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Home News giuridico finanziarie

Paesi europei bassa tassazione

10 giurisdizioni in Europa (e area europea) con fiscalità societaria potenzialmente più vantaggiosa, nel rispetto delle norme anti-abuso

Avv. Daniele Bertaggia di Avv. Daniele Bertaggia
Gennaio 18, 2026
in News giuridico finanziarie, Societario Internazionale
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PAESI EUROPEI A BASSA TASSAZIONE
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  7. 10 paesi europei con tassazione agevolata per società

PAESI EUROPEI BASSA TASSAZIONE

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  • PAESI EUROPEI BASSA TASSAZIONE
    • PAESI EUROPEI BASSA TASSAZIONE INFOLINE: +393483610420
    • Paesi europei bassa tassazione. Indice degli argomenti
    • Le Isole Canarie (Spagna)
      • Regime fiscale delle Canarie: ZEC, RIC e imposte indirette
      • I regimi fiscali per le persone fisiche (cenni operativi)
      • Controindicazioni
    • Bulgaria
      • Tassazione societaria e dividendi (quadro generale)
      • IVA
      • Controindicazioni
    • Malta
      • Società: aliquota nominale alta, meccanismi di rimborso
      • Persone fisiche: residenza, domicilio e remittance basis
      • Controindicazioni (molto importanti)
    • Andorra
      • Imposta sul reddito delle persone fisiche (cenni)
      • Imposta sul reddito delle società
      • Controindicazioni
    • Svizzera
      • I tre livelli di imposizione e aliquote
      • Dividendi e ritenute
      • Pillar Two (15%) per gruppi di grandi dimensioni
      • Controindicazioni
    • Estonia
      • Tassazione societaria: utili tassati al momento della distribuzione
      • Persone fisiche (cenni)
      • Vantaggi extra-fiscali
      • Controindicazioni
    • Macedonia del Nord
      • Tassazione societaria
      • Dividendi (indicazioni di massima)
      • Controindicazioni
    • Irlanda
      • Imposta sulle società: 12,5% (con eccezioni e 15% per large groups)
      • Holding, partecipazioni e IP
      • Controindicazioni
    • Madeira (Portogallo)
      • Regime MIBC (cenni)
      • Controindicazioni
    • Georgia
      • Tassazione societaria e dividendi (quadro generale)
      • Permesso di soggiorno e residenza (cenni)
    • Tabella: tassazione societaria a confronto (aggiornata a gennaio 2026)
    • Checklist di compliance (Italia/estero) prima di “scegliere il Paese”
    • Paesi europei bassa tassazione: conclusioni
    • Consulenza legale per società estere (Studio Legale Internazionale Bertaggia)
    • Paesi europei bassa tassazione FAQ
    • Author box / Revisione legale

PAESI EUROPEI BASSA TASSAZIONE INFOLINE: +393483610420

Paesi europei bassa tassazione. Aggiornato a gennaio 2026. Le aliquote e i regimi indicati sono riferimenti generali e possono variare in base a: forma societaria, attività svolta, requisiti di “sostanza” (uffici, persone, direzione effettiva), trattati contro le doppie imposizioni, regole CFC, stabile organizzazione e norme anti-abuso.

Pressione fiscale in Europa. Se ti sembra di pagare troppe tasse in Italia, questa guida raccoglie 10 giurisdizioni europee (o in area europea) che, in condizioni specifiche e in piena compliance, possono offrire una tassazione societaria più leggera rispetto all’Italia. L’obiettivo non è “fuggire dalle tasse”, ma strutturare correttamente un’attività internazionale, riducendo rischi fiscali e penali.

A cura della Redazione.
Revisione legale: Articolo a cura dell‘Avvocato Bertaggia di Ferrara→ (Studio Legale Internazionale Bertaggia).

Nota di compliance (Italia + standard OCSE/UE)
Aprire o gestire una società estera è perfettamente legale, ma deve essere reale (sostanza e direzione effettiva all’estero) e coerente con le regole italiane su: residenza fiscale delle persone fisiche, residenza fiscale delle società (direzione effettiva/gestione ordinaria), stabile organizzazione, transfer pricing, CFC e monitoraggio fiscale. In caso contrario, si rischiano contestazioni per esterovestizione e riqualificazioni dei redditi.

