendio del dipendente quante tasse paga l’azienda e quante il dipendente in fase di dichiarazione dei redditi in italia(gli scaglioni irpef li ho ben chiari ma vorrei sapere se da questi venga detratta la somma pagata dall’azienda in uk)e se il dipendente debba inoltre pagare l’inps…

    • Gentile Signor Vittorio: come rispostole anche nella sua richiesta privata, senza conoscere nel dettaglio il tipo di attività, il settore, l’inquadramento, le responsabilità, la tipologia lavorativa etc., è impossibile fornirle una risposta seria. Inoltre, dove ha sede la ltd? Che cosa fa? Quanti dipendenti? Dove opera?
      L’unica cosa certa nella sua domanda è che l’INPS va pagato dal datore di lavoro, non dal dipendente….
      Le reiteriamo l’invito a chiedere un consulto professionale privato, a pagamento, ma certo e sicuro nel suo esplicarsi, affinchè lei non commetta errori.

      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  64. Buongiorno Avvocato e grazie per la celere risposta. La nostra società avrà sede fiscale a Malta ma trattandosi di un’attività online potremmo operare da qualsiasi parte del mondo e nel nostro caso principalmente dall’Italia dove risiediamo, recandoci poi a Malta mensilmente. Personalmente entro in società conferendo le mie competenze ma senza liquidità, come se fossi, se non erro,un Socio d’opera di una srl. A Malta ci avvarremo del servizio fiduciario. Stando così le cose non capisco come e sulle basi di quali norme (ammenoché, come Lei già accennava, non fossero a discrezione di accordi tra noi)devo tutelare il mio lavoro. Spero di essere stata chiara e la ringrazio anticipatamente.

  65. Commento: Gent.mo avvocato,
    Questa a chiederle informazioni circa la posizione di un socio Ltd che presta lavoro all’interno della stessa: partecipa solo agli utili? È previsto uno stipendio e relative tassazioni?

    Grazie

    • Gentile Signora: se lei lavora all’interno della ltd potrà percepire stipendi od altro a seconda dei patti previsti con gli altri soci ed a seconda, sopratutto, della legislazione lavoristica del paese in cui lei espleta concretamente la sua attività lavorativa. Le tasse sono ovviamente da corrispondersi al suo stato di residenza fiscale. Credo sia meglio che lei ci forbisca tutte queste informazioni per avere risposte maggiormente dettagliate.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  66. Nome: Luca

    Commento: Quindi, non esiste una procedura, ai sensi di legge, per aprire una società all estero, lavorare in Italia e pagare le tasse nel paese sede dell azienda, risparmiando sull aliquota??? Un esempio potrebbe essere Fiat, ha fabbriche in Italia, ma la sede in altri stati e paga secondo la normativa del paese in cui ha la sede…

    • Gemtile Signore, a parte il fatto che la FIAT non esiste, esiste la FCA che è una REALE azienda estera multinazionale con sede nei Paesi Bassi, la miglior risposta alla sua domanda la ha fornita un nostro acuto ed intelligente lettore, la legga, la mediti, e legga le altre risposte nel blog, l’internazionalizzazione è un processo che esige investimenti e mentalità adeguate, non un chiacchericcio da bar, saremo lieti di aiutarla quando avrà deciso che le strutture finte portano solo guai: ” La pazienza e gentilezza dell’Avvocato è a dir poco encomiabile.

      Mi chiedo in che lingua debba scriverlo che NON è possibile aprire una società in UK o altrove operando poi con questa tranquillamente e direttamente in Italia.

      Vi invito a riflettere sul fatto che se non fosse così tutte le imprese del mondo stabilirebbero la loro sede nel paese con fiscalità più vantaggiosa (magari gli UAE o Singapore) e poi opererebbero tranquillamente in Italia o altri paesi.

      Anche il bar e i negozietti, che forse avete sotto casa, farebbero così, in Italia quindi non vi sarebbero più imprese che pagano imposte pur operando e sfruttando il mercato Italiano ed i suoi servizi (anche se da terzo mondo).
      Scusate ma vi pare questa sia una cosa possibile e sensata?!

      A rischio di sembrare presuntuoso, spero questo commento possa essere d’aiuto a comprendere questo concetto.

  67. Salve,ho un’attività in Italia e vorrei traferirla in Uk continuando a lavorare poi in Italia…sono un po’ ignorante in materia e vorrei capire realmente perchè conviene? Cosa risparmio ? Quello che risparmio risulta per me un guadagno? Se un operaio si fa male? Che succede?

  68. Buongiorno Avvocato,
    Ho letto molti dei quesiti rivolti al suo studio e come sempre ho notato una risposta chiara e precisa spero di non abusare della sua gentilezza ponendole il seguente quesito.
    Premetto che sono residente in italia, libero professionista(senza partita iva) che durante l’anno ha contratti a tempo come dipendente(italia),e quest’anno mi sono stati proposti in aggiunta eventuali contratti esteri (società inglese ), potrebbe aiutarmi a pagare meno tasse in italia con i requisiti sopra esposti aprire una società a responsabilità limitata a Malta o in Uk,almeno per i redditi prodotti all’estero e pagare relative tasse solo lì? (Reddito prodotto all’ estero con contratto estero)
    Vede nel mio caso una soluzione economicamente vantaggiosa in ciò ?
    Eventualmente può offrire una consulenza online privata ovviamente corrisposta.
    Grazie mille

    Mario

  69. Buongiorno Avvocato,
    posso chiederle anch´io un´indicazione?

    Secondo la Sua esperienza e´ generalmente conveniente aprire una SRL Slovena e poi realizzare stabile organizzazione in Italia?

    Dovrei essere contemporaneamente proprietario ed amministratore delle due societa´?
    A mio modo di vedere la Slovena effettuerebbe vendite di merci varie fatturando ai clienti privati italiani mentre la stabile organizzazione fara´ ricerca dei clienti e gestione post-vendita (servizi insomma alla slovena).

    E´ corretto o invece dovra´ esserci una cessione dei prodotti tra la Slovena e la sua stabile organizzazione che sarebbe l´unica a poter fatturare in Italia?

    Questo in quanto vorrei trasferirimi ma la fase di start-up del progetto che sto realizzando richiede la mia presenza in Italia, nazione di lancio ideale del progetto. D´altra parte le merci che vorrei trattare implicano in Italia un eccesso di vincoli (ma forse la stabile organizzazione risentira´ dello stesso problema e quindi non risolverei molto..)

    In seguito, una volta divenuto residente esetero, potrei valutare la convenienza di chiudere la stabile organizzazione ed operare solo dall´estero.
    Potro´ a quel punto vendere in Italia ai privati fatturando direttamente dalla Slovenia? (cosa che se ho capito bene e´ illegale sinche´ sono residente italiano, a meno che non crei appunto una stabile organizzazione).

    Ringrazio in anticipo per eventuali commenti e mi perdoni se ho scritto cose errate.

    • Gentile Signore, in maiuscolo, per sua maggior chiarezza, la risposta alle sue domande.

      Buongiorno Avvocato,
      posso chiederle anch´io un´indicazione?

      Secondo la Sua esperienza e´ generalmente conveniente aprire una SRL Slovena e poi realizzare stabile organizzazione in Italia? DIPENDE DA CHE BUSINESS VUOLE REALIZZARE E DAL SUO BUDGET DI SPESA

      Dovrei essere contemporaneamente proprietario ed amministratore delle due societa´? NON NECESSARIAMENTE
      A mio modo di vedere la Slovena effettuerebbe vendite di merci varie fatturando ai clienti privati italiani mentre la stabile organizzazione fara´ ricerca dei clienti e gestione post-vendita (servizi insomma alla slovena). IMPORTANTE E’ CHE LA SLOVENA SIA REALMENTE ESTERA E GESTITA ED AMMINISTRATA DALL’ESTERO POSSIBILMENTE DA UN RESIDENTE FISCALE NON ITALIANO CHE FACCIA REALMENTE L’AMMINISTRATORE

      E´ corretto o invece dovra´ esserci una cessione dei prodotti tra la Slovena e la sua stabile organizzazione che sarebbe l´unica a poter fatturare in Italia? SE LA SLOVENA ESPORTA IN ITALIA PUO’ TRANQUILLAMENTE FATTURARE LEI PERSONALMENTE AI CLIENTI ITALIANI

      Questo in quanto vorrei trasferirimi ma la fase di start-up del progetto che sto realizzando richiede la mia presenza in Italia, nazione di lancio ideale del progetto. D´altra parte le merci che vorrei trattare implicano in Italia un eccesso di vincoli (ma forse la stabile organizzazione risentira´ dello stesso problema e quindi non risolverei molto..)

