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Trasferire residenza estero: Europa 1° parte

TRASFERIRE RESIDENZA ESTERO

DOVE TRASFERIRE LA RESIDENZA E L’ATTIVITA’ LAVORATIVA IN EUROPA

AGEVOLAZIONI FISCALI IN EUROPA PARTE I

Trasferire residenza estero. Un obbiettivo sempre più richiesto, dall’imprenditore stufo di non riuscire mai ad incassare il profitto della sua attività, completamente disperso da tasse e previdenze a fronte delle quali non vi sono servizi, dal pensionato che, con la sua pensione (frutto di anni di duro lavoro, non di un beneficio regalato a chiunque si presenti in Italia a richiedere “asilo“) non riesce a vivere dignitosamente gli anni della sua vecchiaia, allo studente fresco di laurea che sa che in Italia non riuscirà mai a far fruttare le sue capacità ed i suoi studi, superato da chi non ha competenze ma “amicizie“.

Vediamo come fare per trasferire residenza estero.

Se desideri trasferire all’estero la tua residenza o la tua attività lavorativa contattaci. Saremo in grado di fornirti una consulenza professionale altamente specialistica e di crearti tutte le strutture di cui hai bisogno per trasferire la tua residenza e il tuo lavoro all’estero. Chiama ora +390532240071 per trasferire residenza estero.

TRASFERIRE RESIDENZA ALL’ESTERO, DOVE?

Gentili lettori in quest’articolo tratteremo il trasferire residenza estero in ambito europeo, le nazioni extraeuropee saranno oggetto di un futuro approfondimento. Restando in Europa, contrariamente a quanto si crede, vi sono numerosi stati e giurisdizioni dove vige il rispetto del lavoro dell’imprenditore ed una fiscalità adeguata, in grado di remunerare i servizi sociali che vengono erogati (realmente-al contrario dell’Italia) con la possibilità di avere, per l’imprenditore onesto, un guadagno rapportato all’impegno lavorativo profuso. Infatti se si ha un’azienda già in essere od un’attività professionale avviata, il trasferimento di residenza e di azienda in ambito europeo  fornisce dei vantaggi impareggiabili, sarà finalmente possibile preoccuparsi solo di lavorare e non di sopravvivere all’immenso ammontare di tassazione esistente in Italia. Cerchiamo di capire a chi conviene trasferire la residenza e l’attività lavorativa in Europa

IMPRESA ON LINE E TRASFERIMENTO DI SEDE LEGALE IN EUROPA

Questa è la domanda che più assiduamente i clienti dello Studio Legale Internazionale Bertaggia ci fanno: vogliono trasferire la sede legale della loro azienda all’estero, visto che loro lavorano solo on line. Concretamente in effetti non esiste limite geografico per il lavoro online, con una connessione veloce si può lavorare da dove si vuole senza problema alcuno. Ma bisogna fare particolare attenzione a fare in modo di non incorrere in episodi di esterovestizione.

Lavorare on line all’estero è possibile: ma non bisogna limitarsi a trasferire solo l’impresa e continuare a lavorare dall’Italia come molti credono. Così non va, questa è esterovestizione. Sarà necessario trasferire anche la residenza anagrafica nella nazione estera scelta ed effettuare, dall’estero, l’attività on line desiderata, troncando ogni tipo di rapporto con l’Italia.

Per questo motivo, in tema di trasferire residenza estero, il nostro consiglio alle persone che vogliono trasferire la propria residenza all’estero al fine di riuscire a lavorare in uno stato che non sia ostile all’iniziativa economica privata, e che consenta all’imprenditore di ottenere un profitto adeguato, è quello di avere come come destinazione un paese europeo. Nel concreto l’Europa offre numerose opportunità per applicare un intelligente pianificazione fiscale: ogni stato europeo è assolutamente migliorativo, rispetto all’Italia, in termini di libertà economica e di tassazione sia societaria che personale.