Se stai cercando un’alternativa all’Italia ove trasferire la residenza fiscale (personale o societaria), questo report è quello che fa al caso tuo. Ho deciso, infatti, di dedicare questo contributo per affrontare insieme la scelta legata ai migliori Paesi europei a bassa tassazione, con un taglio pratico e aggiornato alle regole 2026.

Si tratta di un’analisi effettuata sulla base dell’esperienza professionale e dei casi più ricorrenti nel mercato (startup, e-commerce, consulenza, holding, servizi digitali, logistica, manifatturiero). La lista dei Paesi non è in ordine dal migliore al peggiore: la scelta dipende da attività, mercati, margini, presenza di dipendenti, gestione e tipologie di reddito.

Trasferire la residenza all’estero è come realizzare un abito: per essere davvero efficace deve essere adattato alle caratteristiche di ciascuno. Anche nel trasferimento di residenza (personale e societaria) si deve partire da: business model, mercati, gestione e obiettivi, per individuare la soluzione più adatta.

Per questo è sempre consigliabile affidarsi a professionisti esperti in materia internazionale (avvocato + commercialista, e consulenti locali nel Paese di destinazione). Diffida da “pacchetti” preimpostati validi per tutti: nel 2026, tra scambio automatico di informazioni, registri UBO/beneficial owner e normative anti-abuso, le soluzioni standard sono spesso quelle più rischiose.

Attenzione (novità e trend 2024–2026):

  • Residenza fiscale (Italia): le regole sono state riformate e chiarite nella prassi, con particolare attenzione al centro degli interessi, alla presenza e agli elementi di collegamento con l’Italia.
  • Residenza fiscale delle società (Italia): aumenta il peso di direzione effettiva e gestione ordinaria in via principale (rischio esterovestizione).
  • Global Minimum Tax (Pillar Two, 15%): per i grandi gruppi (in genere con ricavi consolidati ≥ 750 mln) l’aliquota “bassa” può essere neutralizzata da una top-up tax. Per PMI e imprenditori non “large group”, i regimi agevolati restano spesso utili, ma la sostanza è decisiva.
  • Substance e trasparenza: banche e autorità chiedono sempre più prove operative (ufficio reale, management locale, contratti, contabilità, decisioni in loco).

Paesi europei bassa tassazione. Indice degli argomenti

  • Le Isole Canarie (Spagna)
  • Bulgaria
  • Malta
  • Andorra
  • Svizzera
  • Estonia
  • Macedonia del Nord
  • Irlanda
  • Madeira (Portogallo)
  • Georgia
  • Tabella: tassazione societaria a confronto
  • Checklist di compliance (Italia/estero)
  • Paesi europei a bassa tassazione: conclusioni
  • Consulenza legale per società estere (Studio Bertaggia)
  • FAQ a scomparsa

Le Isole Canarie (Spagna)

Le Isole Canarie sono un arcipelago che fa parte della Spagna e, per questo motivo, sono considerate territorio UE. Contrariamente a quanto molti pensano, non sono un “paradiso fiscale” in senso classico: si tratta invece di una regione ultraperiferica con regimi autorizzati e monitorati.

Regime fiscale delle Canarie: ZEC, RIC e imposte indirette

La tassazione “base” è quella spagnola (in generale, imposta sulle società ordinaria in Spagna), ma il punto chiave è la ZEC (Zona Especial Canaria), un’area a bassa pressione fiscale autorizzata a livello UE per incentivare investimenti e occupazione.

  • Aliquota ZEC: in presenza di requisiti e limiti, si può arrivare a una tassazione societaria molto ridotta (spesso citata al 4% sui profitti qualificati nell’ambito ZEC).
  • RIC (Reserva para Inversiones en Canarias): meccanismi che consentono di detassare o ridurre l’imponibile in funzione degli investimenti effettuati (logica: reinvestimento nell’economia locale).
  • IGIC: imposta indiretta locale assimilabile all’IVA, con aliquota ordinaria spesso citata al 7% su molti beni/servizi.

Il vantaggio principale delle Canarie, in concreto, riguarda la possibilità di ottenere un risparmio fiscale significativo se l’attività è coerente con i requisiti (settori ammessi, sostanza, investimenti, occupazione) e se l’operatività è realmente gestita sul territorio.

I regimi fiscali per le persone fisiche (cenni operativi)

Nel caso di persone fisiche e micro-attività, esistono meccanismi fiscali che possono risultare “leggeri” in alcune configurazioni (regimi semplificati, basi imponibili forfetarie per attività con presenza fisica, ecc.). In ogni caso, la scelta deve essere valutata con attenzione rispetto a: dove si vive davvero, dove si lavora, dove si generano i ricavi.