      In seguito, una volta divenuto residente estero, potrei valutare la convenienza di chiudere la stabile organizzazione ed operare solo dall´estero.
      Potro´ a quel punto vendere in Italia ai privati fatturando direttamente dalla Slovenia? (cosa che se ho capito bene e´ illegale sinche´ sono residente italiano, a meno che non crei appunto una stabile organizzazione). CERTO CHE SI-MA NON CONFONDA LA RESIDENZA SUA CON QUELLA DELLA SOCIETA’ SONO DUE COSE E COMPORTANO DUE COMPORTAMENTI ASSOLUTAMENTE DISTINTI.

      Ringrazio in anticipo per eventuali commenti e mi perdoni se ho scritto cose errate.

      Se desidera una consulenza giuridica ed operativa in merito a quanto da lei chiesto, chieda un consulto privato presso il nostro Studio Internazionale.

      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  70. ho letto la vostra spiegazione relativa alle LTD e se possibile sarei interessato a qualche informazione in piu´.
    Sto lavorando ad un progetto imprenditoriale e vorrei aprire una startup nell´ambito del commercio di merci varie (escluso alimentari) a privati.
    La vendita avverrebbe tramite catalogo che degli “agenti” pagati a provvigione porterebbero ai clienti privati.
    I privati acquisterebbero online dopo aver scelto dal catalogo.

    Poiche´ in Itali i codici identificativi dell´attivita´ sono molto specifici ed incorporano molti vincoli mi chiedevo se con una LTD potrei rendere piu´ flessibile e quindi fattibile la cosa.

    La societa´ venderebbe dall´inghilterra direttamente al privato.
    In caso di necessita´ fornirebbe sia fattura che garanzia.
    Dovra´ pagare a vendita avvenuta provvigioni agli agenti.
    Infine io che sarei il proprietario dovrei seguire la rete agenti e quindi sarei sostanzialmente sempre in Italia.
    Potrei essere pagato dalla mia stessa societa´ come amministratore con potere di firmare quindi i contratti con gli agenti?
    Cosi´ mi sembra ci sia il rischio di esterovestizione, o sbaglio?
    Se invece fossi anche io un consulente e nominassi un amministratore inglese, di comodo, per le firme risolverei?
    Infine, non ho capito se una struttura del genere abbia bisogno o meno di creare una stabile organizzazione…. la vendita sarebbe diretta dall´inghilterra al privato mentre il mio ruolo o quello degli agenti sarebbe di procurare i clienti.

    Ringrazio per eventuali risposte.
    Cordiali saluti.

    • Gentile Signor Gianluca, in risposta a quanto chiede le significo che:
      se lei lavora in Italia stabilmente e non occasionalmente con una ragione sociale estera deve obbligatoriamente aprire una stabile organizzazione in Italia, diversamente la sua società è esterovestita, con tutte le conseguenze del caso. Vada nella sezione “penale” del blog e valuti i profili delle attività esterovestite.
      Stesso identico discorso (se non peggiore) con un amministratore fittizio. Lei svolge realmente l’attività, lei ha a che fare con i clienti, ed un semplice questionario dell’Agenzia ad un suo cliente in possesso di una fattura della LTD, farà immediatamente crollare la rudimentale costruzione elusiva. Non è questo il modo di agire quando si desidera internazionalizzarsi. Il nostro Studio è in grado di proporle soluzioni giuridicamente corrette e fiscalmente regolari per poter operare nella legalità ottimizzando i costi.
      Se desidera una consulenza giuridica ed operativa in merito a quanto da lei chiesto, chieda un consulto privato presso il nostro Studio Internazionale.

      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  71. Buongiorno avvocato: volevo sapere come fare ad aprire una società estera che si occupa di piccola meccanica trasferendo la mia attività all’estero perché le tasse mi stanno rendendo impossibile vivere.
    Grazie della risposta.

    • Egregio Sig. Fausto: la sua idea pare essere molto propositiva, atteso il momento di sfacelo che questa nazione sta vivendo. Se la sua intenzione è quella di trasferirsi realmente all’estero le prospettive sono molteplici e tutte positive. Qualora l’azienda da trasferire non liquidi utili ai soci non si pagheranno neppure imposte o tasse (grazie ad una normativa europea), fino ad uno loro eventuale realizzo. Esistono molte giurisdizioni in Europa, in cui la tassazione si aggira fra il 20 ed il 25% e lo Stato è amico degli imprenditori, e non li considera dei delinquenti (come accade in Italia). Importante e basilare è che questa sua volontà di trasferirsi all’estero corrisponda ad una reale volontà a cui segua il trasferimento aziendale e personale. Lo studio dispone delle sinergie e delle competenze per consigliarle la migliore soluzione in ambito europeo o extraeuropeo.
      Chieda informazioni private a info@avvocatobertaggia.com

      http://www.avvocatobertaggia.com

  72. Gentile avv,
    Sono un residente italiano. Sto lanciando una startup nel settore dell’ecommerce che lavorerà esclusivamente in italia. Sto pensando di aprire una ltd con una stabile organizzazione in italia quindi fiscalmente residente in italia. Il motivo principale è la sburocratizzazione e anche il fatto che una ltd attira con più facilità finanziatori e venture capital.
    La mia domanda è la seguente: Come funzionano i contributi inps per la ltd? Quale amministratore italiano pagherò sicuramente i contributi inps nella gestione separata. Dovrò pagare anche i contributi inps come socio lavoratore nella gestione commerciale (contributi minimi 3500€)?
    Cioè di fatto i contributi inps sono uguali a quelli di una srl dove il socio-amministratore deve essere iscritto in due gestioni inps e pagare due contributi?

    Grazie a tutti e Buone Feste

    • Gentile Sig. Vincenzo, la gestione fiscale ed ai fini INPS di una stabile organizzazione non differisce in nulla da quella di una normale srl. Chiaramente se il legale rappresentante della Stabile è soggetto che già paga l’INPS, come autonomo o come dipendente, dette somme non saranno dovute due volte.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  73. salve
    vorrei aprire una societa’.
    mi e’ stato proposto di farlo a Malta, tramite una societa’ di consulenze che sara’ anche la sede legale della societa’ stessa

    lavorero’ in Italia e mi e’ stato detto che la gestione sara’ comunque a Malta (e non c’e creazione di stabile organizazzione)

    vorrei cortesemente sapere se la tassazione sara’ secondo le aliquote maltesi o itaiane

    grazie

  74. La pazienza e gentilezza dell’Avvocato è a dir poco encomiabile.

    Mi chiedo in che lingua debba scriverlo che NON è possibile aprire una società in UK o altrove operando poi con questa tranquillamente e direttamente in Italia.

    Vi invito a riflettere sul fatto che se non fosse così tutte le imprese del mondo stabilirebbero la loro sede nel paese con fiscalità più vantaggiosa (magari gli UAE o Singapore) e poi opererebbero tranquillamente in Italia o altri paesi.

    Anche il bar e i negozietti, che forse avete sotto casa, farebbero così, in Italia quindi non vi sarebbero più imprese che pagano imposte pur operando e sfruttando il mercato Italiano ed i suoi servizi (anche se da terzo mondo).
    Scusate ma vi pare questa sia una cosa possibile e sensata?!

    A rischio di sembrare presuntuoso, spero questo commento possa essere d’aiuto a comprendere questo concetto.

    • Gentilissimo: grazie del puntuale e preciso intervento. Lettori come lei dimostrano intelligenza ed esperienza. Continui a seguirci, rende un grande servizio a tutti gli utenti.
      Un sincero saluto.
      http://Www.avvocatobertaggia.com

    • Vorrei anche io ringraziare l’avvocato, a cui chiederò volentieri una consulenza personale tra (spero) un anno.

      Possiamo ancora usare parole come “sensato” di fronte ai crimini che vengono giornalmente compiuti nell’amministrazione pubblica? Quando poi è lo Stato il primo a derubare e vessare il cittadino e le imprese?

      Mi piacerebbe aprire una attività in Italia, di dimensioni piccole, e facendo due conti è risultato che tra tassazione e burocrazia se ne andrebbe l’80%-90% del fatturato. Con il 10%-20% rimanente non ci vivo neanche lontamente. Gambe tagliate a priori.

      Mi dispiace per l’Italia che perderà un valido lavoratore ed una impresa che avrebbero altrimenti pagato degli onesti e realistici contributi qui. Sarà contenta la Regina d’Inghilterra che tra tassazione e spese accessorie mi chiede un 10%-20% lasciandomi l’80%-90% per andare avanti a fare impresa sperando che negli anni possa crescere. L’Inghilterra è solo uno dei vari paesi tra cui scegliere, non c’è bisogno di andare negli UAE o a Singapore.