Per restare in ambito comunitario (EU) possiamo dire che la Slovenia, la Croazia, l’Austria, Il Lussemburgo, i Paesi Bassi, l’Irlanda, Malta e Cipro, offrono le migliori condizioni sia in termini di libertà d’impresa che di tassazione che di modernità del sistema paese, per cui un trasferimento verso una di quelle realtà è già una condizione estremamente positiva per l’imprenditore che lavora on line. Vi sono poi nazioni come la Romania, la Bulgaria, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, dove abbiamo tassazioni ancora più basse, ma con un sistema paese ancora bisognoso di miglioramenti, molto simile all’Italia, ma in via di rapido miglioramento.

Restando in ambito europeo ma uscendo dall’EU, segnaliamo la Gran Bretagna, la Svizzera, il Liechtenstein, Andorra e Gibilterra, come mete che possono essere (a determinate condizioni) molto interessanti per l’imprenditore desideroso di andarsene dall’Italia a migliorare la sua professionalità, ed a vivere finalmente con una tassazione non superiore (in media) al 25%, contro una pressione fiscale italiana che, sommando tutte le voci (fra cui la previdenza, ormai tassa anch’essa poiché non vi corrispondono più effettive controprestazioni) si avvicina al 70%.

Si può affermare come, andandosene (realmente e non fittiziamente!) dall’Italia, tutte le condizioni di vita e di impresa in EU e fuori EU, ma in Europa, sono assolutamente migliorative rispetto all’Italia, (che sconta la tassazione più alta, l’immigrazione più numerosa ed incontrollata, l’assenza di servizi, ed una cultura anti industriale). Non esiste quindi una nazione più vantaggiosa di un altra. Tutto dovrà essere valutato dalle singole predisposizioni ed aspettative e dal tipo di azienda che si vuole trasferire.

Esemplificativamente, per chi lavora solo on line, l’ideale potrebbe essere una nazione con bassa imposizione sul reddito e sulla società e con servizi logistici limitati (Cipro, Slovacchia o Bulgaria). Qualora al contrario si debba trasferire un’impresa più articolata e bisognosa di strutture e di logistica, conviene valutare paesi con miglior organizzazione e con imposte più alte ma che consentano in ogni caso di ridurre i costi di tassazione: la Slovenia, l’Austria, la Croazia la Svizzera, sono l’ideale in casi del genere.

Se invece la tua attività è nel settore dei servizi finanziari, la Gran Bretagna, Malta, l’Irlanda, il Lussemburgo, il Liechtenstein e Gibilterra, offrono delle straordinarie opportunità.

TRASFERIRE RESIDENZA ED IMPRESA ALL’ESTERO, CON QUALE SOGLIA DI REDDITO CONVIENE?

Spesso molti clienti ci chiedono che reddito minimo sia necessario avere per trasferirsi. Considerato il sistema italiano, ove ogni attività autonoma è mal vista, osteggiata e sovra-tassata,  reputata un’attività semi delinquenziale; è possibile affermare che non è necessaria una soglia di reddito minima per potersi trasferire all’estero. Qualunque sia il reddito che attualmente uno riesce a realizzare, andandosene dall’Italia lo stesso sarà sempre in aumento, considerato che il sistema italia è punitivo nei confronti dell’impresa e che la tassazione italiana non ha eguali nel mondo intero, a fronte di servizi che non vengono erogati, o sono appannaggio quasi esclusivo degli immigrati, clandestini e non.

Il vantaggio economico per un italiano che impianta un’attività all’estero, ed ivi trasferisce la propria residenza, vi è comunque, in ogni caso. Consideriamo poi che l’indice della libertà economica in Italia è all’86° posto (nel 2016 l’indice italiano è sceso ancora dello 0,50%, subito dopo vi è il Madagascar…) su 178 nazioni e il calcolo della convenienza è presto fatto.

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Se desideri trasferire all’estero la tua residenza o la tua attività lavorativa contattaci.

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Autore. Studio Legale Internazionale Bertaggia – Titolo Trasferire residenza estero: Europa 1° parte, in www.avvocatobertaggia.com/blog

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