Controindicazioni

  • Logistica: essendo isole, i flussi merce possono diventare un costo/criticità se il business richiede magazzino e consegne rapide in UE continentale.
  • Substance: se la “direzione effettiva” resta in Italia, il rischio di riqualificazione e di esterovestizione→ aumenta.

Quando ha senso (esempi): servizi digitali con team e gestione in loco; attività che beneficiano dei regimi e possono creare occupazione/investimenti; e-commerce con filiera compatibile.

Link utile interno: se stai valutando una struttura estera “reale”, leggi ancheAprire società estera: procedura, convenienza, legalità→.


Bulgaria

Tra i Paesi europei a bassa tassazione non può mancare la Bulgaria. È spesso valutata per costi competitivi e fiscalità lineare. In ogni caso, la convenienza va letta insieme ai profili di compliance e sostanza.

Per approfondire la Bulgaria, clicca→.

Tassazione societaria e dividendi (quadro generale)

  • Imposta sulle società: comunemente indicata al 10% (flat).
  • Dividendi: in via generale una ritenuta domestica spesso indicata al 5% (salvo trattati e regimi applicabili). Nel corso del 2025 si è discusso di possibili aumenti, ma al gennaio 2026 il riferimento operativo più diffuso resta il 5%: verificare sempre eventuali aggiornamenti di bilancio.
  • Persone fisiche: flat tax spesso indicata al 10% su molte categorie di reddito, con regole di residenza basate su giorni e “centro interessi”.

IVA

Il regime IVA è allineato al sistema UE (con aliquote e regole di dettaglio). In genere si parla di aliquota standard 20% e ridotte per alcune categorie (es. ricettivo).

Controindicazioni

  • Servizi e infrastrutture: non sempre paragonabili a quelli di Paesi dell’Europa occidentale.
  • Rischio “esterovestizione”: se l’attività è gestita di fatto dall’Italia, la società può essere considerata fiscalmente residente in Italia.
  • Pillar Two (15%): per grandi gruppi multinazionali, la bassa aliquota può essere neutralizzata da top-up tax.

Approfondimento interno:Bulgaria: società e investimenti→


Malta

Malta è un arcipelago nel Mediterraneo, storicamente molto considerato per strutture societarie (holding, trading, IP, servizi internazionali) e per la sua stabilità giuridica in ambito UE. Va però compresa bene la differenza tra aliquota nominale e aliquota effettiva.

Società: aliquota nominale alta, meccanismi di rimborso

  • Aliquota nominale: spesso indicata al 35%.
  • Imputation + tax refunds: in molti casi (a certe condizioni) il sistema di rimborsi al socio può ridurre l’aliquota effettiva, arrivando in pratica a livelli sensibilmente più bassi (es. 5–10% in alcune configurazioni, a seconda della natura del reddito e della struttura).
  • Ritenuta su dividendi in uscita: frequentemente indicata come 0% (con regole e condizioni, soprattutto nei pagamenti verso non residenti).

Persone fisiche: residenza, domicilio e remittance basis

Un punto spesso frainteso: Malta prevede, per i non domiciliati, logiche tipo remittance basis (tassazione di redditi esteri se e nella misura in cui rimessi a Malta, con regole e eccezioni). Non è una “tassazione territoriale assoluta” per tutti, ma un’impostazione che può diventare interessante in scenari specifici.

Controindicazioni (molto importanti)

  • Residenza fiscale effettiva: se restano in Italia domicilio/centro interessi, l’Italia potrebbe contestare la residenza.
  • Strutture “di carta”: nel 2026 è uno dei principali motivi di blocchi bancari, audit e contestazioni.

Approfondimenti interni (link):
Costituzione società a Malta→ — Sistema fiscale maltese: vantaggi e limiti→


Andorra

Andorra è un micro-Stato tra Francia e Spagna. Non è UE, ma è pienamente inserita nei flussi economici europei. È spesso citata per una fiscalità moderata e un sistema che vive anche di attrazione di capitali e imprese.

Imposta sul reddito delle persone fisiche (cenni)

  • Residenza spesso legata a ≥ 183 giorni e/o base interessi economici.
  • Aliquote personali contenute (con scaglioni e regimi per residenti “non attivi” in determinati casi).