      • Gentile Sig. Andrea:lei ha perfettamente ragione, la tassazione esosa ed ingiustificata rende quasi impossibile alle aziende operare in Italia. Questo avrà come conseguenza la completa sparizione del tessuto imprenditoriale italiano ed il default completo del sistema economico nazionale, con il conseguente impoverimento di tutti. In passato è già successo spesso, in Italia, e succederà ancora. Nulla di nuovo. La soluzione non può però essere evadere le tasse in Italia: ma fare come lei che, intelligentemente, ha lucidamente scelto di andarsene all’estero a vivere, lavorare e pagare tasse, abbandonando un paese inquinato moralmente e devastato economicamente. Il nostro compito è proprio questo, aiutare le imprese ad internazionalizzarsi, nel rispetto delle norme e del vivere civile, al fine di poter offrire un contributo di conoscenza agli imprenditori che decidono di abbandonare questa nazione distrutta.
        A presto.

        http://www.avvocatobertaggia.com

  75. Buonasera Avv.Bertaggiia,
    Volevo gentilmente richiederle informazioni riguardanti la costituzione di una Ltd estera (UK, Malta…) con la quale gestire la professione di Better Sport Trader (Betting on line), se possibile ed eventualmente i costi di costituzione e gestione…grazie!!!

    • Gentile Sig. Filippo: teoricamente ed in presenza di regolari requisiti quali, ad esempio, la residenza dell’amministratore a Malta, la sede legale ed operativa in loco, le concessioni governative etc., vi è la possibilità di operare con la relativa costituzione della società. Chiaramente però, data la complessità dell’operazione, lo spazio blog, necessariamente volto a questioni generali, non si adatta a tali risposte.
      Le consigliamo di richiedere una consulenza privata.

      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  76. Salve,

    sono un cittadino italiano residente a Londra da 4 anni e regolarmente iscritto all’AIRE. Ho costituito due LTD, una con un socio americano residente negli Stati Uniti e un altra di cui sono attualmente l’unico socio.

    Con entrambe sviluppiamo software per cellulari che vengono distribuiti su diversi app store in tutto il mondo.
    Solo con la seconda azienda svolgo anche un attività di consulenza informatica sia da remoto che in sede di aziende per lo più britanniche, ma certamente non italiane.

    Allo stato attuale è tutto perfettamente in regola essendo io residente qui in UK, la mia domanda infatti si pone per il mio desiderio di tornare a risiedere in Italia fra circa un anno.

    Posso mantenere le mie società UK pur tornando a vivere in Italia, pagando corporation tax in UK e dichiarare i miei dividendi nella denuncia dei redditi IRPEF?

    Sono costretto ad aprire una sede in Italia per entrambe le aziende? (anche la prima dove uno dei soci è residente negli stati uniti e non in Italia).

    Grazie,
    Davide

    • Gentile Signore, la lettura dei requisiti tramite i quali si può configurare l’esterovestizione le chiarirà le cose. Il principio da cui partire è che una società estera amministrata e posseduta da un italiano è, purtroppo, per la legge fiscale italiana, imponibile in Italia. Legga comunque il nostro articolo in tema di esterovestizione, clicchi qui, e qui

      Se desidera un consulto privato ci contatti.

      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  77. Salve come posso fare per farle una domadomanda in privato magari tramite email ?

    Cordiali saluti pamela

  78. Scusate, sono sempre la persona del post precedente che ha dimenticato un’altra informazione. Sono socia di capitale di una srl con sede in Italia, della quale non mi occupo e non percepisco alcun utile (partecipo solamente al capitale sociale). Trasferendomi definitivamente all’estero avrei ancora “pendenti” con il fisco italiano?. In previsione di un futuro trasferimento vorrei inoltre sapere se fornite consulenza anche per una situazione modesta quale la mia.
    Grazie e arrivederci,
    Chiara

  79. Grazie per la pronta risposta e per i consigli. In effetti ho dimenticato di indicare una parte essenziale del discorso: il lavoro che svolgo! Mi occupo di informazioni commerciali/finanziarie, inviando direttamente ai clienti i rapporti da me stilati. Grazie ancora.
    I miei più cordiali saluti, Chiara

  80. Buonasera,
    sono di Milano e avrei intenzione di trasferirmi all’estero, in luogo ancora da decidere (con preferenze verso UK e Grecia). Oltre ovviamente a valutazioni di natura personale, vorrei capire quali paesi risulterebbero fiscalmente più vantaggiosi alla mia situazione lavorativa. In Italia opero in qualità di libero professionista con partita iva e regime dei minimi e, come mi è parso di capire dal post precedente, non è importante a chi si fattura ma da dove. Sono decisa e stabilirmi realmente in un altro paese e quindi a lavorarvi. Emetto una sola fattura al mese verso un unico committente italiano (in pratica sarei quasi un dipendente, se non fosse che lavoro da casa; mi basta una buona connessione internet e potrei lavorare ovunque). La mia posizione è quindi piuttosto semplice, tuttavia mi chiedo prima di tutto se sia fattibile (visto l’unico committente italiano) ed inoltre quale forma aziendale sarebbe più conveniente aprire al fine della tassazione (per intenderci “irpef”, “inps”, ecc.).
    Grazie per qualsiasi informazione possiate darmi.
    Cordiali saluti,
    Chiara

    • Gentile signora: dovremmo sapere quale e’ la sua attivita’. Indicativamente comunque, dal punto di vista fiscale e di stile di vita ogni paese UE è meglio dell’Italia: le aliquote più basse le trova in Gran Bretagna – Malta , Austria , Croazia, Slovenia , Irlanda, Slovacchia, unitamente ad una burocrazia civile ed ad uno stato che favorisce gli imprenditori, esattamente l’opposto di ciò che accade in Italia. In ogni caso ed ovunque andrà a vivere, si crei una società di capitali al fine di minimizzare i rischi. Si ricordi, non appena se ne sarà andata, di cancellarsi immediatamente dell’anagrafe italiana per tagliare ogni rapporto economico con quella realtà.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  81. Salve,
    Stavo valutando di aprire una LTD quindi andare a vivere ed operare in UK per evitare l’esterovestizione. Nel primo anno buona parte (80%) delle fatture deriverebbero comunque da attività di consulente (creazione software su misura) verso società italiane, il restante 20% è vendita di software verso gli Stati Uniti. Il lavoro è sempre negli UK nella sede della LTD, a parte qualche rara visita in Italia per incontri lavorativi.
    Ci sono dei limiti di fatturazione o altre condizioni che mi porterebbero a dover aprire una Partita IVA in Italia a nome della LTD e quindi vanificare i vantaggi di vivere ed operare all’estero?
    Se invece dovessi realizzare un lavoro in Italia come consulente per una azienda, durata breve di 1-2 settimane in trasferta, dovrei aprire una Partita IVA in Italia a nome della LTD o vi sono altri problemi?
    Grazie

    • Gentile Signore: se lei va a lavorare ed a vivere realmente in UK, ivi aprendo e gestendo come director una ltd, e trasferendo la sua residenza fiscale all’estero, lei è in regola. Quel che conta non è dove uno ha la clientela, ma il luogo ove l’attività e l’alta amministrazione viene espletata. Se poi lei, come ltd e come residente estero, effettua sporadici lavori che esigono la sua presenza temporanea in Italia, non dovrà effettuare nulla in Italia, essendo, lei, un contribuente e residente inglese. Chiaramente tutto ciò sotto il vincolo della realtà, dimostrabile, comportamenti fittizi vengono scoperti in un attimo. Legga questo nostro articolo cliccando qui.

      Lo Studio, se desidera iniziare la pratica, è a sua disposizione.

      http://www.avvocatobertaggia.com

      • Grazie per la risposta. Si, il tutto viene fatto all’estero lavorando via internet nella sede reale dell’azienda. Mi preoccupava il limite dei 30.000 euro annui che obbligano ad avere una PIVA italiana, ma leggendo meglio ho visto che è limitato alla vendita di beni (verso privati) e non servizi (verso aziende). La LTD non avrebbe VAT Code perché sotto la soglia delle 81.000 sterline. Mi fa piacere sapere che e’ possibile svolgere parte del lavoro anche in Italia (tipo max 1 mese l’anno complessivamente) senza dover aver a che fare con il fisco italiano.

  82. Salve avvocato, volevo sapere se avviando una ltd, per risparmiare sui costi e successivamente aprire una stabile organizzazione in italia e’ possibile usufruire dei finanziamenti europei che riguardano start up o imprenditoria femminile, in poche parole una ltd con stabile organizzazione viene considerata come una nuova ditta aperta in italia. Buona sera e grazie

    • Gentile Signore:
      I) innanzitutto il risparmio di costi fra ltd ed srl è nell’ordine di qualche centinaio di €, se vuole fare le cose seriamente e non con “pacchetti” privi di ogni certezza di continuità;
      II) secondariamente, le ricordo che una stabile organizzazione è un’emanazione, in Italia, di una ditta estera, e non una nuova società italiana, con le ovvie conseguenze del caso. Non è una nuova società italiana, né può essere considerata tale.

      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  83. simone sispartani

    Salve avvocato,
    sono in procinto di aprire una ltd inglese e vorrei chiedere alcune informazioni visto che il mio tipo di business è strtturato in modo particolare….vengo al dunque

    sono residente in italia

    i server sono fisicamente ubicati in uk

    ho sviluppato un software di commercio elettronico che funziona in dropshipping, questi significa che vendo dei beni in tutta europa, inclusa italia, senza possederli materialmente, infatti il magazzino è di proprietá di un altra societá ed è situato in ungheria

    con detta societá ungherese farei un contrattodi fornitura

    il sistema funziona automaticamente in questo modo, quando nel database del magazzino in ungheria viene aggiunto un nuovo prodotto, lo stesso prodotto, senza alcun intervento umano dall italia, viene pubblicato anche sui miei siti web

    a questo punto mi chiedo, così facendo opererei nella legalitá oppure no considerando che dall italia non viene svolta alcuna attività?

    grazie per l attenzione

    • Gentil Signore: questo è un palese caso di esterovestizione, con in più, l’aggravante di avere effettuato artifizi e raggiri per rendere difficile gli accertamenti. Non importa nulla il luogo ove viene svolta l’attività, bensì l’assetto proprietario ed amministrativo, che, nel suo caso, è in Italia, così facendo avrà solo problemi con il fisco. Legga questi due articoli del nostro Studio, cliccando qui e qui.

      Se crede lo Studio è a disposizione per crearle una seria e reale struttura in grado di operare nella legalità.

      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

      • simone sispartani

        Grazie per la risposta ma non ho ben capito cosa intende per assetto propriterio e amministrativo quando nella societá io sono solo unico socio finanziatore mentre l amministratore è una persona residente in uk……inoltre vorrei precisare che la societá non è affatto fittizia in quanto corrisponde ad una realtá genuina e reale che vuole operare in 4 diversi paesi ue inclusa italia…… è chiaro che sui dividendi della societá da me percepiti a fine esercizio io pagherei le tasse come persona fisica in italia…..non credo si possa parlare di esterovestizione….proporrò il quesito all agezia delle entrate….e le farò sapere….cordiali saluti

        • Gentile Signore: prenda nota di questo.
          Quanto alla presunzione di residenza in Italia delle società esterovestite
          Con riguardo al criterio di collegamento costituito dalla sede dell’amministrazione della società, è opportuno evidenziare che il D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, nella l. 4.8.2006, n. 248 ha integrato le disposizioni contenute nell’art. 73 T.U.I.R., mediante l’introduzione dei nuovi commi 5-bis e 5-ter, in cui è prevista l’applicazione della presunzione legale relativa di residenza fiscale al ricorrere di determinati presupposti.
          Con l’introduzione, quindi, di tali disposizioni non sono stati istituiti nuovi criteri di collegamento con il territorio dello Stato, in aggiunta a quelli già previsti dal 3° comma dell’art. 73 T.U.I.R. per le società di capitali e le persone giuridiche in genere – ovvero, quelli riguardanti la sede legale, la sede dell’amministrazione e l’oggetto principale dell’impresa – invece, è stata individuata dalle leggi tributarie una serie di prove sintomatiche della direzione effettiva dell’ente che evitano all’Amministrazione finanziaria l’onere di provare l’effettiva residenza in Italia di una società ritenuta esterovestita, dando invece speciale rilievo alla residenza del socio di riferimento o a quella della maggioranza degli amministratori. Difatti il comma 5-bis dell’art. 73 T.U.I.R. dispone che, sempre ammessa la prova contraria, si consideri esistente nel territorio dello Stato la sede dell’amministrazione di società ed enti che detengono partecipazioni di controllo, ai sensi dell’art. 2359, comma 1, del codice civile, nei soggetti di cui alle lettere a) e b) del comma 1 se, in alternativa: a) sono controllate, anche indirettamente, ai sensi dell’art. 2359, comma 1, del codice civile da soggetti residenti nel territorio dello Stato; b) sono amministrate da un consiglio di amministrazione, o altro organo equivalente di gestione, composto in prevalenza di consiglieri residenti nel territorio dello Stato

          Poi, l’amministratore è un reale amministratore o è un fiduciario?
          La sede legale esiste con delle strutture o è una sede senza strutture operative (impiegati beni di proprietà utenze intestate non promiscuità con altre attività etc?)
          Lei ha dichiarato nel rigo RW il possesso di attività finanziaria estera?
          Come pensa di incassare i dividendi?
          Le cosa farà per la società?

          Valuti attentamente questi aspetti.

          I migliori saluti.

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          • simone sipsrtani

            Ancora grazie. Riguardo alla normativa su riportata non ho ben capito quale sia il significato in quanto non sono un avvocato ma un programmatore, di una cosa però mi rendo conto, le norme sono obsolete se messe in relazione con le tecnologie ed il commercio elettronico, in quanto lei mi chiede:

            l’amministratore è un reale amministratore o è un fiduciario? si è reale ma non svolge nessuna attività perchè non c’è nessuna attività da svolgere a parte dare risposte in chat per fare assistenza ai clienti.

            La sede legale esiste con delle strutture o è una sede senza strutture operative (impiegati beni di proprietà utenze intestate non promiscuità con altre attività etc?)

            si la sede legale esisterà ma non vi saranno impiegati perchè non ne esiste la necessità materiale, non me ne volesse il fisco italiano ma non ho intenzione di pagare persone per fargli girare i pollici tutto il giorno.

            l’unica utenza intestata alla società sarà quella dei server che per il commercio elettronico costituiscono stabile organizzazione secondo quanto riportato da una risoluzione dell’ADE del 2013, anche il telefono sarà un woip voce tramite protocollo internet.

            Lei ha dichiarato nel rigo RW il possesso di attività finanziaria estera?

            non ho dichiarato ancora nulla in quanto la società non esiste per il momento

            infine per quanto concerne i miei dividendi credo che a rigor di logica che debba esistere un modo leggittimo di percepirli per un socio unico che mette i soldi.

            Detto questo capisco che, come già mi è successo in passato, queste attività possano sembrare robe da matti, ma la mia materia è l’informatica e se lei mi chiede cosa faccio nell’ambito dell’attività in questione io le rispondo “proprio niente”, ancora cordiali saluti e grazie per la sua disponibilità.

          • Gentile signore, obsolete o no, queste sono le norme: la sua è una società esterovestita, con tutte le conseguenze, anche penali, del caso.

            Buona fortuna.

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  84. Buonasera Avvocato,
    La ringrazio ancora per i consigli e per la disponibilità.
    Seguiremo il Suo consiglio di rivolgerci ad un professionista.
    Per pura informazione ci tengo a precisare che l’attività si svolgerebbe realmente a Londra e non sarebbe una “casella postale”, ma non potendo partire subito cercavamo di capire meglio come muoverci nel frattempo.
    Grazie ancora
    Cordialmente
    Greta

  85. Grazie mille Avvocato,

    sto facendo ancora le dovute valutazioni e approfitto della sua disponibilità, poiché dopo la Sua risposta mi sono sorti altri dubbi.

    Quando Lei dice:

    “SE COLLABORA PER LA SOCIETÀ’ IN QUALITÀ’ DI AUTONOMA ITALIANA A PARTITA IVA E FATTURA REGOLARMENTE DALL’ITALIA”

    vuol dire che se prestassi dei servizi dall’Italia (progettazione grafica, design) per mia società, per essere in regola dovrei fatturare il mio lavoro in qualità di libera professionista alla mia stessa società, giusto?

    E quando Lei dice:
    “SE LA SUA PARTECIPAZIONE E’ DI CAPITALE E NON NASCONDE UNA ATTIVITÀ’ SOCIETARIA NON VI SONO INCOMPATIBILITÀ’”

    Vuol dire che da qui posso essere solo socia di capitale o posso svolgere qualche attività?
    Ho letto che si può creare una sede di rappresentanza e che quest’ultima non necessita l’apertura della stabile organizzazione, ma come mai? Il lavoro di accounting, oppure di pubbliche relazioni, non viene considerato comunque un’attività tassabile?

    E quando e se dovessi percepire i dividendi della società, quando vengono versati dal conto della società al mio come vanno giustificati per il fisco Italiano e a che tassazione sono sottoposti?

    La ringrazio ancora
    Cordialmente
    Greta

    • Gentile Signora in grassetto le risposte: un consiglio, si rivolga ad un professionista (il nostro Studio od altro specializzato in societario internazionale) e si faccia fare una consulenza professionale completa, raccogliendo pareri singoli svincolati dal progetto generale rischia di incappare in gravi errori, in una materia così complicata.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

      Grazie mille Avvocato,

      sto facendo ancora le dovute valutazioni e approfitto della sua disponibilità, poiché dopo la Sua risposta mi sono sorti altri dubbi.