Imposta sul reddito delle società

  • Corporate tax: spesso indicata al 10%, con eccezioni/agevolazioni in casi particolari.
  • Dividendi: in genere non gravati da ritenute interne in molte configurazioni, ma la fiscalità del percettore e i trattati sono decisivi.

Controindicazioni

  • Costi (immobili e vita): in crescita negli ultimi anni.
  • Non UE: attenzione a permessi, residenza e procedure.
  • Italia: in caso di trasferimento, servono prove forti di effettivo spostamento del centro interessi e della gestione.

Svizzera

La Svizzera non fa parte dell’UE. È spesso scelta per stabilità, reputazione e un sistema fiscale articolato su tre livelli (federale, cantonale, comunale). La convenienza dipende molto da Cantone/Comune, dal tipo di attività e, dal 2024, anche dall’impatto di Pillar Two sui grandi gruppi.

I tre livelli di imposizione e aliquote

  • Imposta federale: aliquota “nominale” dell’8,5% sull’utile, che corrisponde a un’aliquota effettiva inferiore perché deducibile.
  • Imposte cantonali/comunali: variabili; il carico complessivo differisce sensibilmente tra Cantoni.
  • Indicazione pratica: nel 2026 molte fonti riportano un range complessivo indicativo intorno a circa 11%–21% (variabile), con Cantoni più competitivi e altri più elevati.

Dividendi e ritenute

In Svizzera esiste una imposta preventiva (withholding tax) del 35% sui dividendi distribuiti, normalmente recuperabile in tutto o in parte in presenza di trattati e requisiti (beneficial owner, procedure, sostanza).

Pillar Two (15%) per gruppi di grandi dimensioni

Dal 2024 la Svizzera ha introdotto una top-up tax per assicurare almeno il 15% ai gruppi multinazionali “large” (in genere ricavi consolidati ≥ 750 mln). Per PMI e imprese non rientranti, in genere non cambia nulla, ma occorre sempre verificare.

Controindicazioni

  • Costo della vita: elevato in molte aree.
  • Compliance bancarie: controlli KYC/AML molto stringenti.

Approfondimenti interni (link):
Aprire società in Svizzera→ — Aprire un conto corrente in Svizzera→


Estonia

L’Estonia è tra i Paesi più citati per digitalizzazione e velocità operativa (e-Residency, firma digitale, gestione online). Il cuore della “convenienza” non è tanto una tassazione territoriale pura, quanto la tassazione differita degli utili: in generale, finché reinvesti e non distribuisci, l’imposta societaria può non applicarsi.

Tassazione societaria: utili tassati al momento della distribuzione

  • Utili reinvestiti: in linea generale, non tassati fino alla distribuzione.
  • Distribuzioni/dividendi: dal 2025 è stata uniformata la tassazione al 22/78 del netto distribuito (equivalente al 22% sul lordo), superando regimi ridotti precedenti.

Persone fisiche (cenni)

Il sistema personale è a flat tax: nel 2026 molte fonti indicano un’aliquota del 22% (con aggiornamenti normativi e “misure temporanee” in discussione in anni recenti). In ogni caso, la residenza effettiva e i trattati contano.

Vantaggi extra-fiscali

  • Costituzione e gestione digitale.
  • Firma digitale e adempimenti online.
  • Molto apprezzata da startup e servizi IT, purché la governance sia coerente.

Controindicazioni

  • e-Residency ≠ residenza fiscale: non basta “aprire online” per spostare la direzione effettiva.
  • Gestione dall’Italia: rischio di esterovestizione/stabile organizzazione se le decisioni e l’operatività sono in Italia.

Approfondimento interno: Estonia: società e investimenti→


Macedonia del Nord

La Macedonia del Nord è spesso valutata per un’imposta societaria contenuta e per incentivi legati a zone economiche speciali (TIDZ – Technological Industrial Development Zones), particolarmente interessanti per attività produttive e manifatturiere.

Tassazione societaria

  • Aliquota ordinaria: spesso indicata al 10%.
  • Incentivi TIDZ: per imprese ammesse nelle zone, può esserci un tax holiday fino a 10 anni (profit/corporate income tax) entro limiti e condizioni di investimento e occupazione.

Dividendi (indicazioni di massima)

Le ritenute possono variare in base a partecipazione e status del beneficiario; in alcune sintesi si trovano scaglioni (es. 5%–15%) e regole che richiedono sempre verifica caso per caso (oltre ai trattati contro doppie imposizioni).

Controindicazioni

  • Burocrazia e prassi locali: in alcuni casi più lente/variabili.
  • Non UE: attenzione a flussi e adempimenti, oltre a sostanza e contratti.

Irlanda

L’Irlanda è un hub europeo per imprese, soprattutto per holding, servizi internazionali e R&D. È nota per una corporate tax competitiva e un ecosistema business friendly, ma nel 2026 è essenziale distinguere tra aliquota “standard” e impatti di Global Minimum Tax sui grandi gruppi.

Imposta sulle società: 12,5% (con eccezioni e 15% per large groups)

  • 12,5% sui profitti da trading/attività operative (impostazione classica irlandese).
  • 15% per gruppi di grandi dimensioni rientranti nella Global Minimum Tax (tipicamente ricavi consolidati ≥ 750 mln), in linea con il framework internazionale.

Holding, partecipazioni e IP

  • Participation exemption / regimi su partecipazioni: in molte configurazioni possono esserci esenzioni o regimi favorevoli (condizioni specifiche).
  • Knowledge Development Box (KDB): dal 1 ottobre 2023 l’aliquota effettiva del KDB è stata portata (in pratica) al 10% sui profitti qualificati da IP (se rispettati requisiti e nexus).
  • R&D Tax Credit: dal 2026 il credito R&D è stato annunciato/incrementato al 35% per periodi contabili che iniziano dal 1 gennaio 2026 (con regole e procedure dedicate).

Controindicazioni

  • Costi: in crescita in alcune aree (Dublino in primis).
  • Substance: per reggere in audit e in bancabilità, servono governance e sostanza reali.

Madeira (Portogallo)

Madeira è un arcipelago portoghese nell’Atlantico. È spesso citata per il regime del Madeira International Business Centre (MIBC), storicamente autorizzato e strutturato come regime incentivante (con requisiti precisi).

Regime MIBC (cenni)

  • Aliquota ridotta: in alcuni casi indicata al 5% sui profitti qualificati, entro limiti, condizioni e fino a scadenze/regimi autorizzati.
  • Requisiti: tipicamente creazione di posti di lavoro, investimenti e rispetto delle condizioni della licenza/regime.
  • Holding e flussi: spesso si citano esenzioni o riduzioni su alcune componenti (dividendi/plusvalenze) in determinate configurazioni, ma è imprescindibile verificare la struttura concreta.

Controindicazioni

  • Regime “a condizioni”: non è un’aliquota “automatica” per chiunque.
  • Operatività reale: come sempre, la gestione effettiva e i requisiti sostanziali sono decisivi.

Georgia

La Georgia è spesso valutata per semplicità amministrativa e un modello di tassazione societaria che, in alcune configurazioni, tassa principalmente al momento della distribuzione degli utili. È una giurisdizione in area euro-asiatica ma frequentemente inserita in comparazioni “europee” per prossimità geografica e interesse imprenditoriale.

Tassazione societaria e dividendi (quadro generale)

  • Imposta societaria: spesso indicata al 15%, con logica che in molte ipotesi colpisce soprattutto gli utili distribuiti.
  • IVA: aliquota standard spesso indicata al 18% (con esenzioni/casi particolari).
  • Persone fisiche: flat tax spesso indicata al 20% su redditi personali.

Permesso di soggiorno e residenza (cenni)

In generale, la residenza può essere legata ai giorni (es. 183) e/o a legami economici. Anche qui: per un soggetto con legami italiani, è fondamentale dimostrare lo spostamento effettivo del centro interessi.


Tabella: tassazione societaria a confronto (aggiornata a gennaio 2026)