      Quando Lei dice:

      “SE COLLABORA PER LA SOCIETÀ’ IN QUALITÀ’ DI AUTONOMA ITALIANA A PARTITA IVA E FATTURA REGOLARMENTE DALL’ITALIA”

      vuol dire che se prestassi dei servizi dall’Italia (progettazione grafica, design) per mia società, per essere in regola dovrei fatturare il mio lavoro in qualità di libera professionista alla mia stessa società, giusto? Sì purchè la società per la quale lavora sia realmente una società estera, e non una casella postale con attività svolta in Italia.

      E quando Lei dice:
      “SE LA SUA PARTECIPAZIONE E’ DI CAPITALE E NON NASCONDE UNA ATTIVITÀ’ SOCIETARIA NON VI SONO INCOMPATIBILITÀ’”

      Vuol dire che da qui posso essere solo socia di capitale o posso svolgere qualche attività?
      Ho letto che si può creare una sede di rappresentanza e che quest’ultima non necessita l’apertura della stabile organizzazione, ma come mai? Il lavoro di accounting, oppure di pubbliche relazioni, non viene considerato comunque un’attività tassabile
      ? Vuol dire che non può svolgere nessuna attività per la sua società che implichi attività societarie svolte in Italia, la sede di rappresentanza non può svolgere nessun tipo di attività se non quella meramente espositiva e non può contrarre con i terzi in nessun modo.

      E quando e se dovessi percepire i dividendi della società, quando vengono versati dal conto della società al mio come vanno giustificati per il fisco Italiano e a che tassazione sono sottoposti? Si tratta di un normalissimo reddito da capitale tassato sulla base delle sue aliquote progressive sulla base del 49.72% e versato tramite bonifico internazionale. Chiaramente avrà dovuto, non appena acquisisce le quote societarie, dichiarare nel rigo RW della dichiarazione dei redditi, il possesso di attività finanziaria all’estero.

      La ringrazio ancora
      Cordialmente
      Greta

  86. Gent.mo Avvocato,

    un mio amico italiano residente a Londra ha intenzione di aprire una Ltd con sede a Londra appunto e mi ha chiesto di entrare in società con lui.

    Io risiedo e vivo attualmente in Italia e ho una p.iva con regime dei minimi, ma ho intenzione di raggiungerlo nel giro di un anno.

    Clienti e fatturazione saranno in inghilterra, io da qui collaborerò a distanza (progettazione e design).

    Sono obbligata ad aprire una stabile organizzazione qui in Italia anche se effettivamente non offro servizi qui?

    sono compatibili società ltd e p.iva a regime agevolato o sono costretta a chiudere la mia p.iva per entrare in società con lui?

    se invece potessi continuare a tenere aperta la mia p.iva agevolata per gestire i miei clienti italiani i guadagni londinesi sono soggetti ad iva o si sommano alla fatturazione con p.iva italiana e quindi se non supero i 30mila euro sono esenti iva?

    Mi scusi per le troppe domande.
    La ringrazio anticipatamente.
    Greta

    • Gentile Signora:
      un mio amico italiano residente a Londra ha intenzione di aprire una Ltd con sede a Londra appunto e mi ha chiesto di entrare in società con lui. NESSUN PROBLEMA SALVI I CONSUETI CONTROLLI SULL’ATTIVITA’ DA ESPLETARE
      Io risiedo e vivo attualmente in Italia e ho una p.iva con regime dei minimi, ma ho intenzione di raggiungerlo nel giro di un anno. VA BENE
      Clienti e fatturazione saranno in inghilterra, io da qui collaborerò a distanza (progettazione e design).
      Sono obbligata ad aprire una stabile organizzazione qui in Italia anche se effettivamente non offro servizi qui?
      SE COLLABORA PER LA SOCIETÀ’ IN QUALITÀ’ DI AUTONOMA ITALIANA A PARTITA IVA E FATTURA REGOLARMENTE DALL’ITALIA NO. SE LAVORA COME AMMINISTRATRICE DELLA LTD SI
      sono compatibili società ltd e p.iva a regime agevolato o sono costretta a chiudere la mia p.iva per entrare in società con lui? SE LA SUA PARTECIPAZIONE E’ DI CAPITALE E NON NASCONDE UNA ATTIVITÀ’ SOCIETARIA NON VI SONO INCOMPATIBILITÀ’
      se invece potessi continuare a tenere aperta la mia p.iva agevolata per gestire i miei clienti italiani i guadagni londinesi sono soggetti ad iva o si sommano alla fatturazione con p.iva italiana e quindi se non supero i 30mila euro sono esenti iva? I GUADAGNI DA CAPITALE NON SONO REDDITI D’IMPRESA, SONO TASSATI SECONDO LE ALIQUOTE ORDINARIE E NON SONO IMPONIBILI IVA.

      Se desidera un consulto privato ci contatti.

      I migliori saluti.

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  87. Buongiorno avvocato, io sono un artigiano 25enne e volevo chiederle come posso fare per aprire una ditta individuale in Inghilterra e che costi potrei avere. Le spiego brevemente il mio lavoro: mi occupo della riparazione di autovetture danneggiate dalla grandine, lavorando 6 mesi l anno in tutta Europa, ma in questi anni ho operato pochissimo in Italia, per esempio quest anno ho lavorato per una ditta Svizzera che ha preso un’ appalto in Belgio e quindi l Italia la vedevo solo quando rientravo per qualche week-end, ma ora non lavorando per l assenza di grandine vivo qui in Italia con i miei genitori, quindi è possibile avere una ditta inglese rimanendo residente in Italia dato che non lavoro in questa nazione?? Se dovessi prendere la residenza inglese cosa mi viene chiesto, posso comunque vivere con i miei e avere residenza inglese?? Grazie mille!!!

    • Gentile Signore: abbiamo risposto più e più volte a questi quesiti, lo faremo ancora:
      I) se apre una società inglese e continua a risiedere in Italia ed a lavorare in Italia, come è nei suoi desideri, è illegale. Deve aprire una stabile organizzazione in Italia.
      II) Avere una residenza inglese e vivere in Italia, è esterovestizione, quindi illegale.

      Se vuole soluzioni legali ed adeguate alle sue problematiche, chieda un consulto privato.

      I migliori saluti.

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  88. Buongiorno Avvocato,
    vorrei per aprire un’attività di e-commerce. Se ho ben capito, per aprire una LTD in UK o Irlanda ma operare dall’Italia serve aprire una stabile organizzazione in Italia (detta anche filiale, corretto?), aprire una Partita Iva in Italia e pagare le tasse in Italia. Ma quindi, in particolare, la quota di total tax rate seguirà la percentuale italiana o quella inglese/irlandese? Grazie mille

    • Gentile Signor De Filippi: una Stabile Organizzazione di un’azienda estera in Italia sottostà alla fiscalità italiana al 100%, salva la possibilità di dedurre i costi reali della casa madre estera. All’estero non verranno pagate tasse poiché l’attività è svolta interamente dall’Italia, salva ovviamente la reale (e non fittizia) esistenza di attività svolta dal territorio estero che seguirà una contabilità ed una tassazione diversa, non essendo reddito prodotto in Italia. I vantaggi nel gestire in Italia una Stabile Organizzazione non sono fiscali ma civilistici e burocratici. Le ricordo anche che se la società è interamente italiana (director e shareholders), i redditi ovunque conseguiti saranno imponibili in Italia.
      Se crede lo Studio è a disposizione per la consulenza e l’operatività necessaria.
      I migliori saluti.

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      • Grazie Avvocato. Un’ultima domanda: non ci sono vantaggi quindi (sempre volendo mantenere un’organizzazione completamente legale e corretta fiscalmente sia per l’Italia che per l’UK) di istituire in Italia un’unità locale detta “filiale” anziché una Stabile Organizzazione, considerando il fatto che la produzione avverrebbe in tale filiale? La ringrazio per la gentilezza

        • Gentile Signore: la “filiale” è lo stesso che Stabile Organizzazione. Si può osservare che nel Trattato istitutivo della Comunità Europea manca un espresso riferimento di stabile organizzazione. Infatti l’art. 43 (ex art. 52) del Trattato istitutivo, che sancisce la libertà di stabilimento all’interno dell’Unione Europea, non richiama, nell’ambito del cosiddetto stabilimento a titolo secondario, il concetto di stabile organizzazione, ma fa un più generico riferimento alle “agenzie, succursali o filiali”: al riguardo, va precisato, che per “filiale” deve intendersi una persona giuridica controllata dalla società madre ma costituita secondo il diritto del Paese ospite e dotata, pertanto, di autonomia; mentre sia l’agenzia che la succursale non sono persone giuridiche autonome rispetto alla società madre. La succursale (come pure la filiale) nasce in funzione dell’esigenza che riveste, per l’impresa principale, l’allargamento della sfera di attività generale dell’impresa stessa e ciò non soltanto in senso geografico.
          Non ha rilevanza il tipo di impresa di cui la succursale rappresenta in generale una sede secondaria in cui l’impresa svolge la sua attività, per cui la succursale sussiste che ci si trovi di fronte ad un’impresa agraria, industriale, commerciale, bancaria, eccetera.
          In ogni caso, la succursale, come altre sedi secondarie dell’impresa, quali la filiale o l’agenzia, rappresenta una dipendenza della sede principale dell’impresa ed ha poteri di rappresentanza dell’impresa stessa, per cui è dotata di autonomia, peraltro ben determinata.
          È chiaro, tuttavia, che quale che sia la ripartizione dell’attività tra l’impresa principale, o meglio la sede principale dell’impresa, e le sue varie dipendenze o sedi secondarie (succursali, filiali, agenzie, eccetera) resta ben fermo il concetto unitario dell’impresa e ciò indipendentemente dalla possibilità che la succursale goda di una certa autonomia in quanto i suoi poteri di rappresentanza restano pur sempre limitati e concessi dal c.d. head office.
          In definitiva quindi, fiscalmente parlando, non cambia nulla. I vantaggi possono essere burocratici e patrimoniali (in termini di rischiosità), non fiscali.
          I migliori saluti.