Giurisdizione Tassazione societaria (indicativa) Dividendi / ritenute (indicative) Nota operativa 2026
Isole Canarie (Spagna – ZEC) Spagna ordinaria + ZEC fino a ~4% su profitti qualificati (requisiti/limiti) Ritenute secondo regole Spagna/UE e trattati Regime condizionato: sostanza, investimenti, occupazione
Bulgaria ~10% flat ~5% domestica (salvo trattati/esenzioni) Attenzione a governance: gestione dall’Italia = rischio
Malta 35% nominale, spesso riducibile via refund (in certe strutture) Spesso 0% WHT outbound (condizioni) Non basta “aprire”: serve sostanza e corretta residenza
Andorra ~10% (con regole e eccezioni) Spesso 0% in alcune configurazioni (verificare) Non UE: attenzione a permessi e prove di trasferimento
Svizzera Variabile per Cantone/Comune (indicativo ~11%–21%) 35% imposta preventiva, recuperabile (trattati/procedure) Pillar Two: top-up 15% per grandi gruppi dal 2024
Estonia 0% su utili non distribuiti; 22/78 su distribuzioni (dal 2025) Tassazione legata alla distribuzione (regole locali) e-Residency non sposta residenza fiscale di per sé
Macedonia del Nord ~10% ordinaria; 0% fino a 10 anni in TIDZ (condizioni) Variabile (spesso 5%–15% secondo condizioni/beneficial owner) Incentivi forti per industriale; non UE
Irlanda 12,5% trading; 15% per large groups (Pillar Two) WHT variabile; possibili riduzioni via trattati/condizioni KDB effettivo 10% (dal 1/10/2023); R&D credit 35% dal 2026
Madeira (Portogallo – MIBC) ~5% su profitti qualificati (licenza/requisiti, regime a termine) Secondo regole Portogallo/UE e struttura Regime condizionato, attenzione a sostanza e limiti
Georgia ~15% spesso al momento distribuzione utili (modello “estone-like”) Regole locali e trattati: verificare per caso Non UE: attenzione a trattati, residenza e sostanza

Nota: i dati in tabella sono una mappa di orientamento. La tassazione effettiva dipende dalla struttura, dai trattati, dalla residenza effettiva (persona e società), dalla presenza di stabile organizzazione e dall’applicazione di regimi UE/OCSE (incl. Pillar Two). Paesi europei bassa tassazione.

Checklist di compliance (Italia/estero) prima di “scegliere il Paese”

Area Domanda chiave Rischio se ignorata
Residenza società Dove si prende davvero la decisione? Dove sono amministratori, conti, contratti, riunioni? Esterovestizione, tassazione in Italia, sanzioni, contenzioso
Stabile organizzazione L’attività (vendite, contratti, personale) si svolge in Italia o all’estero? Tassazione dei redditi in Italia, IVA/adempimenti, recuperi
Transfer pricing I prezzi infragruppo sono a valore normale? Esiste documentazione? Riprese a tassazione, sanzioni, dispute internazionali
CFC La controllata estera è in regime “privilegiato”? Qual è l’effettiva tassazione? Imputazione per trasparenza in Italia e aggravio fiscale
Monitoraggio fiscale Sono stati dichiarati correttamente conti, partecipazioni, asset esteri? Sanzioni RW, contestazioni su flussi e redditi esteri

Approfondimenti interni consigliati:
Aprire attività all’estero: vantaggi e rischi da evitare —→
Esterovestizione societaria: definizione, normativa e difesa —→
Società estera per lavorare in Italia→


Paesi europei bassa tassazione: conclusioni

Se hai letto questo report molto probabilmente sei interessato ad un possibile trasferimento all’estero o all’apertura di una società estera. In questo contributo ho cercato di riassumerti 10 giurisdizioni che, in determinati contesti, possono offrire una fiscalità societaria più contenuta. Ognuna ha caratteristiche proprie e non esiste un Paese “migliore” in assoluto.

Quello che conta davvero nel 2026 è evitare l’errore più comune: mettere al primo posto l’aliquota e trascurare residenza effettiva, sostanza, governance e prova documentale. Un’aliquota bassa “sulla carta” non serve a nulla se poi la struttura viene riqualificata in Italia.

Inoltre, per i gruppi di grandi dimensioni, la Global Minimum Tax (15%) riduce o annulla molti vantaggi di giurisdizioni low-tax; per PMI e imprenditori resta invece spesso centrale la corretta pianificazione: dove si produce valore, dove si gestisce l’attività, dove si firma, dove si decide.


Consulenza legale per società estere (Studio Legale Internazionale Bertaggia)

Trasferirsi all’estero o aprire una società estera “in modo sicuro” richiede una pianificazione che tenga insieme diritto societario internazionale, contrattualistica, compliance fiscale e gestione del rischio (anche penale-tributario, se si commettono errori). Paesi europei bassa tassazione.

Perché rivolgersi allo Studio Legale Internazionale Bertaggia

  • Approccio conservativo e difensivo: impostiamo strutture che reggano in caso di controlli (esterovestizione, stabile organizzazione, RW, flussi bancari).
  • Revisione legale e governance: statuti, verbali, contratti, deleghe, poteri, amministrazione e “substance” coerenti.
  • Coordinamento con consulenti fiscali e professionisti locali: per una strategia completa (Italia + Paese estero).
  • Operatività worldwide: assistenza anche da remoto con videoconsulenze.