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  89. salve sig. avucato
    volevo chiedere la sua gentellezza per avere qual che informazione sull fatto di andare lavorare allestero
    sono un artigano ho una attivita in italia (imbianchino) , oh trovato un lavoro in austria come posso andare la e stare regulare , ho il permesso de soggoirno valido per due anni e si rinuova ogin due anni, posso andare lavoroare in regola con la partita iva che oh ?
    grazie mille

  90. Buongiorno,
    una società italiana decide di costituire un’altra società estera che sarà di fatto amministrata dalla società italiana. Si dovrebbe rientrare nel esterovestizione ex art. 73 tuir. Prima che venga contestata dalla GdF o dall’Ag.Entrate cosa dovrebbero fare le due società per regolarizzare la situazione? La costituzione della societa’ estera ha come unico scopo quello commerciale, nessun desiderio di evadere tasse o di nascondere qualcosa…trovo solo casi di accertamenti ex post effettuati dalla GdF, ma non trovo linee guida/procedure/casi per anticipare e regolarizzare ex ante.
    Si dovrebbe aprire una p.iva in italia la società estera?

    • Egregio Signore: se la società estera è costituita da cittadini italiani senza struttura nel luogo ove è sita, senza dipendenti, senza struttura, altro non è che una società di comodo costituita per effettuare operazioni estere con l’amministrazione sita in Italia. Conseguentemente o si crea una REALE struttura estera o si apre una Stabile Organizzazione della società estera in Italia. Se si vuole essere in regola questa è la via.
      I migliori saluti.
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      • grazie.la società estera aprirà un negozio, avrà dipendenti e una reale struttura, ma le decisioni amministrative saranno tutte in capo a residenti italiani (la società italiana e i soci/amministratori della società italiana),per questo dovrebbe rientrare nell’esterovestizione e per questo crediamo che si debba comunque aprire una partita iva in italia

        • Non c’entra nulla la Partita IVA in Italia, se la situazione è quella da voi descritta o avete un amministratore che realmente effettua la alta amministrazione e la reale gestione della società estera, ed i soci italiani, dopo avere dichiarato nel rigo RW la disponibilità di attività finanziaria all’estero, incassano gli eventuali redditi da capitale (tassati in Italia) oppure tutti i redditi conseguiti dalla estera vengono dichiarati e tassati in Italia essendo, giustappunto (amministratore italiano residente fiscale in Italia), detta società una società italiana: dovrete al contrario, quindi aprire una stabile organizzazione di una società italiana all’estero, secondo la legislazione del luogo prescelto.

          Cordiali saluti.

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  91. Buongiorno
    Una stabile organizzazione in Italia di una ltd (fatta questa da cittadino italiano) può essere una srl esistente in cui la ltd entra con partecipazione societaria al 1o%? Grazie.

  92. Gentile Avvocato
    vorremmo sottoporle un quesito:
    Azienda con Sede legale in Romania e sede operativa in Italia affito di terreno agricolo in Italia p.iva rumena e solo cod. fisc. italiano.
    acquisto prodotti per coltivazione in Italia e rivendita del prodotto coltivato in Italia
    le fatture di acquisto italiane sono con iva?
    Le fatture di vendita del prodotto(prodotto coltivato e venduto in Italia) sono rumene in questo caso va applicata l iva?
    Grazie
    Cordiali Saluti

    • Gentile signore: la domanda non ha risposta poichè esiste un vizio iniziale.
      La società Rumena, svolgendo un’attività economica in Italia, non può aprire una sede secondaria sotto forma di ufficio di rappresentanza, deposito etc..e quindi richiedendo solo il codice fiscale, ma al contrario deve aprire una stabile organizzazione in Italia della SRL Rumena che sarà quindi munita di Partita Iva e Codice Fiscale, e sarà fiscalmente italiana a tutti gli effetti, anche e soprattutto ai fini iva.
      Nel caso in cui la società Rumena ceda dei beni all’interno della CE applicherà l’Iva secondo il regime rumeno se il cessionario è soggetto IVA VIES, mentre applicherà l’iva Rumena o dello Stato di residenza del cessionario se soggetto privato non IVA. Sull’ultimo punto occorre una verifica in merito alle norme del Paese/Paesi coinvolti.
      I migliori saluti.

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  93. Grazie mille avvocato.

  94. Gentile avvocato.
    volevo chiederle una ditta estera, avendo la sede principale in tunisia, vuole aprire una succursale qui in Italia. Si tratta di un negozio di arredamento è possibile ? grazie.

  95. Buongiorno avvocato, vorrei fare un ultima domanda. Potrebbe essere un idea iniziare con una ditta personale (si chiama cosi?) per uno startup come me che opererebbe solo online, senza vendita o produzione di beni ma solo ricavando attraverso abbonamenti mensili per l’uso del gioco che sto costruendo su questo sito online? Ma sopratutto, la domanda che più mi preme…può un attivitá personale diventare poi una ltd?

    • Sì può farlo: ma dovrà trasferirsi fisicamente in UK per evitare il reato di esterovestizione. E vivere li. Poi quando vuole farà la ltd e, se vorrà lavorare in Italia, una stabile organizzazione in Italia.

  96. Grazie mille avvocato per le precedenti risposte. Ci contago molto. A questo punto volevo chiederle, a chi affidare la creazione di una Ltd? Vedo moltissime agenzie online che per poche centinaia di euro fanno tutto, ma quanto sono affidabili? Lei offre questo servizio?
    Infine quanto costa circa aprire una stabile organizzazione? Bisogna anche aprire una partita iva? In questo caso le tasse sugli utili sará sempre al 43%?

    • a chi affidare la creazione di una Ltd? A chi professionalmente si occupa di ciò, preferibilmente a avvocati o commercialisti esperti in diritto societario internazionale, iscritti in albi e provvisti di assicurazione professionale per la responsabilità civile.
      Vedo moltissime agenzie online che per poche centinaia di euro fanno tutto, ma quanto sono affidabili? Valuti lei se per somme esigue si possono ottenere servizi professionali
      Lei offre questo servizio? Il nostro Studio non vende ltd-offre consulenza specialistica per ottimizzare la fiscalità e per coadiuvare gli imprenditori nel processo di internazionalizzazione. La ltd è solo il punto di arrivo di un progetto consulenziale completo, che il nostro Studio offre come prodotto finale di una consulenza adeguata.
      Infine quanto costa circa aprire una stabile organizzazione? Impossibile rispondere senza conoscere, nel dettaglio, il business che si desidera attivare
      Bisogna anche aprire una partita iva? Chiaramente si, in capo alla stabile.
      In questo caso le tasse sugli utili sará sempre al 43%? Le tasse si pagano a scaglioni progressivi. il 43% è quello più elevato, dipende dai fatturati e dalle deduzioni.

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  97. Buongiorno avvocato, sono ancora Pierre. Ho cercato in tutto il web cosa comporta aprire una ltd o una inc e creare una stabile posizione in italia, senza però trovare molte informazioni. La mia situazione gliel’ho spiegata qui sopra e sicuramente mi consiglierá di aprire anche una stabile posizione, ma quanto mi costerebbe? Se aprissi la mia attivitá online all’estero con una ltd o una inc a dalaware e poi una stabile posizione in italia cosa significherebbe in termini monetari? Devo pagare l’iva in 2 stati? L’inps? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di aprire una stabile posizione in italia? Attendo suoi consigli con ansia anche dei messaggi precedenti.

    • Gentile Sig. Pierre, le sue domande sono molto complesse per trovare risposta (necessariamente sommaria) nel blog. Lei non ha trovato in rete soluzioni “semplici” al suo caso perchè tali questioni societarie internazionali son trattate da pochi, e specializzati, Studi Legali e Commerciali, come il nostro.
      Ciò posto, essendo la sua richiesta di particolare rilevanza e contemperando delicati aspetti fiscali internazionali, aspetti che, se non vengono rispettati, possono influire in maniera particolarmente negativa sia sulla sua persona, che sulla sua volontà di trasferimento giuridico di attività finanziarie all’estero per operare in maniera plurima in Italia (che vanno al di là della cittadinanza ma riguardano la residenza fiscale e la corretta compilazione del rigo RW e la fiscalità connessa), reputo giusto, al fine di difenderla da pareri frettolosi ed approssimativi, fornirle una adeguata e specifica consulenza in proposito, prima che lei decida come comportarsi.
      Il nostro Studio Legale Internazionale, composto da avvocati e commercialisti, non è un “rivenditore” di società estere, come purtroppo spesse volte capita di incontrare nel web, ma una compagine professionale, con regolari e comprovabili iscrizioni negli albi professionali e relativi gradimenti, anche esteri.
      Il servizio di consulenza dello Studio può essere richiesto cliccando qui La consulenza sarà espletata direttamente dal titolare dello Studio, Avv. Bertaggia.
      I migliori saluti.

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  98. Buongiorno. Sto valutando una società LTD in UK. Sono un consulente di direzione, prestazione di servizi, clientela in Europa. Opero fisicamente dall’Italia. Per essere in regola con il fisco italiano può essere sufficiente dichiarare i redditi esteri su quadro RW oppure è sempre necessaria una stabile organizzazione (leggi p.iva etc…).
    Grazie per l’attenzione.

  99. Scusi avvocato ma Dimenticavo di chiedere una cosa molto importante. Quale banca usare x l’attività online che le accennavo? Una banca online o una banca sita in uk/usa (a seconda del consiglio inc o ldt che mi dará). Ho un conto fineco, per esempio questa soluzione è possibile o deve essere una banca online estera?

  100. Buongiorno Avvocato, il mio è un caso un pò particolare. Vorrei fare di una piattaforma online la mia attività con pagamenti a canone mensile. Leggendo qua e lá ho capito che per gli startup che operano e guadagnano sul web il meglio è la ldt e la inc.
    Quindi vorrei avere la certezza eventuale di fare la scelta giusta, è meglio una ldt o una inc nel mio caso?
    Inoltre io sono un lavoratore dipendente, che sta cercando, tramite la costruzione di questa piattaforma online, di creare un attivitá. A questo punto mi domando, posso aprire la mia attivitá online e nel frattempo continuare a lavorare nel mio posto di lavoro qui in italia?
    Come avrá capito, l’attivitá non necessita di un ufficio, o di personale, sto facendo tutto da solo nel tempo libero, tuttavia quanto il tutto sará terminato, il sito web avrá una rendita mensile frutto di abbonamenti venduti per poter usare questa piattaforma. La piattaforma inoltre non sará solo x il mercato italiano, ma costruendola online e multilingua sará per tutto il mondo.
    Cosa mi consiglia di fare?

    • Gentile Signore: fra la LTD e la INC vi è la stessa differenza che esiste, in Italia, fra le SRl e le SPA. i costi per creare una INC e per gestirla sono immensamente superiori a quelli di una ltd per cui, trattandosi di attività da iniziare, reputiamo essere più conveniente la ltd.
      Se il suo specifico contratto di lavoro dipendente non le vieta di possedere e gestire una società di capitali non vi sono problemi in tal senso.
      Se vorrà lavorare dall’Italia tramite una ltd, come più volte specificato, dovrà aprire, in Italia, una stabile organizzazione della ltd medesima, come specificato anche negli articoli del blog.
      I migliori saluti.

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  101. Buongiorno Avvocato,io ho una società qui in italia,ho l occasione di partire con una nuova attività pero ho bisogno di liquidità,(di questo periodo sà che le banche italiane non danno niente a nessuno)..mi è stato proposto di fare una LTD a malta aprire un conto bancario e questa finanziara estera mi aprirebbe una linea di credito li per poi autofinanziarmi la società italiana…quello che non capisco è se è una cosa legale e perchè non finanziarmi in Italia ? dove stà l’inganno secondo lei.La ringrazio anticipatamente per la risposta

  102. salve ho già una società snc in italia di somministrazione
    vorrei aprire una società a Londra dello stesso tipo per operare li e in italia.
    Le chiedo se è un operazione fattibile è che vantaggi ne derivano.
    grazie

    • Gentile Signor Laina, effettuando le operazioni di apertura all’estero ed in Italia seguendo le norme fiscali e civili che regolamentano la materia l’operazione a cui lei fa cenno è possibile. Per quel che riguarda i vantaggi, senza conoscere nel dettaglio l’operazione, i fatturati, il volume d’affari, i costi etc. non è possibile dare nessun tipo di risposta: ci pensi, è come andare da un medico e pretendere una diagnosi senza l’ausilio di esami strumentali e biologici. La Legge è una scienza, al pari della medicina, e come tale va trattata.
      Se vuole un parere professionale, clicchi qui e provvederemo a valutarlo.

      I migliori saluti.

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  103. Grazie della vostra gentilezza.

  104. Scusi avvocato. Forse mi sono espresso male.
    La società legale sarà su Londra.
    E noi operiamo fuori sede.
    Così ci propone va. L uomo Dell agenzia uk Ltd.
    … Grazie Antonio

  105. Grazie della risposta Avvocato.
    Cos’è la parte inlegale in questione.?
    Cosa devo dichiarare in Italia avvalendomi di
    Questo tipo di operazione. (……) grazie

  106. Salute avvocato. Volevo approfittare delIa gentilezza.
    Mi chiamo Antonio. Io e la mia ragazza stiamo aprendo una società Ltd in Inghilterra . (siamo residenti in Italia) ci affidiamo al pacchetto che offrono le varie agenzie. Con conto banca uk. Commercialista. Ufficio online. Senza oblico di residenza. E quant’altro.
    Vorremmo comprare prodotti dentro la comunità europea.
    E farli arrivare in Italia all indirizzo desiderato.
    In Italia non abbiamo un punto smistamento fisico.
    I clienti pagano direttamente sul conto uk.
    oltre le tasse uk. Cosa dobbiamo dare allo stato italiano in questo caso. Cosa dobbiamo dichiarare oltre al conto estero.? Grazie della sua cortesia. Antonio

    • Egregio signore. La sua operazione è illegale ed estero vestita, in ogni caso illecita, con tutte le relative conseguenza penali e fiscali. Purtroppo molti confondono il prezzo basso con la competenza professionale. Le consiglio di rivolgersi ad un professionista esperto in fiscalità internazionale prima che sia la Guardia di Finanza a rivolgersi a lei.
      saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  107. Gent.mo avvocato
    Se avessi la possibilità di aprire una Ltd a malta con mio nipote ed un maltese possiamo equamente attribuire le quote in tre o il maltese deve avere la maggioranza?

    Grazie

  108. Maria Naclerio

    Gentile avvocato
    Sono una cittadina Italiana ancora residente in italia che pero lavora come designer a Londra , quindi con un contratto. Con un’amica anch’essa Italiana stavamo pensando di aprire un e-commerce e quindi comprare il nostro prodotto da paesi extra europei come la Turchia etc etc . Vivendo a Londra posso apprezzare la semplicità della burocrazia e quindi un LTD mi sembra un’ottima soluzione volevo pero’capire se questo mi implica comunque pagare un commercialista italiano per qualsiasi motivo legato al fatto che sono residente in italia???? in quanto il sistema Inglese non mi e’ chiaro il rapporto che hanno con l’iva .
    Ringrazio anticipatamente

    • Gentile Signora: o lei prende la residenza, che deve essere reale e non fittizia, a Londra (o comunque in UK) oppure resterà sempre obbligata a dichiarare i suoi redditi in Italia, oltre che alle dichiarazioni di cui al rigo RW della dichiarazione dei redditi.
      Se crede, per ogni delucidazione ed operatività, la possiamo ricevere presso i nostri uffici a Londra, chiami per appuntamento il +44 (0) 7741710515.

      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  109. buongiorno:
    sono intestatario della licenza di tre bar, affitto la gestione delle mie licenze ad altrettante cooperative di produzione lavoro per la gestione di ogniuno dei bar;
    come posso portare la mia ditta individuale all’estero in modo da portare l’affitto dei bar all’estero?
    ho la possibilità di comprare casa e trsferirmi

    • Gentile Signore: la cosa è fattibile, però a determinate ed impresindibili condizioni, per essere legale;
      I) i redditi dei bar saranno comunque in ogni caso tassati in Italia, nella considerazione che il reddito viene prodotto in Italia;
      II) lei potrà costituire una LTD in UK (od in altra legislazione) a cui conferire le licenze dei bar;
      III) dovrà poi creare una stabile organizzazione della LTD in Italia e, una volta pagate le imposte in Italia su quanto incassato, trasferire gli utili all’estero;
      IV) se vorrà utilizzare detti utili a titolo personale, gli stessi saranno tassati come redditi da capitale.
      Per ulteriori informazioni, info@avvocatobertaggia.com

      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  110. Gentile avvocato,

    sono un giovane grafico spero di non risultare fuori tema, con il mio quesito. Avrei in mente di vendere on-line immagini create da me attraverso i vari servizi di microstock, proponendomi come fornitore di immagini nei vari portali presenti in rete in cambio di percentuali sulle vendite, come per un esempio su http://www.shutterstock.com/it/.
    Sò che se supererò 5000 euro in italia sarò soggetto ad aprire una partita iva.