Contatti Studio Legale Bertaggia
Sede: Via Aldighieri, 10 – 44121 Ferrara (FE)
Tel: +39 0532240071 — Email: info@avvocatobertaggia.com
Pagina contatti: https://www.avvocatobertaggia.org/contattaci/

Vuoi un’analisi strutturata? Puoi anche valutare il servizio dedicato: Consulenza costituzione società estere→.


Paesi europei bassa tassazione FAQ

1) Qual è il Paese europeo con la tassazione societaria più bassa?

Dipende da cosa intendi per “Paese” e dal fatto che si applichino regimi speciali: in Europa ci sono regimi agevolati territoriali (es. ZEC alle Canarie o MIBC a Madeira) che possono scendere molto, ma sono sempre condizionati a requisiti (sostanza, investimenti, occupazione, attività ammesse) e a limiti di imponibile agevolabile.

2) Posso aprire una società all’estero e continuare a lavorare dall’Italia?

Sì, è possibile, ma va strutturato con attenzione. Se l’attività è svolta in Italia o la direzione effettiva è in Italia, puoi avere stabile organizzazione o esterovestizione, con tassazione italiana. Servono governance, ruoli, contratti e operatività coerenti.

3) L’e-Residency in Estonia basta per avere una società “estera” davvero?

No. L’e-Residency è uno strumento digitale utile per gestire, ma non sposta automaticamente la residenza fiscale della persona o la direzione effettiva della società. Se gestisci tutto dall’Italia, i rischi restano.

4) Global Minimum Tax (15%): elimina la convenienza delle giurisdizioni low-tax?

Riguarda principalmente i grandi gruppi (tipicamente ricavi consolidati ≥ 750 mln). Per molte PMI non si applica direttamente; tuttavia, aumenta l’attenzione su sostanza e trasparenza e rende ancora più importante una struttura reale e documentabile.

5) Malta: è vero che si può arrivare a tassazione “quasi zero”?

In ambito societario, Malta ha un’aliquota nominale elevata (35%) ma anche meccanismi di rimborso al socio che possono ridurre l’imposta effettiva in certe strutture. Parlare di “zero” in modo generico è fuorviante: dipende da redditi, status del socio, regole applicate e soprattutto dalla compliance (residenza effettiva e sostanza).

6) Che cosa controlla l’Agenzia delle Entrate quando valuta una società estera?

In sintesi: dove si decide (direzione effettiva), dove si lavora (stabile organizzazione), dove sono le persone, i contratti, i conti, la documentazione, e se esistono motivi economici reali. Se la struttura è “solo fiscale”, il rischio di riqualificazione cresce.

7) Quali documenti aiutano a dimostrare la sostanza all’estero?

Ad esempio: contratto di ufficio/locazione, utenze, payroll, contratti con clienti/fornitori locali, contabilità, estratti conto, verbali del CDA con decisioni prese in loco, travel evidence, deleghe e poteri, organigrammi, procedure interne, prove di esecuzione operativa fuori Italia.

8) Come può aiutarmi lo Studio Bertaggia?

Con un’impostazione legale e difensiva della struttura: scelta giurisdizione, governance, contratti, verifiche anti-esterovestizione/stabile organizzazione, coordinamento con fiscalisti e professionisti locali, e assistenza in caso di verifiche o contenzioso.


Author box / Revisione legale

Revisione legale e aggiornamento (gennaio 2026): Avv. Daniele Bertaggia – Studio Legale Internazionale Bertaggia (Ferrara). Operatività worldwide. Assistenza legale in diritto societario internazionale, strutture estere, compliance e rischio esterovestizione.

Contatti: Via Aldighieri, 10 – 44121 Ferrara (FE) • Tel. +39 0532240071 • info@avvocatobertaggia.com • Contattaci

Questo contenuto ha finalità informative e non costituisce consulenza legale o fiscale personalizzata. Per valutazioni operative è necessario un inquadramento del caso concreto.

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Autore. Studio Legale Internazionale Bertaggia – Titolo Paesi europei bassa tassazione, in www.avvocatobertaggia.com/blog

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Articolo aggiornato al 18 Gennaio 2026

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