    Quindi la domanda è : se io oggi (in italia) mi iscrivo al portale è ho un guadagno… ma tipo tra 6 mesi mi trasferisco in Inghilterra, se al 12 mese ho superato i 5000 euro a chi devo pagare le tasse?

    Poi supponendo che rimanga a vivere in Inghilterra negli anni successivi, la mia attività on-line sarà in automatico soggetta alle tasse Inglesi per via della residenza o non sarà valida in quanto l’ho avviata in italia?

    Spero risultino chiare le mie due domande, sono molto confuso! grazie in anticipo per l’eventuale risposta.

  111. Gentile Avvocato,
    ho in mente di aprire un sito in stile Groupon, basato ovvero su coupon e buoni sconto.
    E’ conveniente aprire una LTD in Inghilterra ed operare dall’Italia?
    E’ disponibile inoltre ad una consulenza privata online?
    Grazie

  112. Andrea bencivelli

    Salve voglio aprire a Malta perché ho letto che si paga il 5% di tasse. ovviamente starei in Italia a lavorare e solo le fatture sarebbero di Malta. Ho letto che si può fare. voi cosa mi consigliate?
    Andrea Bencivelli

    • Gentile Signore: lei è stato informato male, molto male.
      I) la tassazione societaria corrente a Malta è del 35%. Il 30% viene restituito soltanto alla holding o società proprietaria della maltese, od alle eventuali persone fisiche che detengono l’assetto proprietario. Ma tali soggetti dovranno poi pagare le tasse sui dividendi secondo la legislazione del loro paese di residenza fiscale.
      II) Lei non può lavorare in Italia fatturando da Malta, si tratterebbe di una volgare esterovestizione, sanzionabile sia penalmente che civilmente.
      III) Le consigliamo di trovarsi un consulente esperto di diritto societario internazionale e di non farsi idee su notizie raccattate in internet senza la giusta consapevolezza.
      Se crede lo Studio è a disposizione.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  113. Gentile Avvocato,

    vorrei aprire una societa’ di export di prodotti italiani in Arabia Saudita, potrebbe essere conveniente in termini burocratici ed economici aprire una ltd nel Regno Unito? Avrei bisogno di un socio residente in uk e di una sede operativa e amministrativa nel Regno Unito?
    Dovrei comunque anche aprire una filiale in Italia anche solo per acquistare e spedire i prodotti italiani in Arabia?
    Grazie

    • Gentili Signori: si, potrebbe essere conveniente sia fiscalmente che burocraticamente esercitare tramite una limited britannica, purchè, ovviamente, l’attività sia espletata dal Regno Unito e l’assetto dirigenziale non sia italiano: non può limitarsi a fatturare dalla Gran Bretagna lavorando in Italia. Da ciò consegue la necessità di dotarsi di una struttura in UK e di aprire una stabile organizzazione della LTD in Italia, diversamente la sua sarebbe una società esterovestita.
      I vantaggi, comunque, potrebbero essere interessanti.
      Se crede, lo Studio si occupa correntemente di tali attività. Ci chiami allo 0532240071.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

    • Gentilissomo Avv. Bertaggia, mi chiedevo per aprire una stabile oganizzaione in italia e una cosa complicata? Ha dei costi e se conviene?
      Grazie

      • Caro Sig. Giuseppe:
        aprire una Stabile Organizzazione in Italia esige la preesistenza di una società estera, non ha particolari difficoltà, se si possiede tutta la documentazione necessaria.
        Ovviamente ha dei costi (e ci meravigliamo che lei lo chieda……) come ogni attività professionale ed economica ovunque nel mondo, costi variabili a secondo delle peculiarità di ciò che si vuole creare.
        La convenienza va valutata a seconda delle aspettative di ognuno. Lei a che tipo di convenienza pensava?
        I migliori saluti.

        http://www.avvocatobertaggia.com

  114. Gentile avv. Bertaggia,
    a causa di cattivi investimenti e varie disavventure mi ritrovo a non essere più bancabile e potenzialmente pignorabile per qualunque nuova attività commerciale volessi intraprendere al fine di ricostruirmi una vita e ripagare i miei debiti. Sarei interessato all’acquisto (Licenza, attrezzature e avviamento) di una attività commerciale (BAR) in italia, mi farebbero aprire una società (ovviamente non un conto bancario) ma la mia paura è che in un qualsiasi momento possa ricevere pignoramenti. Potrei acquistare il BAR con una società estera. UE o extra UE? Grazie mille.

  115. salve vorrei avere un informazione, se apro una società ltd nel Regno Unito con unico amministratore con residenza in Italia, è opero on line senza ufficio, ma navigando da casa mia residente in Italia, che tasse devo pagare in Italia?

    • Gentile signore: non lo può fare. Come ampiamente spiegato.
      I) o lei apre una LTD ed opera dall’Inghilterra realmente, con mezzi e strutture oppure
      II)apre la LTD ed una stabile organizzazione in Italia, ivi scontando le imposte.

      Chiaramente questa è la via legale, se poi lei vuole la “ltd chiavi in mano 100 £” con cui le promettono di operare in tutto il mondo senza pagare tasse è libero di farlo, ma è un illecito, civile, penale ed amministrativo. Non segua quella strada.
      Se desidera una consulenza professionale, 0532240071.

      I migliori saluti

      http://www.avvocatobertaggia.com

  116. Salve, sono titolare di una ditta individuale per trasporto persone con sede a Lugano, sono italiano ma ho la residenza in svizzera; volevo sapere se potevo costituire una filiale in italia e a che condizioni di tassazione.
    Un’altra domanda: una ditta con sede in Liechtenstein puo’operare in italia o deve sottostare allo stesso regime di cabotaggio della svizzera?
    Grazie, saluti.

    • Gentile Signore: lei può aprire senza problemi una stabile organizzazione della sua ditta svizzera in Italia. La tassazione sarà quella normalmente applicata alle ditte italiane secondo gli scaglioni di reddito, dal 23 al 43%, oltre le altre imposte previste.
      Una ditta del Liechtenstein può normalmente operare stabilmente in Italia tramite una stabile organizzazione che in territorio italiano adempia al pagamento delle imposte. Il nostro Studio Internazionale si occupa comunemente di aprire e gestire stabili organizzazioni di società estere in Italia. Se desidera ci può contattare.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

  117. Salve,
    vorrei aprire un brand per t-shirt online. Quindi un negozio online con sede a londra ma che anche gli italiani possano comprare online ed io posso spedire in Italia.

    Quindi pensavo alla LTD che secondo me costa meno, cosa mi consigliate di fare?

    Preciso che io sarò in Inghilterra, probabilmente le magliette saranno fatte in Italia.

    • Gentile Signore: se lei desidera operare in Italia con una LTD, anche on-line, deve munirsi di tutte le necessarie autorizzazioni, anche in punto all’amministrazione ed ai soci di capitale, in modo tale da operare correttamente ed evitare l’esterovestizione. Premesso ciò, la libertà di stabilimento le consente di operare ovunque in Europa, a condizione di rispettare le norme fiscali. Quanto alla spesa, non pensi a spendere poco, ma a spendere bene: si ricordi che senza un UK resident referenziato e presentato in UK non le aprono neppure il conto. Rischia di avere un pezzo di carta inutile spendendo poco. Si rivolga a consulenti professionisti iscritti in albi, seri ed in grado di rispondere del loro operato tramite l’assicurazione professionale, eviterà problemi.
      I migliori saluti.

      http://www.avvocatobertaggia.com

    • Buonasera,
      lavoro in regime di partita iva minimi ridotti quale redattore per conto di una societá di informazioni commerciali, quindi svolgendo il mio lavoro da casa, con internet. Vorrei trasferirmi all’estero, molto probabilmente in UK. Posso lavorare como autonoma? Oppure è necessario aprire una societá? Qual è la soluzione più idonea e conveniente?
      Grazie per l’aiuto e cordiali saluti.

  118. Ho una impresa di costruzione in italia, vorrei lavorare in uk, sto già prendendo qualche contatto, cosa dovrei fare, e ci vuole molto tempo e € per fare ciò.

  119. mi scusi avv.mi consiglia aprire una ltd a malta non ho capito cosa devo aprire in italia.grazie

  120. ho un impresa edile in italia voglio aprire una ltd a malta il mio dubbio e posso lavorare con una ltd nei cantieri in italia e se serve il durc e il piano sicurezza

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